Ponti-Viadotti-Gallerie: si riaccende la discussione da Genova a Salerno … da Muro Lucano a Vietri di Potenza …Celano parla del viadotto Gatto.

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Dopo il crollo del “ponte Morandi” di Genova, meglio noto come “ponte di Brooklyn”, si riaccende in tutto il Paese la discussione sulla vetustà, sulla staticità e sulla corrosione che sta divorando il calcestruzzo di molte strutture.

Una discussione futile, quasi inutile, da bar dello sport da parte di chi non ha alcuna cognizione tecnica e neppure il normale spirito di osservazione; fin da ragazzino go sentito dire ed ho letto che nessuno negli anni 50 e 60 poteva profetizzare il destino del calcestruzzo sotto l’aspetto della tenuta e della durata nel tempo; ma all’epoca il calcestruzzo era l’arma migliore e più utilizzata per sfidare in altezza, in lunghezza ed in altezza la natura che, comunque, ha cercato disperatamente di resistere alla spregiudica inventiva dell’uomo, soprattutto in materia urbanistica.

Puntare dritto verso il cielo, scavalcare fiumi e mari, superare gole e dirupi, collegare terre ferme con le isole è stato lo sport preferito da architetti, ingegneri e urbanisti di tutte le epoche e di tutti i Paesi.

All’atto pratico bisogna riconoscere che il calcestruzzo, prima dell’avvento del cemento armato di cui non conosciamo ancora resistenza e tempi di durata, ha resistito nel tempo ed alle sue avversità oltre i limiti che l’uomo aveva per certi versi preventivato; bisognerà ora vedere e capire cosa avverrà per il cemento armato.

Per il “ponte di Brooklyn”, Riccardo Morandi, utilizzò una assoluta novità per l’epoca: il calcestruzzo armato, passaggio quasi obbligato dal calcestruzzo normale al cemento armato di oggi; in verità era già stato utilizzato in passato ma per pochissime volte; negli anni di Morandi ci fu un dilagare di tale tecnologia urbanistico-costruttiva.

Ebbene questo calcestruzzo armato ha subito in circa cinquant’anni (poco meno o poco più) delle notevoli alterazioni a seconda della zona geografica di sedimentazione; e si è scoperto anche che l’aria marina-salmastra corrode più dell’aria normale, dell’acqua o del fango e forse anche delle sollecitazioni causate dal traffico leggero e pesante.

1)      Nel 1916, centodue anni fa, fu costruito il Ponte di Muro Lucano come primo esempio in Italia di utilizzo del calcestruzzo armato; nei decenni ha avuto necessità di interventi ma mai strutturali e la corrosione dei pilastri e delle arcate è stata assolutamente minima e ben seguita da tecnici e specialisti; la sua altezza che supera i cento metri non consente, del resto, voli pindarici; se c’è un problema, e ce ne sono stati, questo va affrontato e risolto. E a Muro Lucano, in provincia di Potenza, è stato sempre così; per questo il ponte è ancora lì a giganteggiare nel suo splendore come opera urbanistica all’avanguardia in campo nazionale ed internazionale. Lo volle l’allora ministro delle finanze Francesco Saverio Nitti ed è ancora lì a testimoniare la bontà di certi lavori pubblici.

2)      Sulla strada a scorrimento veloce denominata “Basentana” che da Sicignano degli Alburni esce dalla SA-RC per andare verso Potenza e Metaponto in Basilicata, all’altezza del territorio di Vietri di Potenza il mitico Riccardo Morandi ha scritto un’altra delle sue pagine storiche di tecnica delle costruzioni progettando e realizzando il viadotto che, come vedete dalla foto, riproduce in piccolo il ponte di Genova. Anche qui il sindaco del luogo è allarmato (forse ingiustamente !!) dalle notizie genovesi ed ha scritto all’ANAS per segnalare eventuali pericoli che il viadotto potrebbe produrre. Questo tratto della Basentana che supera il valico di Balvano è uno dei più controllati d’Italia con un cantiere perenne; probabilmente sono proprio detti lavori ad aver allarmato il sindaco; meglio prevenire che curare.

