Aldo Bianchini
SALERNO – Angelo Villani (medico-dentista, già consigliere regionale, già presidente della Provincia di Salerno e già presidente dell’ALVI) è a casa … finalmente.
Da martedì 9 giugno 26 a sabato 12 settembre 26 sono passati ben 95 giorni di lontananza tanto forzata quanto incomprensibile per la sua viscerale violenza giuridica; sono lunghissimi da digerire, i minuti – le ore – i giorni – le settimane e i mesi da memorizzare come in una specie di rosario molto diverso da quello religioso.
Il suo ottimo difensore, avv. Carlo Di Ruocco, allo scoccare dei senttant’anni compiuti il 20 agosto 2026 ha mosso le leve giuste della “giustizia vera” per ottenere in pochi giorni misure cautelari meno afflittive per il suo assistito che, così, è riuscito a ritornare a casa dopo oltre tre mesi di lontananza.
In quel tetro posto ogni persona perbene, come è e sarà Angelo Villani, dicevo che si contano “i minuti – le ore – i giorni – le settimane e i mesi” sempre e comunque, anche chi si sente intimamente colpevole porta avanti la conta per non mollare; figurarsi per chi si sente ed è innocente come il dr. Angelo Villani, reo di essersi dato troppo alla politica e fidato troppo della politica; reo di essersi impegnato con tutto se stesso in un’azione politica per il bene comune e fuori dagli schemi tradizionali di chi è abituato a gestire il potere.
Solo per la cronaca va ricordato che tutto è iniziato a causa di un bonifico non pagato per colpa di un solerte funzionario di banca che, pur sapendo bene le conseguenze del suo gesto, impedì il pagamento con moneta contante di un piccolo importo dovuto dall’ALVI ad un creditore. Probabilmente l’ordine politico arrivato da Nusco fu molto più forte delle resistenze del funzionario e delle reali intenzioni di chi si presentò, quella sera, allo sportello bancario che poteva e doveva essere aperto e reso disponibile.
All’epoca Angelo Villani era ancora presidente della Provincia e quel mancato pagamento ebbe una eco molto forte negli ambienti politico-giudiziario-giornalistici dell’intero territorio; una notizia che influenzò e determinò in negativo i rapporti dell’ALVI con le grandi società fornitrici dei circa 100 punti vendita sparsi per tutto il Mezzogiorno d’Italia.
Poi arrivò il momento degli “arresti vergognosi” del 2 novembre 2010; arresti che nel contesto di un articolo del 4.11.2010 così definii:
La sorpresa continua leggendo che “le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno consentito di rilevare una pluralità di gravi condotte finalizzate al raggiungimento di un preordinato programma criminale … per il progressivo svuotamento del patrimonio aziendale a vantaggio di altre società, sempre del gruppo Alvi…”. Da qui, proprio da qui, scaturisce l’appellativo di “vergognosi” agli arresti (fortunatamente soltanto domiciliari!!) eseguiti il 2 novembre scorso. Insomma è mai possibile che gli arresti scattino proprio quando il quadro investigativo è già chiaro e consolidato da prove, atti, carteggi e sequestri, e quando l’interessato è fuori da ogni logica commerciale? E dov’è il pericolo di fuga, la reiterazione del reato o l’inquinamento delle prove che la legge impone di porre a base di ogni ordinanza cautelare.
Poi è seguita la lunghissima processione dei processi, dei rinvii, delle sentenze e infine del cosiddetto “passato in giudicato” che rende esecutiva ogni pena.
Solo per la cronaca è utile ricordare come la giustizia, molto spesso, è decisamente cieca e viene gestita a tunnel (con un obiettivo già prefissato, verso cui tutti gli investigatori e inquirenti volano ventre a terra); un tunnel nel cui buio perse la vita anche Ciro Pellegrino che Villani aveva scelto, tra i tanti, come il suo personalissimo uomo di fiducia. Struggente la lettera che Pellegrino indirizzò ai suoi tre figli prima dell’insano gesto.
Domenica mattina la notizia del ritorno a casa di Angelo mi è stata data prima dalla moglie e poi dall’amico comune Salvatore Memoli.
Presto, molto presto, riusciremo a sederci tutti e tre intorno ad un tavolo per raccontare e raccontarci le ultime novità della nostra vita.
Bentornato Angelo.
