Tribunale: la tassa di scopo

Aldo Bianchini

SALA  CONSILINA – E’ seduto dietro la grossa scrivania del suo studio legale e parla con profonda convinzione nelle cose che dice. E’ pacato, sereno, convincente, fermo e deciso. Da democratico cristiano di lungo corso ha attraversato la politica degli ultimi trent’anni in senso trasversale, anche se alla fine la sua indole democristiana viene sempre fuori, sta nel suo dna da sempre. L’avvocato Angelo Paladino, penalista di successo, politico cresciuto all’ombra dei grandi della prima repubblica, non ci sta ad assistere inerme alla soppressione del tribunale della sua città e lancia la sua proposta in grado, secondo lui, di stanare le vere ragioni per cui il tribunale di Sala Consilina dovrebbe essere soppresso. Tutti dicono che si tratti del contenimento della spesa pubblica sul cui altare tutto si può sacrificare, anche una struttura efficiente e necessaria per tutto il territorio. Lui, Angelo Paladino, non crede che sia la spesa la vera ragione della soppressione e teme che sia, piuttosto, la lobbie dei poteri giudiziari forti a volere l’accorpamento dei tribunali minori a quelli più blasonati. Ecco, dunque, che propone la “tassa di scopo”, una sorta di singola tassazione in grado di garantire l’autofinanziamento delle risorse economiche necessarie alla sopravvivenza della struttura giudiziaria  salese. In pratica i 29 comuni ricadenti nella competenza giudiziaria del tribunale dovrebbero esigere una tassa pro-capite annuale per ogni singolo cittadino residente in modo da bilanciare i costi necessari a mettere le istituzioni statali centrali nelle condizioni di venire allo scoperto: se è la spesa la causa della soppressione con l’autofinanziamento tutto si risolve, se invece i motivi sono altri allora potranno essere programmate forme di lotta anche estreme per la difesa della struttura. In pratica la tassa di scopo fungerebbe anche da vero e proprio referendum concreto, tanto la tassa pro-capite dovrebbe aggirarsi intorno alla somma complessiva annua di 5€ per ogni cittadino residente, una somma che i comuni potrebbero riscuotere attraverso gli strumenti di esazione-contributi già esistenti. Ha esposto la sua proposta tutto d’un fiato, sicuro di poter contribuire in maniera costruttiva alla sopravvivenza del tribunale. Mi ricorda che già nel 1921, sotto la spinta della lobbie di una magistratura corporativa, il tribunale di Sala fu soppresso e restituito alle sue naturali funzioni soltanto nell’ultimo dopoguerra. Teme che la storia possa ripetersi, oggi con maggiore autoritarismo rispetto al passato in quanto lo strapotere dei magistrati è visibilmente aumentato, soprattutto dopo la caduta del governo dei politici,la scomparsa dei riferimenti con l’arrivo del governo tecnico e i recentissimi provvedimenti del CSM. “Proprio in questo momento -dice- la nostra attenzione deve essere ai massimi livelli, non possiamo rischiare sorprese o colpi di mano. Non possiamo far passare l’idea della istituzione del cosiddetto tribunale del cilento in quanto il Vallo di Diano è troppoo importante anche per la sua posizione geografica che fa da cuscinetto tra zone ad alta infiltrazione mafiosa come la Calabria, la Puglia e il resto della Campania. Mi auguro che le istituzioni locali non abbassino la guardia.” Ci salutiamo con la promessa di ritornare sull’argomento non appena la sua proposta di tassa di scopo verrà presentata a tutti gli enti locali interessati.

 

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