ZARRELLA: una cittadinanza davvero necessaria ?

 

Aldo Bianchini

Da sinistra: prof. Giuseppe Rinaldi (sindaco di Mntesano) - dott. Matteo Claudio Zarrella (già magistrato e presidente del Tribunale di Lagonegro) - avv. Renivaldo La Greca (relatore)

MONTESANO sulla MARCELLANA – E cittadinanza fu !! Varrebbe la pena di dire “tanto tuonò che piovve”; il sindaco di Montesano sulla Marcellana, prof. Giuseppe Rinaldi, ha raggiunto il suo obiettivo ed ha concesso la cittadinanza onoraria all’ex presidente del Tribunale di Lagonegro dott. Matteo Claudio Zarrella un personaggio di tutto rispetto e di una levatura sicuramente al di sopra della media per spessore culturale e professionale.

Assolutamente niente da dire, quindi, sulla persona dell’ex magistrato Zarrella, uomo probo ed eccellente servitore dello Stato nonchè scrittore di alto livello, che, in presenza di un nutrito pubblico costituito da gente comune e da autorità politiche e religiose ed al cospetto di tutta la sua famiglia, ha con grande signorilità ritirato l’alto riconoscimento che i Comuni possono concedere in casi eccezionali; tutto da dire, invece, sull’opportunità di conferire detta cittadinanza che, anche se sancita con una delibera sottoscritta da tutto il Consiglio Comunale (almeno così è stato scritto da qualche parte), appare all’attenta analisi del cittadino comune come uno schiaffo all’intero territorio valdianese.

Una scelta che ha scoperchiato la pentola e sollevato molte critiche da parte di un territorio che sicuramente l’ex presidente Zarrella non ha aiutato quando allo stesso territorio è stato letteralmente scippato il Tribunale, e poi il carcere, per accorparlo a quello più piccolo di Lagonegro nel silenzio (non dico complicità !!) quasi totale della classe politica valdianese. Supina al punto tale da far pensare ad una riluttante “sudditanza psicologica” nei confronti dei magistrati che in serie sono stati beneficiati in questi ultimi anni.

Questo atteggiamento dei politici del Vallo di Diano è la concreta risposta ai tanti perché il Vallo di Diano rimane sempre indietro e viene depredato da tutti; la colpa, beninteso, è anche della popolazione che soltanto qualche anno fa (subito dopo l’accorpamento del tribunale avvenuto il 13 set. 2013 e addirittura la sommossa popolare del giorno successivo con consegna delle chiavi nelle mani di Zarrella, sotto osservazione del procuratore Russo, e successivo processo a carico di Ferrari e De Nigris; un processo che grida ancora vendetta e che venne celebrato a Lagonegro -dove operavano i due magistrati interessati-, mentre doveva essere celebrato a Catanzaro) elargì nei confronti di Gianni Pittella (che era stato, forse, il principale fautore dello scippo) una messe di voti impressionante per le elezioni europee del 2014. Tutto dimenticato in un colpo solo, purtroppo.

Questo è il Vallo di Diano; prendere o lasciare. E andrebbe anche bene così se poi tutti, politici e popolazione, non piangessero come i coccodrilli sul latte versato.

Per dirla tutta, insomma, che l’esponente di “Risveglio civicoavv. Renivaldo La Greca abbia promosso l’iniziativa in virtù dei suoi antichi e consolidati rapporti culturali con Zarrella ci sta tutta e non fa una grinza, ma che il sindaco l’abbia concessa davvero è sorprendente.

Bastava che copiasse, Rinaldi, ciò che ha fatto il sindaco di Sala Consilina avv. Francesco Cavallone che, memore delle sciagurate vicende del tribunale, di fronte alla proposta di concedere la cittadinanza a Zarrella ha tergiversato tanto che la stessa è scivolata da se nel dimenticatoio della politica e su Sala Consilina non è piovuto come, invece, è accaduto per Montesano.