Aldo Bianchini
SALERNO – Angelo Villani (medico-dentista, già consigliere regionale, già presidente della Provincia di Salerno e già presidente dell’ALVI) è a casa … finalmente.
Da martedì 9 giugno 26 a sabato 12 settembre 26 sono passati ben 95 giorni di lontananza tanto forzata quanto incomprensibile per la sua viscerale violenza giuridica; sono lunghissimi da digerire, i minuti – le ore – i giorni – le settimane e i mesi da memorizzare come in una specie di rosario molto diverso da quello religioso.
Il suo ottimo difensore, avv. Carlo Di Ruocco, allo scoccare dei senttant’anni compiuti il 20 agosto 2026 ha mosso le leve giuste della “giustizia vera” per ottenere in pochi giorni misure cautelari meno afflittive per il suo assistito che, così, è riuscito a ritornare a casa dopo oltre tre mesi di lontananza.
In quel tetro posto ogni persona perbene, come è e sarà Angelo Villani, dicevo che si contano “i minuti – le ore – i giorni – le settimane e i mesi” sempre e comunque, anche chi si sente intimamente colpevole porta avanti la conta per non mollare; figurarsi per chi si sente ed è innocente come il dr. Angelo Villani, reo di essersi dato troppo alla politica e fidato troppo della politica; reo di essersi impegnato con tutto se stesso in un’azione politica per il bene comune e fuori dagli schemi tradizionali di chi è abituato a gestire il potere.
Solo per la cronaca va ricordato che tutto è iniziato a causa di un bonifico non pagato per colpa di un solerte funzionario di banca che, pur sapendo bene le conseguenze del suo gesto, impedì il pagamento con moneta contante di un piccolo importo dovuto dall’ALVI ad un creditore. Probabilmente l’ordine politico arrivato da Nusco fu molto più forte delle resistenze del funzionario e delle reali intenzioni di chi si presentò, quella sera, allo sportello bancario che poteva e doveva essere aperto e reso disponibile.
All’epoca Angelo Villani era ancora presidente della Provincia e quel mancato pagamento ebbe una eco molto forte negli ambienti politico-giudiziario-giornalistici dell’intero territorio; una notizia che influenzò e determinò in negativo i rapporti dell’ALVI con le grandi società fornitrici dei circa 100 punti vendita sparsi per tutto il Mezzogiorno d’Italia.
Poi arrivò il momento degli “arresti vergognosi” del 2 novembre 2010; arresti che nel contesto di un articolo del 4.11.2010 così definii:
La sorpresa continua leggendo che “le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno consentito di rilevare una pluralità di gravi condotte finalizzate al raggiungimento di un preordinato programma criminale … per il progressivo svuotamento del patrimonio aziendale a vantaggio di altre società, sempre del gruppo Alvi…”. Da qui, proprio da qui, scaturisce l’appellativo di “vergognosi” agli arresti (fortunatamente soltanto domiciliari!!) eseguiti il 2 novembre scorso. Insomma è mai possibile che gli arresti scattino proprio quando il quadro investigativo è già chiaro e consolidato da prove, atti, carteggi e sequestri, e quando l’interessato è fuori da ogni logica commerciale? E dov’è il pericolo di fuga, la reiterazione del reato o l’inquinamento delle prove che la legge impone di porre a base di ogni ordinanza cautelare.
Poi è seguita la lunghissima processione dei processi, dei rinvii, delle sentenze e infine del cosiddetto “passato in giudicato” che rende esecutiva ogni pena.
Solo per la cronaca è utile ricordare come la giustizia, molto spesso, è decisamente cieca e viene gestita a tunnel (con un obiettivo già prefissato, verso cui tutti gli investigatori e inquirenti volano ventre a terra); un tunnel nel cui buio perse la vita anche Ciro Pellegrino che Villani aveva scelto, tra i tanti, come il suo personalissimo uomo di fiducia. Struggente la lettera che Pellegrino indirizzò ai suoi tre figli prima dell’insano gesto.
Domenica mattina la notizia del ritorno a casa di Angelo mi è stata data prima dalla moglie e poi dall’amico comune Salvatore Memoli.
Presto, molto presto, riusciremo a sederci tutti e tre intorno ad un tavolo per raccontare e raccontarci le ultime novità della nostra vita.
Bentornato Angelo.
Vien fatto di credere che ,non sempre,la GIUSTIZIA È UGUALE PER TUTTI…
( Ripensando ad un violentatore di una tredicenne ,a piede libero…)