Angellara Home: “poteva non sapere!!”

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Oggi è il momento delle difese, agguerrite come non mai, nell’ambito di un processo che evidenzia “un vulnus” grande quanto una montagna. Mi riferisco al processo-commedia inscenato nel Tribunale di Salerno a carico dell’ex arcivescovo Mons. Gerardo Pierro, di don Comincio Lanzara e di altri. Un vulnus che si inquadra alla perfezione nell’ottica di una “magistratura” molto incline a sbandierare ed utilizzare il detto “non poteva non sapere” per una certa parte politica e pronta a trasformarlo in “poteva non sapere” per un’altra parte politica, soprattutto se di sinistra. Non voglio entrare nel merito del processo, stabiliranno i giudici se Pierro e Lanzara sono colpevoli e se la struttura ricettiva dell’Angellara Home è da considerare un “albergo a quattro stelle”. E’ compito, però, di un giornalista evidenziare quelle che sono le storture o i vulnus di un processo che, comunque vada, ha tenuto in ansia decine di famiglie e ne ha appassionate migliaia di altre. La città si è divisa tra colpevolisti e innocentisti, come spesso accade. La stampa ci ha messo del suo non evidenziando il grande vulnus che è grosso come una montagna e che nessuno vuole ricordare. Purtroppo funziona così, l’ho detto e scritto tante volte anche se non è servito a niente. Ma vengo subito al sodo ed a chiarire qual è il vulnus del processo, vulnus sul quale credo che le difese da questa mattina daranno seriamente battaglia. Al centro del problema c’è il famoso “sportello unico” del comune presso cui  tutte le imprese e/o tutti i privati che intendono aprire cantieri per costruzioni e ristrutturazioni devono depositare gli appositi progetti redatti da tecnici di fiducia. Un qualsiasi lavoro può iniziare soltanto quando lo “sportello unico” rilascia il necessario nulla osta, o come dir si voglia, dopo aver attentamente vagliato il progetto depositato e dopo aver effettuato, per i casi più grossi, gli appositi controlli. La Curia di Salerno, attraverso i suoi tecnici di fiducia, ha regolarmente depositato il progetto di ristrutturazione dell’Angella Home che è stato puntualmente approvato in ogni suo dettaglio dallo “sportello unico” del Comune senza appunti o richieste di variazioni. Ad un certo punto scoppia lo scandalo ed il PM Roberto Penna, giustamente, include nell’inchiesta anche lo sportello unico chiamando in causa il suo capo e alcuni dirigenti e tecnici. Fin qui tutto nella norma. Anzi in questo caso la giustizia sembrava aver fatto dei passi avanti rispetto al passato, quando gli UTC e UTR (uffici tecnici comunali e regionali) venivano spesso tenuti fuori dalle inchieste come se fossero state delle mammolette che nulla sapevano, nulla vedevano e nulla sentivano. Il colpo a sorpresa, per quanto attiene l’Angellara Home, arriva però quasi subito. E’ lo stesso PM a metterlo a segno decidendo che “il capo dello sportello unico poteva non sapere” quello che facevano i suoi subalterni per un caso che non era un caso qualsiasi ma era un caso che coinvolgeva l’Arcivescovo e il “potente don Comincio” (come lo stesso PM lo definisce!!). Ovviamente tutto è possibile, così come è possibile che il capo non ne sapesse nulla sebbene le entrature del potentissimo don Comincio arrivavano perfino direttamente alle orecchie del sindaco De Luca (è sempre il PM a descrivere queste ramificazioni della potenza di don Comincio), è anche possibile che entrambi (il capo dello sportello e lo stesso sindaco) invece sapessero benissimo cosa la Curia aveva chiesto e cosa poteva essere concesso. Sta di fatto che il “capo dello sportello unico” è stato tirato fuori dal processo perché “il sospetto a suo carico non sussiste” mentre altri dirigenti e funzionari dello stesso sportello unico si ritrovano oggi a giudizio. Come a dire, gentilissimo dottor Roberto Penna, che in questa città viene costruita una “lussuosa struttura alberghiera” (così l’ha definita Lei!!) e il capo dello sportello unico e, addirittura, il sindaco non ne sanno nulla. . Leggendo i vari report giornalistici mi chiedo come fa, dottor Penna, a sostenere da una parte che esiste “un inequivocabile assoggettamento dell’Ente comunale ai desiderata della Curia Salernitana” e dall’altra a ritenere che il capo dello sportello e il sindaco non ne sapessero nulla. Mi consenta di dirLe che io come cittadino, prima ancora che come giornalista, non ci credo e non ci crederò mai, anche se per carità divina Le lascio tutto il diritto del “libero convincimento” che la legge (scritta da politici imbecilli!!) Le attribuisce  Tutto questo, mi preme ricordarlo agli amici lettori, rientra in quel quadro giudiziario-mediatico-politico che può essere racchiuso nella frase: “La Procura e il Re” che ho già scritto per l’inchiesta sul fallimento Amato. Alla prossima.

5 thoughts on “Angellara Home: “poteva non sapere!!”

  1. In questo processo per noi cattolici la cosa più mortificante è vedere coinvolto il Vescovo della Diocesi ed i suoi collaboratori in indagini e processo che hanno minato la credibilità della Chiesa Salernitana.Sono convinto di una mia ipotesi che dico:le idee del Vescovo e degli Uffici curiali erano molto più modeste e pragmatiche di quello che si è scritto e di quello che si è preteso ritenere delittuoso.Il Vescovo sapeva che a quattro passi sarebbe nato il Porto Marina di Arechi e che tutta la zona sarebbe diventata un’area di alta concentrazione di interessi ruotanti attorno al Porto? Credo di no.Il Vescovo voleva solo migliorare una struttura del Patrimonio della Curia.Questa attività rientra non soltanto tra i poteri ma tra i doveri diligenti di un amministratore.Se non l’avesse fatto avrebbero potuto imputargli l’incuria e la ma gestio,considerata l’importanza della Colonia S. Giuseppe.Dunque, non è che altri sapessero cose e immaginassero scenari di omologazione della Angellara home dentro l’area del terziario di servizio al Porto? Vedrete che a breve anche qualche altra struttura della zona sarà completamente a servizio del nuovo Porto. Si liberi il Vescovo e don Comincio da questo disagio:per me sono stati raggirati.

  2. caro sig. memoli. ma veramente pensa che noi crediamo agli asini che volano. ma veramente lei pensa che il vescovo e don comincio siano due perseguitati dalla giustizia? beh non ci sono alternative, o lei fa finta di non capire niente oppure è loro compagno di merende. tertium non datur.
    spero che qualche altro cittadino le risponda per le rime!

    1. se legge quello che ho scritto…mi sembra di aver detto un’altra cosa.Non credo che la Giustizia li abbia perseguitati,però sono dispiaciuto che la Chiesa Salernitana ne abbia avuto la peggio.Credo nell’innocenza del Vescovo e di don Comincio (mi devo ammazzare?);non credo che altri “potevano non sapere”.Tutto qui!

  3. una pregunta?
    erano ignari anche quando facevano banchetti per battesimi e comunioni, o anche quando fittavano le stanze a 80 euro a notte?
    ma davvero credete che la gente abbia l’anello al naso?
    buona serata

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