Rottamazione politica, non materiale. Salvate la Campania dal delirio.

 

da Antonio Cortese (giornalista)


L’alternanza democratica é un principio alla base e cardine della funzionalità di uno stato.

Gli Stati Uniti insegnano con presidenziali ogni quattro anni.

I giganti asiatici hanno invece una dinamicità funzionale gestite da tutt’altre strutture storico costituzionali. L’Europa a confronto é ancora un’ organismo in assemblaggio tra monarchie e riappacificazioni multiculturali. (La settimana scorsa la Cina è entrata nell’anno  4.721)

Le regioni italiane non sembrano adeguarsi né all’evoluzione del quadro generale geopolitico né alle ancore tradizionali. Ciò perché da Montecitorio a scalare non si tengono presenti  da un lungo tempo recente gli articoli costituzionali.

Gli ultimi anni si é assentato l’articolo 11 a riluttare ogni intervento bellico, ma poiché si é in prossimità di altrettante chiamate alle urne, vorrei ricordare articoli come il 21 ed il 49 a garanzia di alternanza  governativa ed amministrativa ma dato il sopore generale anche di scadenza qualitativa nei meriti. ( Il recente ministero sul merito d’altro canto sembra garantire più i curriculum di presenza specie a gettoni negli studi tivvù, a scapito di pertinenze e competenze).

Con questo articolo giornalistico ho l’ardire impazientito di suggerire al lettore e a coloro che interessi un minimo di vicende politiche, di cambiare il “manico”.

Lo status quo non sembra andare più da nessuna parte. Ciò perché pur avendo prodotto molto sul piano strutturale,  specie nella città di cui era sindaco, con la propria situazione esauritasi da quando questi si sia in verità rifugiato alla corte dei neoborbonici, il tele arrogante ha perso più di una staffa reale. Maurizio Gasparri dal tubo catodico già lo ha ridefinito come una sagoma che imita i propri satiri e nulla più, invitandolo al divertimento del teatro Bagaglino. I partenopei, avvezzi all’immobilismo burocratico, avevano bisogno come per un calciatore fenomeno straniero per la propria compagine calcistico-sportiva, ma la città del sole non sembra abbia fatto tutti questi progressi specie da palazzo Santa Lucia verso le amministrazioni subordinate in regione;… e le migliorìe acclarate senza dubbio per legge ma grazie specie al giornalismo cosciente di questi anni comunque non possono  essere una scusa per giustificare un ennesima struttura o consolidare un potentato di parte o di natura pre-albertina dai latifondi elettorali  in distonia con le regole politiche costituzionali vigenti.

Una parentesi. Le pubblicità automobilistiche in questi mesi di sbugiardamenti e smascheramenti multi-direzionali e multidimensionali, da anni hanno reinserito la “canzone” della rottamazione di veicoli che invece di questi tempi andrebbero conservati, trasformati o donati diplomaticamente a qualche dittatore africano o paese in via di sviluppo come successe dagli gli Usa con la Cuba di Castro.

 

Faccio un esempio campanilistico, ricordando almeno ai miei concittadini la scellerata decisione di distruggere la nave Concord, in un periodo iniziatico di recente follia ansiosa globale che invece di pensare alla crisi edilizia commerciale ed industriale, o a costruire, ha pensato ad arroganti demolizioni ad oltranza.

 

( vedere articolo di innocenti resistenze su il Quotidiano di Salerno = (https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilquotidianodisalerno.it%2F2020%2F10%2F05%2Fconcord-la-nave-dei-veleni- ). Chiusa parentesi.

 

Poiché quindi la classe politica locale fa mancare all’appello feste di calendario o semplicemente della pizza, movida, turismo balneare, congressuale, rievocazioni storiche e altre linfe vitali ad economia ed occupazione, una rottamazione di determinati asset, che oramai non sono altro che nepotistico-burocratico-assistenziali e del tutto improduttivi, con logiche organizzative adatte ad altre realtà amministrative teledipendenti, o funzionali alla cancerogena logica del posto fisso da debellare, su cui la Lega in primis lavora degli anni novanta fino al mio recente articolo addietro su questa newsline locale, sarebbe bene da attuare.

 

Non io, Antonio Cortese, ma un qualsiasi bimbo che sappia già scrivere una frase sensata certo non reputerebbe normale poi che il figlio di un amministratore nel 2024 ricopra cariche come in una contea disneyana o un ducato provenzale di secoli addietro. A parte l’assoluzione recente  del “figlio di” che non sto a discutere, non é detto che la macchina giuridica debba perdere tempo a salvare i dissesti di tizio semplicemente per paure elettorali, amichevoli o di corte e cortesia, o ancora per sudditanza o fraccomodità psicologica, quando non riesca invece  a capire in nuce il vizio originale di tali ruoli giustificabili e legittimi solamente in realtà nobiliari o appartenenti a monarchie costituzionali.

 

In questi giorni un manipolo di arroganti senza partito  e bandiera provenienti dalla Campania nel frattempo, stanno rievocando una marcia su Roma in preda ad un raptus di orgoglio storico che non appartiene minimamente a loro principio statutario e offendono indiscriminatamente chicchessia confondendo l’ immagine televisiva dai ruoli effettivi a livello istituzionale.

 

Oggi Macchiavelli avrebbe denunciato meglio di me gli sperperi di codesti  nella mia città dalle tasche pubbliche per far cantare da anni, come per una sagra di un paese di trecento anime, le sere di capodanno musicisti di un altro sistema come non si sono permesse lontanamente in cifre le amministrazioni neanche di New York , Londra, Dubai o Parigi a quelle somme sottratte agli artisti locali preferiti a comparse periodiche delle radio e tivvù, dai tempi di di Michael Jackson pagato allora però da qualche lupo di Wall Street. L’attore che interpretava la favola di Hollywood a ragione non avrebbe mai pagato un centesimo di tasse per coprire i bagordi di tali impudenti.

 

 

 

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