VESTUTI: palazzetto dello sport

 

 

da Antonio Cortese (giornalista)

 

Parole vaghe da mesi si susseguono sulla fattibilità dello stadio. Mentre per l’Arechi basterebbe almeno una semplice copertura, senza bisogno di nuovi plastici e modellini da Subbuteo, il Vestuti potrebbe dignitosamente candidarsi a palazzo dello sport.

 

Ogni centro che abbia una sufficiente rilevanza calcistica vanta il proprio palazzetto sportivo,  anche per le altre discipline sportive, che non vengano intese come semplice sponda ai risultati della “squadra madre” calcistica. Ovviamente non solamente in Italia esistono realtà anche di periferia che dal proprio palazzetto eccellono nella pallacanestro, nella pallavolo e così via. Ma già un altro esempio viene dai cugini napoletani che oltre a premere per lo stadio Collana sul governatore, hanno in pochi anni ottenuto successi nel basket non potendo vivere più sugli allori di Patrizio Oliva, Peppiniello di Capua e i fratelli Abbagnale.

 

Ci sarebbe a proposito da ricordare all’attenzione della giunta e all’assessore allo sport l’esistenza del circolo dei Canottieri, che non sia inteso solamente come ristorazione vip e sala convegni Rotary, Lions ed altere associazioni di artisti per un giorno per presentare libri da leggere sotto l’ombrellone.

 

Ritornando alle cronache del Vestuti , dal poetico stato decadente , dai pali arrugginiti alle gradinate arborescenti sull’eco delle umide palestre, l’esigenza quindi non sarebbe una mano di intonaco, o un maquillage superficiale per fare fessi e contenti i cittadini nostalgici e non, ma un vero e proprio adattamento dell’intera struttura  a sede e fucina di quei risultati che occorrono agli atleti salernitani.

 

La pista io l’ho percorsa quando frequentavo la seconda media in tutti i suoi quattrocento metri, e con la stessa fatica dopo lo strappo dei duecento che ricordo ancora, fatico a capire come mai quel tracciato non venga più risistemato  e rimanga di un colore sbiadito, né arancione, né granata, ne blu olimpico come da qualche anno si usa in atletica.

 

Gli imprenditori interessati all’ Arechi o un nuovo stadio addirittura, che almeno nelle foto modellino sui giornali non hanno optato nemmeno la copertura o una tettoia, potrebbero essere invece “dirottati” su un progetto del genere, con le stessa forza di business e investimento di capitali, in sinergia con un municipio ancora indeciso, confuso e tentennante su tutte e tre le ipotesi strutturali?

Se il palazzetto andava inteso per ubicazione in litoranea, o nei pressi o al posto del campetto Volpe, infatti e probabilmente si trattava di un’idea fuori luogo

 

(Dedico queste righe alla memoria ed al lavoro non recepito di Felice Naddeo, cestista salernitano)

 

 

 

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