il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il ritorno della Lira: scenari possibili

Filippo Ispirato

Da più parti ormai si levano voci su un possibile crollo dell’Euro come moneta di riferimento per l’Unione Europea e si ipotizza il ritorno alle monete nazionali. A mio avviso lo scenario sarebbe piuttosto improbabile in quanto verrebbe meno uno dei pilastri fondamentali delle istituzioni di Bruxelles, e con questo si indebolirebbe ancora di più la situazione dei paesi europei già compromessa con la crisi degli ultimi tre anni partita con l’insolvenza dei mutui subprime.

E’ comunque interessante verificare quelli che potrebbero essere gli scenari futuri dal punto di vista economico con il ritorno al Marco, alla Lira, al Franco, allo Scellino, alla Peseta, alla Dracma e così via: si analizzeranno, in maniera semplice, i vantaggi e i punti di debolezza di un possibile scenario come esercizio economico sociale più che come realtà in quanto ci sarebbero molte difficoltà nella realizzazione concreta di questa ipotesi. Servirà quanto meno a verificare gli scenari evolutivi, scoprendo poi come alla fine i fondamentali da tener presente sono ben altri per la ripresa seria dell’economia del nostro paese e per il vecchio continente tutto.

Partiamo innanzitutto dai vantaggi che si otterrebbero con il ritorno alla moneta nazionale:

-        con la Lit (Lira italiana) sarebbero nuovamente accentrati in Italia sia la politica fiscale che monetaria, quest’ultima attualmente di competenza esclusiva della Banca Centrale Europea. Questo si tradurrebbe in maggiore coerenza tra politiche di tassazione e di spesa pubblica con il controllo dell’inflazione e del tasso di disoccupazione. Si potrebbe lavorare con meno vincoli imposti da Francoforte e con una politica monetaria ad hoc per le esigenze specifiche del nostro paese

-        con la moneta nazionale si potrebbe agire, come in passato, sulla leva del cambio attraverso opportune politiche di svalutazione o apprezzamento. L’Italia ha sempre giocato la carta della svalutazione per favorire l’export e limitare le importazioni. Ovviamente una svalutazione della Lira nei confronti delle altre valute nazionali favorirebbe senza dubbio il Made in Italy più conveniente agli occhi degli stranieri.

-        Si avrebbe un effetto psicologico positivo da parte degli italiani, che avrebbero, almeno nel breve, la percezione di recuperare quel potere di acquisto perso a partire dal 1 Gennaio 2002, data ufficiale di entrata in vigore dell’Euro.

 

Analizzando d’altro canto i possibili punti di debolezza:

-        una moneta nazionale svalutata favorirebbe si le esportazioni, ma farebbe diventare più costose le importazioni. La cosa è sempre più vera in scenari globalizzati come il nostro, dove la quota di prodotti fabbricati all’estero è cresciuta in maniera esponenziale. Con una Lira svalutata, quindi, la nostra bilancia commerciale, data dalla differenza tra import ed export, sarebbe sbilanciata a favore del primo e ciò aumenterebbe il deficit ed il nostro disavanzo commerciale. La leva della svalutazione, quindi, sarebbe più pericolosa rispetto ad una decina di anni fa.

-        Il ritorno alla Lira causerebbe problemi anche al nostro debito pubblico, arrivato al 120% rispetto al nostro Pil. Riallacciandoci al punto precedente c’è da sottolineare che il nostro stock (ossia la quantità accumulata) di debito una volta passati alla moneta nazionale, aumenterebbe a dismisura e sarebbe insostenibile, soprattutto nel breve, proprio a causa del suo minore potere di acquisto nei confronti degli altri paese che detengono il nostro debito.

A parte, comunque, questo mero esercizio teorico di politica monetaria o valutaria, che andrebbe analizzato con approfondimenti ancora maggiori, a mio avviso la fine dell’Euro come soluzione alla crisi non sarebbe praticabile. L’idea di fondo è che cercare una soluzione semplicemente finanziaria ad un problema economico reale come quello che stiamo vivendo attualmente non potrà mai dare buoni frutti, sia con l’Euro che con la Lira.

Qualsiasi manovra finanziaria se punta solo a drastici tagli e non allo sviluppo dell’economia reale, difficilmente potrà portare ad una crescita solida e stabile nel futuro: tagliare e aumentare le tasse equivale a dire meno consumi e stagnazione dell’economia. Bisogna incentivare le punte di diamante dell’Italia: la ricerca, la Green Economy, il Made in Italy, la gestione più efficiente ed economica dei Beni Culturali, l’industria turistica, l’agroalimentare riducendo gli sprechi della politica, e puntando sui giovani che sono il futuro di ogni nazione.

2 Commenti

  1. Ottima analisi anche per chi non è del settore.
    Tante volte si parla per sentito dire sulla Lira e i benefici che apporterebbe un suo ritorno, senza
    poi prendere in considerazione gli aspetti negativi, tanti, di un suo ritorno.
    In ogni caso mi trovo d’accordo con quanto scritto, i fondamentali per una ripresa economica sono ben
    altri!
    Joe

  2. L’italia rovinata dai professori primo fra tutti il celebre Professore Prodi responsabile di aver indirizzato con patetici spot e discorsi ‘italia ed altri paesi verso la moneta unica ed al riguardo la cosa che infastidisce maggiormente è il non essersi reso conto ancora oggi della gran cazzata effettuata, ultimo fra tutti chiamato per sistemare la situazione catastrofica attuale il professore Monti che anzichè innestare una manovra di retromarcia e ripartire dalla parte giusta ha continuato a seguire la teoria del professore Prodi.

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