Ferrovia Sicignano-Lagonegro: il presidente Aumenta scrive …

 

La redazione

SALERNO – Riceviamo e pubblichiamo un’accorata lettera aperta inviataci dal dr. Stefano Antonello Aumenta (presidente della pro loco di Sassano) sui gravissimi ritardi con cui viene discussa la situazione della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro al centro di tante discussioni:

La lettera aperta di Aumenta arriva proprio nel momento giusto; difatti domani (mercoledì 22 settembre 2021) presso la Comunità Montana del Vallo di Diano con sede in Padula ci sarà l’ennesima adunanza dei sindaci del Vallo (ennesima ed inutile ?) e la lettera potrà dare un doveroso contributo di chiarezza agli amministratori che ignorano la problematica.

 

Caro Direttore,

la nostra vallata, da diversi decenni, è stata privata di diversi servizi.       Non è mia intenzione additare responsabilità o omissioni, in quanto ritengo riflessioni di questo tipo sostanzialmente inutili; tantomeno, è mia intenzione, fare politica attiva.

Le scrivo questa lettera, solo al fine di mettere alcune cose in ordine, soprattutto nella mia mente, circa un’intricata faccenda, che negli ultimi tempi, è stata oggetto di articoli, incontri e convegni.

L’oggetto di questa mia missiva è il ripristino della tratta ferroviaria Sicignano – Lagonegro, con il contestuale passaggio del tracciato dell’Alta Velocità nel Vallo di Diano, con la necessaria, predisposizione di una fermata.

Su questi argomenti, ho notato che, molte volte, vi sono dei difetti ed imprecisioni comunicative che confondono ed, in qualche caso, stravolgono la realtà dei fatti.

Pertanto, senza la pretesa di essere esaustivo, elencherò le risultanze oggettive che, diversi documenti ufficiali, riportano in maniera estremante chiara.

Tale documentazione mi è stata fornita da due amici che hanno trattato la cosa in maniera estremamente approfondita.

Prima di mettersi a coltivare sogni, infatti, bisogna imparare a dissodare le cose, per coglierne le verità più nascoste.

Un investimento può definirsi sostenibile e responsabile quando è frutto di una strategia di medio-lungo periodo, dove occorre integrare l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore sia per chi investe sia per la popolazione nel suo complesso.

E’ proprio questo principio, che fa da cornice al “quadro” della Sicignano-Lagonegro e la connessione con il percorso dell’alta velocità.

Dr. Stefano Antonello Aumenta

Volendo essere analitici, vi sono alcune cose che conviene chiarire da principio per evitare malintesi:

  • Il tracciato della Sicignano-Lagonegro e quello dei treni ad alta velocità devono, necessariamente, essere diversi.
  • La Sicignano-Lagonegro è esclusivamente destinata al transito di treni regionali con meta principale Battipaglia, Salerno e Napoli;
  • Sulla tratta regionale le corse dei treni saranno più frequenti di quelle ad alta velocità.
  • Il costo del biglietto per i viaggiatori dei treni regionali, a parità di percorso, sarà pari ad un quarto circa, di quello pagato sui treni per l’alta velocità. Il costo invece del treno regionale sarà uguale a quello pagato sugli autobus del trasporto sostitutivo pubblico locale che, peraltro, è finanziato dalla Regione Campania. La differenza sostanziale, quindi, sarà nei tempi di percorrenza. Infatti i pullman hanno una velocità massima di 80/km all’ora sulle strade extraurbane e 100/km all’ora in autostrada a fronte dei 160/km all’ora delle tratte regionali.
  • Non è indispensabile procedere all’elettrificazione della tratta regionale in quanto possono essere usati anche treni ibridi (idrogeno-elettrico) come avviene, già oggi, in Francia e Germania con conseguente bassissimo impatto ambientale.
  • La linea Sicignano-Lagonegro appartiene allo stato ed è affidata in concessione a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) sino al 2060; gli interventi su tale rete ferroviaria sono determinati da Contratti di Programma Pluriennali, stipulati e sottoscritti dal Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, dopo il parere, necessario, del Parlamento; ergo, la Regione Campania e la Basilicata, non hanno alcuna specifica competenza o autorità legislativa in merito.

