il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Millenium: lei, lui e il cardinale

Il presidente della provincia unico grande assente in Abbazia per l’arrivo del cardinale Martino

Aldo Bianchini

Cava de’ Tirreni – Se c’è Lei non  c’è Lui, se c’è Lui non c’è Lei. Neppure per ricevere l’inviato del Papa, il cardinale Renato Raffaele Martino (salernitano doc!, nato e cresciuto nella vecchia Salerno del centro storico). Dal Papa al Cardinale, tanto è sceso il livello rappresentativo delle celebrazioni per il millennio dell’Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni. Un vero peccato, anche questo evento è scaduto a mera battaglia personale tra Edmondo Cirielli e Mara Carfagna. Dove c’è il ministro non c’è il “leader maximo” del PdL in provincia di Salerno. Neppure i grandi Giancarlo Paietta (PCI) e Giorgio Almirante (MSI) si evitavano, anzi si cercavano spesso e si scontravano volentieri sui grandi temi del Paese attraverso lo strumento che allora andava per la maggiore: il comizio di piazza.  Storici i loro scontri nella rossa Eboli, Paietta su un balcone e Almirante su un balcone dal lato opposto della piazza. E giù a darsele di santa ragione, per poi stringersi la mano cordialmente pur rimanendo ognuno sulle proprie posizioni. Ma quelli erano grandi politici e quelli erano certamente tempi molto diversi. Oggi, invece, dove c’è Lei non c’è Lui in una sorta di giochetto al nascondino che, almeno per il momento, non sembra avviarsi ad una giusta e composta conclusione. Tutto a discapito di un partito, il PdL, che è ridotto a brandelli,  mentre le fratture e le fazioni opposte aumentano giorno dopo giorno. Ma così è, chi ci crede deve accontentarsi. Fortunatamente, a Cava de’ Tirreni, per stemperare l’atmosfera c’era la vice presidente della provincia Anna Ferrazzano che  come sempre ha dimostrato, ancora una volta, serietà e serenità rappresentando al meglio l’ente Provincia di Salerno accogliendo sia il Cardinale che il Ministro con lo stesso entusiasmo. Certo che per il ministro Carfagna, in assetto quasi monacale per rimanere in tema come il luogo imponeva, deve essere stata dura. Immersa nel’impero di Cirielli, circondata dai tutti gli uomini fedelissimi del Presidente, sembrava come stretta d’assedio nel Fort Apache ed è stata abile nell’agganciare l’unica ancora possibile: la fede e il cardinale. “”Sono particolarmente felice –ha detto la Carfagna- di rappresentare il Governo nel mio territorio, tra la mia gente nella ricorrenza del ricordo della consacrazione dell’Abbazia della SS.Trinità e del millenario della sua fondazione …. Qui tra queste mura si respira una profonda spiritualità, una fede intensa e una gioia di vita … E tale fortuna la dobbiamo ai padri benedettini gelosi custodi oltre che intelligenti operatori””. Insomma la grande occasione dell’Abbazia Benedettina, della sua consacrazione, del suo millennio finisce qui in tono decisamente minore rispetto a quanto pensato, progettato e avviato da quel grande comunicatore che è e rimane Luigi Gravagnuolo il quale, nessuno lo deve dimenticare, vinse le elezioni a sindaco proprio cavalcando le celebrazioni del millennio che la stessa Carfagna (insieme a Bondi) riuscì a rovinare non più tardi di un paio di anni fa quando non si presentò alla vera cerimonia inaugurale del millennio. Ma allora erano altri tempi, Gravagnuolo era ancora sindaco e, soprattutto la Carfagna e Cirielli viaggiavano di comune accordo. Ecco perché, come dicevo in apertura, anche l’evento del Millennio è stato ridotto miseramente a mera battaglia personale. Peccato, un vero peccato.

2 Commenti

  1. Senti Aldo…Gravagnuolo comunicatore quanto vuoi ma …isterico e litigioso e poi avvezzo come tanti del 68 a ragionare dei massimi sistemi.Ed è così che De LUCA IN MEZZO A LORO (DERISO E SBEFFEGGIATO) è diventato una divinità.

    Quanto a Cirielli sta tranquillo che conosce bene le regole del cerimoniale e del bon ton.Ubi maior…dove c’è un delegato del Presidente del Consiglio è giusto non rubarle la scena!
    Quanto al Cardinale siamo abituato a vederlo per strada,al mercatino rionale,all’inaugurazione di mostre e di bottiglie di vino.Da ultimo pure al matrimonio delle dinastie regnanti locali…..Per una volta che non lo si incontra non nasce una contesa.

  2. Apprezzo molto l’articolo di Bianchini che, come sempre, è l’unico che dice pane al pane e vino al vino. Certo può anche sbagliare il tiro o può esagerare, ma è il rischio del mestiere. Per quanto attiene la riflessione dell’ottimo avv. Salvatore Memoli (che condivido in massima parte) vorrei soltanto dire che Bianchini, probabilmente, si riferiva non tanto alla scena del momento ma all’evento nel suo complesso; eventoo che doveva essere importante e non lo è stato. Complimenti, comunque, per il giornale.

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