3)      A Salerno la storia, invece, ritorna ad attenzionare il famigerato Viadotto Gatto, da sempre contestato ma utilissimo sia per il porto che per la città che altrimenti sarebbe implosa su se stessa. In molti ora sanno o scoprono la pericolosità statica del viadotto, le sue difficoltà oggettive, la sua eccessiva pendenza e l’immenso volume di traffico che lo percorre in salita e in discesa. Al riguardo i forzisti Roberto Celano e Ciro Russomando hanno comunicato all’opinione pubblica che: “”Nei prossimi giorni, il gruppo consiliare di Forza Italia insieme  alla classe dirigente del partito di Salerno e dei comuni limitrofi interessati, come già ampiamente e da giorni annunciato sui social,  lancerà una petizione popolare per chiedere la riapertura del doppio senso di marcia di via B. Croce. Tale iniziativa segue l”istanza già invano prodotta in commissione e nelle sedi Istituzionali, ad oggi mai seriamente considerata dall’Amministrazione. Il solo annuncio dell’iniziativa ha provocato la mobilitazione di tanti salernitani che condividono l’idea, ritenendo la nuova proposta di mobilità cittadina utile a rispondere alle istanze di sicurezza di chi quotidianamente percorre il viadotto Gatto. Il proposto doppio senso di marcia in via B. Croce (con divieto per i mezzi pesanti), avrà, a nostro avviso, l’effetto di decongestionare anche  il traffico sul suddetto viadotto limitandone le sollecitazioni derivanti da un traffico intenso. Nei prossimi giorni Forza Italia in una conferenza stampa renderà pubblica le modalità con cui verrà concretizzata la raccolta di firme oltre ad una proposta per recuperare posti auto necessari ai residenti delle zone interessate””.

Naturalmente ne sapremo sempre di più nell’immediato futuro e come testata giornalistica non mancheremo di rendervene conto.

One thought on “Ponti-Viadotti-Gallerie: si riaccende la discussione da Genova a Salerno … da Muro Lucano a Vietri di Potenza …Celano parla del viadotto Gatto.

  1. In tempi non sospetti, quando si lamentavano i periodici maxi ingorghi sul Viadotto Gatto e sulle strade circostanti, che coinvolgevano anche veicoli leggeri autovetture e motocicli stretti in una morsa fra i mezzi pesanti in movimento da e verso il porto, avevo denunciato che a quelle situazioni di disagio contribuiva anche la impossibilità – almeno per i mezzi leggeri provenienti da Vietri – di proseguire direttamente verso il centro città, senza necessariamente immettersi sul Viadotto, in discesa verso il porto o in salita verso Canalone.
    Nel tempo ho avuto la sensazione che si stia affermando l’evidenza di quanto nociva sia la situazione attuale
    e che, indipendentemente da altri problemi di mobilità, parcheggi, ecc. – per i quali comunque occorre trovare idonee soluzioni – non sia più procrastinabile, ancora per lungo tempo, l’adozione di un provvedimento che ripristini il doppio senso di marcia su Via B. Croce, con esclusione dei mezzi pesanti (come era un tempo).
    La cosa diventa più urgente anche in considerazione dei recenti fatti luttuosi verificatisi in occasione del crollo del ponte Morandi a Genova.
    Ogni misura preventiva non va trascurata, specie nella malaugurata ma scongiurabile ipotesi che una situazione similare possa interessare anche il Viadotto salernitano.
    Dovrebbe rientrare fra le azioni disposte dalle autorità preposte, oltre a quelle di monitoraggio e controllo, anche un provvedimento di alleggerimento dei carichi in movimento che lo percorrono. Quello dei mezzi leggeri non è certo il più influente, ma rappresenta comunque un incremento delle sollecitazioni gravanti sulle strutture. Eliminarlo non può che aumentare il coefficiente di sicurezza delle varie campate in rapporto ai carichi incidenti.

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