Per non parlare di Monte San Giacomo la cui amministrazione, con grande oculatezza, ha inteso premiare con il conferimento della cittadinanza onoraria l’unico magistrato che si impegnò seriamente in difesa del Tribunale di Sala Consilina partecipando anche alle barricate (leggasi fiaccolata) contro lo scippo; in questo caso nulla da eccepire perchè  è giustissima la decisione del Comune nei confronti dell’attuale presidente del Tribunale di Nocera Inferiore dott. Antonio Sergio Robustella.

Ma per Zarrella, ovviamente, c’era un qualcosa in più: un libro di ottima fattura e di grande impatto emotivo; questo è vero, ma può bastare per conferire la cittadinanza onoraria ? Io, sinceramente, penso di no.

Ma quando e perché si concede la cittadinanza onoraria: “La cittadinanza onoraria è un riconoscimento concesso da un Comune o da uno Stato ad un individuo ritenuto legato alla città per il suo impegno o per le sue opere. La persona deve essersi distinta particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico od in opere, imprese, realizzazioni, prestazioni in favore degli abitanti del comune, rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, o in azioni di alto valore a vantaggio della nazione o dell’Umanità intera”.

Probabilmente tutti i personaggi accorsi, più per tendenza che per credo, alla suggestiva cerimonia di conferimento della cittadinanza (il Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, Angelo Paladino, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro Gherardo Cappelli, i parroci don Vincenzo Federico, don Fernando Barra e don Donato Varuzza – fonte Ondanew.it) hanno creduto fermamente, insieme al sindaco Rinaldi, che l’emerito presidente Matteo Claudio Zarrella racchiudesse in se tutte queste prerogative che sono o dovrebbero essere alla base per il conferimento dell’alta onorificenza, e che quanto accaduto per il tribunale non dovesse avere alcuna incidenza.

Alcuni di questi personaggi hanno, però, dimenticato di aver combattuto (non so quanto convintamente) anche contro lo stesso Matteo Claudio Zarrella e l’ex procuratore Vittorio Russo (con un comitato pro-tribunale) che, se non operarono apertamente contro il Tribunale di Sala, sicuramente non alzarono neppure un dito per ripristinare un senso di giustizia tradito.

Oltretutto il sindaco di Montesano non ha neppure tenuto conto (ma voglio credere che non lo sapesse) che il Comune di Lagonegro, nel maggio 2014, ha conferito la cittadinanza onoraria proprio ai due ex magistrati; forse per aver operato in favore dell’accorpamento di Sala Consilina a Lagonegro ?

Questi sono i personaggi politici, e non, del Vallo di Diano; prendere o lasciare amici lettori.

Ma dovete consentirmi un’ultima riflessione; io non ero presente alla cerimonia di Montesano ma ho appreso leggendo un articolo di Antonio Sica che in quella occasione lo stesso Zarrella avrebbe svelato che “grazie alla sua opposizione nel Vallo non fu inviato un mediatore sociale per studiare e poi placare gli animi della popolazione”, al modico costo di 25mila euro che fortunatamente non furono pagati e il mediatore si eclissò.

  • Il mediatore culturale sarebbe stato incaricato di monitorare i comportamenti della comunità valdianese (cittadini, politici e amministratori), ed eventualmente di predisporre insieme alle autorità competenti azioni utili a placare gli animi, all’epoca comprensibilmente “accesi” per il furto che si stava perpetrando a tutto il territorio (fonte Italia2tv del 26.09.19).

 

Ebbene, la cosa che più mi ha imbarazzato, leggendo l’articolo, è il fatto che, forse, chi ha concesso la cittadinanza e, soprattutto, chi l’ha ricevuta potrebbero aver fatto leva su questa presunta rivelazione, che un pò tutti ora cercano di far passare questa orribile macchinazione ai danni di un’intera popolazione come un’azione di merito per l’ex magistrato Zarrella che sarebbe, invece, dovuto arrossire anche soltanto nel raccontarla.

Ma si sa quando si parla di magistrati (anche ex) tutti diventano mielosi e buonisti, ed i sindaci addirittura si squagliano perché pensano, sbagliando, di potersi creare degli scudi protettivi.

E per la classe politica, come per quella giornalistica questo è un fatto assolutamente riprovevole.

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