Date queste premesse la Regione Campania non ha ancora reso pubblico uno studio sulla fattibilità alla riapertura del traffico “uso turistico” commissionato proprio ad RFI con apposita convenzione stipulata il 17 febbraio 2020 al costo di € 1.700.000,00. Onestamente, questo utilizzo di somme, poteva essere più accurato, in quanto, la Sicignano-Lagonegro non rientra tra le tratte turistiche ai sensi della dell’Art. 2 della Legge 8 agosto 2017 Nr. 128.

E’ importantissimo sottolineare, inoltre, che sulla tratta Sicignano- Lagonegro potranno transitare solo i treni di Treni Regionali di Trenitalia, appartenente al Gruppo FSI, di proprietà RFI, in quanto l’impresa concorrente, ITALO, non possiede treni regionali e tali percorsi, locali, non rientrano nella strategia economica dell’azienda, a capitale privato, di riferimento.

Per l’azienda Trenitalia la mancata riapertura al traffico commerciale della Sicignano-Lagonegro comporterebbe una diminuzione degli introiti per la mancata emissione di biglietti cumulativi, treni ad alta velocità e treni regionali, con garanzia di rimborsi per la popolazione, qualora si verificassero ritardi o perdite di coincidenze, come previsto dai regolamenti europei.

Negli ultimi giorni, sono stati annunciati da esponenti politici della Regione Campania i costi, preventivati a chilometro, per la riattivazione della Sicignano-Lagonegro, per importi, pressoché uguali, di ciò che in altri paese europei si è speso per l’alta velocità.

A questo punto non mi resta che prendere atto di tale informazione da parte di esponente della Regione Campania a cui mi verrebbe da chiedere il costo presumibile che la Regione Campania dovrà spendere, nei prossimi 10 anni, per finanziare il trasporto su gomma qualora la tratta Sicignano-Lagonegro, sospesa nel 1987, non venisse riaperta?

Tuttavia Ti chiedo, caro Direttore,

di non tener conto, di ciò che ho espresso nel precedente paragrafo, in quanto pur essendo importanti questioni da approfondire, ci distoglierebbero dal nocciolo della questione.

Infatti, i soldi per il ripristino della Sicignano-Lagonegro, ci sono e non sono investiti ne dalla Regione Campania ne dallo Stato Centrale, ma, dai fondi dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza –PNNR- che stanzia ben 940 milioni di euro per il potenziamento di linee regionali meridionali ed interconnessione alla tratta alta velocità, come ben specificato al punto 1.6 del piano (Investimenti Ferroviari). I prefati fondi non possono essere modificati, nella loro destinazione, senza correre il concreto rischio di perdere totalmente il finanziamento.

Passando ora ad esaminare il percorso dell’alta velocità, atteso che la fermata immediatamente precedente è a nord-est di Salerno ed quella a sud del Vallo di Diano, la logica impone che, la stazione di interesse locale sia senza alcun dubbio ubicata nei pressi di Atena Lucana scalo, sulla scorta delle seguenti considerazioni:

  • Ubicazione mediana tra i territori;
  • Presenza di terreni demaniali senza incorrere nelle lungaggini amministrative degli espropri;
  • Logistica compatibile con la predisposizione di idonei parcheggi e spazi asserviti;
  • Ubicazione consona alle esigenze della vicina popolazione lucana.

Evidenziate queste analitiche informazioni, invito, chiunque, voglia arricchire o evidenziare errori alle argomentazioni evidenziate ad esporre le proprie tesi e le fonti documentali, onde poter fornire, alla gente, un’idonea informativa su ciò che realmente avviene.

Caro Direttore,

nel salutarla, spero che questi brevi note, peraltro, ampiamente conosciute dai politici locali, servano ad eliminare la confusione informativa che avviluppa questa questione.

Sattembre del ‘21

Stefano Antonello Aumenta

 

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