P.A. – ENTI LOCALI: quando la politica si arrende “anche” agli avvocati … siamo messi davvero male con l’avvento della “burocrazia difensiva”

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Un articolo di Andrea Bassi sull’edizione de Il Mattino dell’11 dicembre 2023 mi ha particolarmente colpito:

  • Titolo: “Enti locali, svolta appalti: legale gratis ai dirigenti contro la paura della firma”
  • Occhiello: “Con il rinnovo degli accordi un aumento medio ai 195 euro lordi al mese e arretrati fino a 6mila euro”.

Dopo un prima sommaria lettura mi sono subito chiesto: “Ma questa è benzina sul fuoco o la risoluzione finale di tutti i mali connessi alla famigerata “paura della firma ?”; personalmente propendo decisamente per la prima risposta.

Il Governo, secondo me, l’ha giocata alla grane ma anche in maniera sporca buttando sul piatto della bilancia 195euro al mese di aumenti prodromi all’ottenimento successivo di 6mila euro di arretrati.

Nella pubblica amministrazione ci sono stato per circa quarant’anni e penso alla guerra intestinale che ci sarà per quei maledetti 6milla euro che sulla carta non sono per tutti, ma che potranno diventarlo sulla base stretta di rapporti incestuosi tra dipendenti e dirigenti, dirigenti e sedi centrali e nazionali, e tra la P.A. e la grande politica nel nome di un perequazione sindacale che ha addotto soltanto danni al Paese.

Insomma sarà un bel vedere nei prossimi e nei prossimi anni.

Ma in cosa consiste il provvedimento che sicuramente, almeno all’apparenza, può smuovere una situazione di stallo scandaloso:

IL PROVVEDIMENTO

“””ROMA È considerata una delle ragioni principali del passo di lumaca con cui procedono le opere pubbliche in Italia: la paura della firma di amministratori e dirigenti comunali. È la cosiddetta “burocrazia difensiva”, quella che induce ad evitare di mettere il proprio nome in calce ad atti di spesa e ad appalti, nel timore di finire sotto processo con i relativi danni economici e anche reputazionali che ne conseguono. Ma ora per i dirigenti degli enti locali, impegnati in prima linea anche nella realizzazione delle opere del Pnrr, arriva una prima concreta misura per indurli ad accelerare le procedure e a non fuggire di fronte agli atti da firmare. È contenuta nella bozza di contratto che, molto probabilmente, sarà firmata oggi dall’Aran e dai sindacati e potrebbe rivelarsi una piccola svolta. E che si potrebbe sintetizzare in un semplice inciso: l’avvocato gratis … L’articolo 24 della bozza di contratto prevede il «patrocinio legale» a carico delle amministrazioni. Queste ultime dovranno farsi carico «di ogni onere di difesa per tutti i gradi del giudizio, ivi inclusi», dice la norma, «gli oneri relativi ai consulenti tecnici e alle fasi preliminari». Se il dirigente preferisce scegliersi un legale di sua fiducia, avrà comunque diritto a un rimborso delle spese. Ma nel caso in cui il dirigente fosse condannato con una sentenza passata in giudicato, l’amministrazione dovrà farsi rimborsare dallo stesso tutta la cifra spesa per la sua difesa … ecc. ecc.””” (fonte Il Mattino).

 

Tutto risolto ? Macchè; anzi ognuno di noi si dovrebbe porre la domanda delle cento pistole: “Possibile che la politica abbia bisogno di questi mezzucci da dozzina per coprire la sua incapacità a legiferare in materia di rapporti tra P.A. e Magistratura, in maniera chiara e indiscutibile?”.

E se ci pensate bene in questo caso la politica è stata, però, capace di aggiungere alla già tanto famigerata “burocrazia generale” anche quella più scomposta e incontrollabile che passerà sotto il nome di “burocrazia difensiva”.

Siamo messi davvero male.

 

 

 

One thought on “P.A. – ENTI LOCALI: quando la politica si arrende “anche” agli avvocati … siamo messi davvero male con l’avvento della “burocrazia difensiva”

  1. Il «timore della firma» e della Corte dei Conti nella pubblica amministrazione del responsabile del procedimento , un problema contro il quale ,in tempi diversi, il legislatore è intervenuto in modo confuso e non ha mai cercato di porre seriamente rimedio. Il fenomeno della «paura della firma» parte con ‘’l’errore originale ‘’ previsto dall’articolo 28 della Costituzione ,la solidarietà passiva : «I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici ».La paura della firma, infatti ,è la paura di fare a causa della giungla normativa, del mancato confronto con cui si devono relazionare le amministrazioni pubbliche e i loro dirigenti e amministratori. In pratica le responsabilità civile e quella penale sono quelle più temute verso l’utenza esterna , perché le condotte sanzionate integrano astrattamente anche fattispecie di reato quali il peculato, la corruzione ,la concussione ,l’ abuso d’ufficio che va depenalizzato da subito.

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