Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
L’assillo inflazionistico appreso da pochi in estremo ritardo é una paranoia strumentalizzata dell’informazione mediatica che da ben pochi veniva frenata con temini quali staglflazione o deflazione.
La verità obiettiva evidenzia invece una contro-inflazione, diversamente dalla narrazione quotidie e che permette alla grande massa di beni di consumo di diminuire di prezzo da circa venti anni: ad esempio 500 grammi di formaggio o alimentari da frigo nel 2002 al dettaglio per 6 euro oggi li si trova in gare di offerta in molte rivendite a 2 o 2,50 euro.
Stesso esempio per l’accessibilità al consumo di prodotti hi-tech e abbigliamento o semplice oggettistica e prodotti casalinghi. ( negli anni si sono moltiplicati numerosi discount e mercerie del tipo “tutto ad un euro”).
Ad aumentare di decine di centesimi o più, che cosa se non i carburanti e qualche altro spaurito prodotto o servizio i cui indici sono comunque sparpagliati in numerose opzioni di scelta. La comunicazione psicologica rettiliana focalizza i consumatori solamente sulle variazioni auto e petroldollari omettendo listini facilitati e declassati d’altro canto.
Due anni fa von der Leyen annunciava (e forse avendo ragione su andamenti e meriti di mercato che però non dipendono dalle politiche di alcun politico almeno europeo) freni alla dinamiche percentuali e quindi ad una inflazione che in realtà già era invertita da decenni: mezzo litro di Coca-cola secondo i vanitosi analisti di mercato sul trend economico in corsa, oggi costerebbe almeno secondo i ritmi anni 89-90, otto o nove euro quando la si acquista ad un euro e cinquanta circa ovunque. Tantissimi prezzi sono diminuiti anche del sessanta per cento. La spesa del consumatore pesa per la varietà e la concorrenza ma non è dovuta al caro vita confezionato dai classici notiziari. La scala di Maslow spiega l’aumento dei bisogni non del “fabbisogno”.
Se molte categorie di stipendio non aumentano lo si deve alla maggiore capacità di acquisto relativa ed ampliata che consente comunque vita migliore alla media paga.
Pertanto la contro-inflazione o inflazione invertita se non differenziata, diversificata, é bene che vada intesa non con giudizi sommari e generalisti, ma a seconda del settore merceologico.
Gli indici e gli allarmi che provocano scioperi e malessere diffuso come fu per lo spread che letteralmente si traduce con diffusione (fraintesa) sono stati per anni pubblicizzati da qualcuno evidentemente seduto per sbaglio ad annunciare in prima fascia oraria di ascolti qualche parolina inglese ad una audience ignara del vocabolario locale stesso e perciò del tutto vulnerabile.
Il panico che ne deriva, da queste poche parole come per la disastrosa “privacy” o altri termini virali abusati per snob appeal, come l’ignorantissima moda dell’influencing, assimilata per prestito linguistico dal e al settore sanitario, con altrettanti danni generali, dovrebbero essere cutelativamente ponderante prima della pronuncia anche se da parte di fonti ufficiali ma poi artificiali poiché non vagliate spesso da attenzione legittima o corrispondenza né nella traduzione e diffusione né nei valori contestuali al momento della enunciazione maldestra o frettolosa e incauta.