Saviano c/ Serracchiani: critiche giuste ?

di Franco Pelella

 

SALERNO – Caro direttore, Debora Serracchiani, commentando un episodio di stupro commesso da un richiedente asilo iracheno a Trieste, ha scritto: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre ma risulta socialmente e moralmente ancora più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. La dichiarazione della Serracchiani non diceva niente di particolarmente grave perché mirava, giustamente, a rimproverare chi aveva rotto un patto di accoglienza; per questo motivo non capisco perché ci sono state tante critiche. Oramai ci sono tante persone che se la prendono con i propri avversari politici a prescindere  dalle cose che dicono e che fanno; soprattutto non capisco perché a criticare la Serracchiani sia stato anche uno come Roberto Saviano, il quale ha detto che la Presidente del Friuli Venezia Giulia è diventata leghista. Ma Saviano da un po’ di tempo non perde occasione per criticare i rappresentanti del Pd anche quando non sarebbe opportuno. In un suo articolo pubblicato da La Repubblica se l’è presa con il ministro Minniti salvo poi utilizzare quasi tutto lo spazio disponibile per contrastare l’affermazione di Luigi Di Maio sui trafficanti di uomini che utilizzano le imbarcazioni delle Organizzazioni non governative come dei taxi. Le critiche, però, rischiano di non essere efficaci se hanno un bersaglio sbagliato; bisognerebbe invece concentrarsi sulle osservazioni giuste da fare ai dirigenti del Partito Democratico. Eccone alcune: il mancato ritiro dalla politica di Matteo Renzi dopo aver perso il referendum sulla riforma costituzionale, l’eccessivo accentramento del potere nelle mani di Matteo Renzi e del suo cerchio magico, la nomina di alcuni membri del governo che non sono palesemente all’altezza del loro compito, il rifiuto della proposta di unità del centrosinistra presentata da Giuliano Pisapia, la disponibilità a fare accordi con Verdini e Berlusconi, l’inspiegabile atteggiamento critico nei confronti della Comunità Europea, ecc. ecc.

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