Provincia: under attack/2

Aldo Bianchini

SALERNO – Nella prima puntata di questa lunga, devastante e squallida vicenda, per mettere a fuoco cosa stesse accadendo in Provincia (cioè nel palazzo Sant’Agostino di Salerno!!)  mi esprimevo così  <<Under attack !! La Provincia di Salerno è sotto attacco!! Beh, non è certo una notizia da “prima pagina”, o almeno per me non lo è. Lo vado dicendo da tempo che l’Ente Provincia è sotto attacco, l’ho scritto in tutte le lingue, l’ho detto in ogni modo, anche ai diretti interessati, ma il presidente Edmondo Cirielli è duro e non sente ragioni>>. In particolare la Guardia di Finanza di Salerno ha diramato un comunicato stampa ufficiale che sintetizzo in queste frasi estrapolate dal dispaccio: << Il Nucleo PT della Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di 5 soggetti per l’ipotesi di reato di peculato aggravato e continuato. Tra di essi figurano 2 pubblici ufficiali tuttora in servizio presso l’ente provincia e nr. 03 soggetti privati beneficiari delle erogazioni di denaro pubblico. Sono state eseguite, inoltre, perquisizioni a carico dei 21 indagati (nr. 8 pp.uu. attualmente in servizio presso l’ente – tra cui due dirigenti -, nr. 5 dipendenti della Provincia attualmente in pensione e nr. 8 soggetti privati) sia presso i domicili privati che presso gli uffici della Provincia. In particolare, le complesse ed articolate indagini delegate da questa Procura hanno consentito di acquisire un solido quadro probatorio in ordine all’esistenza di un meccanismo criminoso finalizzato all’appropriazione di denaro pubblico dalle casse dell’ente provinciale di Salerno. Più nel dettaglio, le attività investigative hanno evidenziato che la condotta tenuta da dirigenti del Settore Presidenza e del Settore Finanziario dell’ente ha consentito l’erogazione, negli anni dal 2005 al 2009 di contributi a fondo perduto, allo stato quantificati in circa un milione di euro, in favore di privati e di O.N.L.U.S., per pseudo progetti ed iniziative, in realtà mai avvenuti>>. Appare, dunque, ineccepibile il fatto che l’inchiesta condotta a tappeto ed in maniera esemplare dalla Guardia di Finanza riguardi un preciso periodo (2005-2009) in cui era presidente Angelo Villani. Cinque gli arrestati (Vittorio Aliberti, Giovanna Musumeci, Mario Bisogno, Pamela De Leo e Sabina Primaverile) e vari altri indagati per un totale complessivo di oltre venti “personaggi” che si sono mossi all’interno del palazzo a loro piacimento arraffando e promettendo, mantenendo e deludendo, conquistando e abbandonando, facendo tutto e il contrario di tutto. Personaggi quasi intoccabili come Vittorio Aliberti, creatura di Angelo Villani divenuto in breve tempo funzionario e dirigente, con cui i comuni mortali dovevano sempre e comunque rapportarsi per avere la possibilità di essere ammessi alla presenza del Signore, hanno distrutto l’immagine stessa della Provincia, e non solo.  Questo, a mio sommesso avviso, comunque non scarica completamente l’attuale amministrazione e il presidente Edmondo Cirielli dalle sue responsabilità che, in ordine ai fatti giudiziari di che trattasi, potranno anche essere soltanto responsabilità politiche, ma pur sempre di responsabilità si tratta.  E’ triste, molto triste, dover constatare che la macchina burocratica pubblica, anche quella annunciata come la più innovatrice in fatto di trasparenza e legalità (alludo all’amministrazione Cirielli) finisce inesorabilmente la sua corsa contro un muro. E’ il muro della latitanza del dovere, della mancanza di responsabilità dei dirigenti, del menefreghismo dei semplici impiegati o dei cosiddetti “nullafacenti” di Pietro Ichino. Tutto questo ammasso di personaggi, che spesso lega strette connessioni con il mondo esterno fino a rasentare il codice penale, non si ferma e non si arrende davanti a nulla ed arriva fino al punto di difendere con le unghie e con i denti il “proprio piccolo orticello di potere” che ognuno ha sapientemente costruito in barba alle regole ed alle leggi. Edmondo Cirielli, nella campagna elettorale della primavera del 2009 aveva tuonato e si era impegnato per “tornare grandi” ed aveva dato fiato alle trombe della legalità e della pulizia interna all’amministrazione. Di sicuro a palazzo Sant’Agostino non sono tutti affaristi, anzi la stragrande maggioranza dei dirigenti, dei funzionari e degli impiegati è ben intenzionata a dare il meglio. Ma si fermano di fronte all’insipienza di ben “due presidenti” che non hanno saputo decidere che fine far fare ad un dirigente che era stato prima indagato, poi rinviato a giudizio, poi processato, poi condannato per una prima vicenda, poi indagato ed arrestato per una seconda vicenda. Sapevamo di avere lasciato alle spalle una provincia che si stava incartando su se stessa, ma non potevamo immaginare che quella nuova avesse provveduto addirittura a promuovere quel dirigente mentre era ancora agli arresti domiciliari. Assurdo e incredibile. Ecco perché, nella prima puntata di questa storia, ho parlato di un “attacco al re”, di un attacco al cuore della Provincia. I cinque arrestati di ieri sono poca roba rispetto a tutto quello che c’è ancora da scoprire e da debellare. Purtroppo non è cambiato niente e qualcuno ha fatto finta di cambiare tutto. Alla prossima.

 

 

 

 

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