Emirati: oleodotto per ovviare alla chiusura dello stretto Hormuz


Maria Chiara Rizzo
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’operatività dell’oleodotto che consentirà di evitare lo stretto di Hormuz a partire al massimo da giugno prossimo. A rendere ufficiale la notizia è stato il ministro dell’energia del piccolo Paese del Golfo, Mohamed ben Dhaen al-Hamili, durante  una conferenza stampa ad Abu Dhabi in cui ha spiegato che il progetto, in corso di realizzazione dal 2008,  prevede un oleodotto di 360 km di lunghezza.  L’oleodotto consentirà il trasporto del greggio dal campo di Habchan, negli Emirati, al porto di Fujeirah, senza dover necessariamente passare attraverso lo stretto di Hormuz. “Entro sei mesi, tra maggio e giugno 2012, -ha detto il ministro degli Emirati- sarà possibile iniziare le esportazioni”, precisando che la capacità dell’oleodotto è di 1,5 milioni di barili al giorno, ma potrebbe raggiungere anche una portata pari a 1,8 milioni di barili. Attualmente lo stato del Golfo produce circa 2,5 milioni di barili di petrolio al giorno. Lo stretto di Hormuz collega il Golfo, su cui si affacciano Stati con immense riserve di petrolio come Arabia Saudita e Kuwait, al mare dell’Oman. Oltre a quelle degli Emirati e dell’Iran, tutte le esportazioni di petrolio di Barhein, Kuwait e del Qatar passano per lo stretto in questione, così come le più ingenti esportazioni di greggio di Arabia Saudita e Iraq.  La tensione tra Tehran e Washington si è fortemente acuita in seguito alle manovre militari iraniane messe in atto contro la presenza della marina americana nel Golfo, suscitando timori per l’eventuale chiusura dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 35% del greggio trasportato via mare in tutto il mondo.

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