SCUOLA: Sciopero generale contro il ddl «buona scuola»


Da Uisl-Scuola
SALERNO – La Scuola italiana si ferma compatta e scende in piazza contro le scelte del governo Renzi, contro quel disegno di legge di riforma del sistema nazionale in discussione con tempi strettissimi in questi giorni in Parlamento. Un’iniziativa forte che segue le già numerose e significative azioni di mobilitazione a livello locale e nazionale come lo stop alle attività aggiuntive oltre l’orario obbligatorio per tutto il personale docente ed Ata delle scuole e la manifestazione unitaria delle Rsu elette nelle liste Uil Scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu dello scorso mese di aprile. Ed è all’insegna di questa rinnovata unità di intenti – unità che in pratica non si vedeva dalla protesta contro la riforma Gelmini del 2008 – che le organizzazioni sindacali si preparano a scendere in diverse piazze italiane martedì 5 maggio per dare un segnale forte ad un governo che ha presentato proposte di riforma senza coinvolgere di chi nella scuola vive e lavora giorno per giorno. Sono diversi gli articoli contestati all’interno del ddl, soprattutto quelli riguardanti l’organico dell’autonomia, le competenze dei capi d’istituto e in generale il piano di assunzioni. A non convincere è il rafforzamento del ruolo del dirigente così come effettivamente previsto dal disegno legge invece di un più logico implemento delle funzioni del collegio dei docenti. Anche per evitare un eccessivo sbilanciamento dei poteri. «Lo sciopero in programma per il 5 maggio avrà un’adesione altissima» – le parole del Segretario Generale Uil Scuola Massimo Di Menna. Più di una previsione, quella di Di Menna, ma una certezza che si fonda su tre forti ragioni. I precari, innanzitutto, per i quali occorrerebbe un piano pluriennale di immissioni in ruolo e la piena copertura dei posti disponibili. Poi il totale potere decisionale che la riforma affiderebbe ai dirigenti scolastici nella scelta dei docenti, nella valutazione didattica, nella retribuzione. Un fattore che minerebbe pluralismo culturale, libertà di insegnamento, ruolo degli organi collegiali, diritti contrattuali, un mix esplosivo difficilmente riscontrabile in altre nazioni. Ulteriore ragione l’eliminazione delle norme contrattuali in materia di orario, retribuzione, che si aggiunge al blocco del contratto. Senza contare che da tempo la Uil Scuola va evidenziando l’assenza all’interno dell’impianto legislativo di un piano pluriennale di investimento per un graduale riequilibrio della spesa pubblica a favore dell’istruzione, soprattutto considerando che, ad oggi, l’Italia è ancora all’ultimo posto tra i paesi europei nel rapporto spesa per istruzione spesa pubblica. Per le delegazioni sindacali provenienti dalla Campania l’appuntamento è fissato martedì 5 maggio, ore 9.30, in Piazza della Repubblica a Roma. Di lì il corteo si snoderà lungo via V.E. Orlando, via Barberini, via Sistina, Piazza Trinità dei Monti, via G. D’Annunzio fino a raggiungere Piazza del Popolo dove si svolgerà il comizio dei segretari generali delle diverse organizzazioni sindacali.

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