Un aneddoto su Francesco Durante

 Francesco Durante, brillante scrittore, critico letterario, giornalista e traduttore, nonché Direttore artistico di Salerno Letteratura Festival, oggi avrebbe compiuto 74 anni.

Preciso che non ho mai avuto modo di conoscerlo personalmente, ma quest’anno, un po’ per curiosità e un po’ per comprendere il suo stile autoriale, ho letto “Scuorno (vergogna)”, uscito nel 2008, edito da Mondadori e non escludo di leggere in futuro altri suoi capolavori, come “Donnacrapa Catoblepa” o “Il Richiamo Azzuro. Storia letteraria dell’Isola di Capri”.

Mi è capitato di partecipare durante l’ultima edizione della rassegna letteraria, attualmente trainata dal Prof. Gennaro Carillo e da Paolo di Paolo (finalista Premio Strega 2024) e dalla direttrice organizzativa Ines Mainieri, all’evento “Durante la notte”, un evento dedicato a Francesco Durante nella quale si raccontano aneddoti e si condividono ricordi relativi alle passate edizioni della kermesse, sorseggiando gin tonic in compagnia degli autori presenti quella giornata.
All’interno c’era la riedizione della raccolta di saggi “Prima il pane” di Goffredo Fofi e a seguire il libro di Giuseppe Durante e Alessandro Basso “Salerno Letteratura Festival: quattordici edizioni meno una” edita da Operaedizioni.

Ad aprire le danze c’era la figlia Libera, che conosco personalmente dal 2021, una persona di una gentilezza e di un’umiltà fuori dal comune.

Nelle settimane successive alla fine della XIV Edizione di Salerno Letteratura, scrollando sui social mi trovo un selfie che feci nel 2016 con Luigi Lo Cascio alla Sala Pasolini a Salerno Letteratura.

Da lì mi si è sbloccato un ricordo: Lo Cascio fu invitato a leggere Pier Paolo Pasolini alla V Edizione e lesse. alla fine della serata, qualcosa di Alfonso Gatto a quarant’anni dalla sua scomparsa, autore a cui è stata dedicata l’edizione 2026, nel cinquantennale della sua dipartita: per la serie “le curiosità”. Ricordo ancora che, mentre scendevo i gradini della sala interna del teatro, vidi Francesco Durante che sorrideva e che stringeva le mani a persone che conosceva, probabilmente per fare i complimenti per aver portato al Festival un nome di gran peso come Luigi Lo Cascio, uno dei più grandi attori del cinema e del teatro italiano, noto per le interpretazioni magistrali ne “I cento passi”, “La meglio gioventù”, “Baarìa” e gli ultimi due film di Sydney Sibilia della trilogia “Smetto quando voglio”.

Quattro anni dopo, nel 2020, al Foyer Cafè del Teatro Nuovo di Salerno, sito a Via Valerio Laspro, si svolse la undicesima edizione del Festival «Salerno in CORTOcircuito», di cui sono vicedirettore artistico da 8-9 anni circa. All’epoca svolgemmo le proiezioni il primo fine settimana di Ottobre, da Venerdì 2 a Domenica 4, nello spazio del Foyer in quanto, a causa delle restrizioni anti-Covid, non si poté utilizzare la sala del Teatro Nuovo, per cui eravamo con le mascherine e ben distanziati.
Tra i cortometraggi in gara figurò anche “Le rive infinite” di Concita De Luca, cortometraggio che fu realizzato in memoria di Francesco Durante (qui ai lettori il programma della undicesima edizione del “Salerno in CORTOcircuito”: https://www.giovanisalerno.it/2020/10/02/programma-ufficiale-xi-edizione-del-festival-salerno-in-cortocircuito-sguardi-sulla-societa/).
Ricordo che al termine della proiezione ci fu un minuto di applausi alla presenza della regista stessa e di Ines Mainieri.

Questo mi fece comprendere che la memoria di Durante non andrà mai perduta e che resterà nella mente di chi lo ha conosciuto. A tal proposito reindirizzo ai lettori, l’articolo dedicato alla prima serata di proiezioni su questo stesso giornale, datato 3 Ottobre 2020, nella quale, viene riassunta la prima serata di proiezioni [https://www.ilquotidianodisalerno.it/2020/10/03/salerno-in-cortocircuito-2020-prima-serata-scoppiettante/].

Francesco Durante è stato probabilmente uno dei migliori giornalisti, scrittori e traduttori che l’Italia culturale abbia mai avuto, che con “Italoamericana” ha saputo raccontare degli italiani in America, che ha fatto scoprire i mondi di Raymond Carver, di Dan e John Fante e penso che non sia mai tardi per riscoprirlo e valorizzarlo ulteriormente.

Dott. Vincenzo Mele

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