da Pietro Cusati (Giurista- Giornalista)
Il sindaco di Assisi Valter Stoppini ha acceso la lampada votiva che illumina la tomba di San Francesco, Ad Assisi. Lo ha fatto a nome di tutte le regioni, province e comuni italiani nel corso della messa celebrata nella Basilica superiore dal presidente dei vescovi italiani Matteo Zuppi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Nella Basilica Papale di San Francesco, il Capo dello Stato ha assistito alla Santa Messa, celebrata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza episcopale italiana, e ha presenziato all’accensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini.Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, sono intervenuti Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco, e il Presidente Mattarella. “Esprimiamo l’amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione” ha detto Stoppini rivolto a San Francesco. “Vigila, Francesco fratello santo, sul nostro popolo , illumina i governanti, veglia sulle sorti dell’Italia. Rafforza i vincoli di unità, solidarietà, fraternità. Benedici tutti i lavoratori e dona loro e alle famiglie prosperità e pace”.’’Sono passati ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena. La distanza temporale che ci separa da quell’evento, non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente. Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando ad Assisi alla cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco, nell’ottavo centenario della morte. “Celebrare Francesco, oggi, qui al Sacro Convento, in questo importante anniversario, significa riflettere su un apparente paradosso, forse inspiegabile per una mentalità piuttosto diffusa. Come è stato scritto in una sua importante biografia, Francesco “non offriva una risposta politica alle ingiustizie sociali, al problema del male nel mondo”. “Francesco chiedeva solamente di vivere, in povertà, pace e letizia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, al seguito di Cristo e vivendo il messaggio del Vangelo, invitando al “privilegio della povertà evangelica”, esortazione che lo rendeva distinto dai movimenti pauperistici dell’epoca. Per questa scelta, radicale e sconvolgente agli occhi del mondo, l’uomo che, per sé e per i suoi seguaci volle la denominazione umile di “frati minori”, è diventato una delle figure più significative, più conosciute, più amate della storia universale”.Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi : “siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole.”La pace “inizia da noi ed è l’unico futuro possibile”. La via allora è quella di disarmare “le mani e il cuore.”«Solo se la pace è con tutti è davvero pace». Lo ha detto nell’omelia di Assisi,ottavo centenario della morte di San Francesco, il presidente della Conferenza episcopale italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi. Il mondo è segnato «da guerre, terribili, follia che rende folli». Nella Basilica di San Francesco, presente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e le autorità istituzionali di tutta Italia, di cui San Francesco è patrono assieme a Santa Caterina da Siena, nonché di diversi Paesi.