il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Asl Unica: la gaffe di Bortoletti

Aldo Bianchini

SALERNO – Nell’ultimo capoverso del precedente articolo su Maurizio Bortoletti annunciavo di svelare un “serio presumibile errore” commesso dal colonnello assurto allo scomodo ruolo di commissario straordinario della Asl Unica di Salerno. Un errore, secondo me, imperdonabile commesso proprio nel momento in cui da più parti viene data per scontata la sua riconferma per un altro anno ai vertici della sanità pubblica insieme al suo collega “generale Maurizio Scoppa” per la Asl Napoli/1, anche se per entrambi potrebbero esserci novità in dipendenza della posizione che assumerà il governatore Caldoro dopo la nuova tempesta precipitata su Nicola Cosentino proprio nel giorno del suo onomastico. Comunque, al momento, la notizia della riconferma lascia di stucco un po’ tutti, difatti un commissario è tale se la sua azione viene esercitata al di fuori della politica e per un lasso di tempo molto breve e compatibile proprio con il ruolo di commissario. Se i tempi si allungano molte maglie si sfilacciano e favoriscono l’inserimento della politica con tutti i suoi tentacoli, anche quelli più malefici. Se poi un commissario va a casa di un politico per una riunione importante, insieme ad alcuni sindaci, la cosa diventa più allarmante. E’ questa la notizia venuta fuori nelle ultime ore. Prima di raccontarvi il fattaccio intendo ricordare a me stesso ed a tutti gli amici lettori quanto accadde per una questione, più o meno, simile alcuni anni fa. Correva l’anno 1992 e l’allora ministro in carico Carmelo Conte favorì (così sostenevano i giudici!!) una riunione dei vertici della USL/53 di Salerno, retta da Elio Presutto, in casa del medico Catello Matonti (di Battipaglia) che era (se non erro) presidente di una commissione dell’Usl. Matonti, dopo la riunione, si pentì e denunciò pubblicamente il fatto ed il ministro beccò il primo avviso di garanzia della sua vita, quello notificatogli dall’allora pm Vincenzo Florio pochi giorni prima del Natale del 1992. Intervenne anche la Corte dei Conti che, a conclusione del processo penale, impose a tutti i componenti di quella Commissione la rifusione dell’importo dell’appalto assegnato in casa del medico e non nella sede istituzionale della Usl, come la legge imponeva ed impone. Ma torniamo rapidamente ai giorni nostri. Cosa è accaduto nel Vallo di Diano? Il commissario Bortoletti si è recato, verso la fine di ottobre, in visita nei plessi di Polla e di Sant’Arsenio. Durante la visita, all’improvviso, il Commissario viene indotto a partecipare ad una riunione in casa del consigliere regionale on. Donato Pica. Secondo i bene informati sarebbero stati presenti alla riunione il direttore sanitario dell’ospedale di Polla Nunzio Antonio Babino e i sindaci Sergio Annunziata di Atena Lucana (ancorchè presidente della Conferenza dei Sindaci della Asl nica), Tommaso Pellegrino sindaco di Sassano (ancorchè presidente del Collegio dei Sindaci del Distretto), Gaetano Ferrari sindaco di Sala Consilina, Massimo Loviso sindaco di Polla e Nicola Pica sindaco di Sant’Arsenio; probabilmente c’era anche qualche altro personaggio. Top secret, ovviamente, sull’argomento o sugli argomenti da discutere; nulla è trapelato; potrebbe anche essersi trattato di una visita di cortesia anche se è difficile crederlo con la presenza contemporanea di tanti personaggi. Si può solo immaginare che presumibilmente hanno discusso del trasferimento innanzitutto dei reparti ospedalieri da Sant’Arsenio a Polla ed in secondo luogo del trasferimento di alcuni importanti uffici ora dislocati tra Sala Consilina e Polla nell’edificio ormai quasi vuoti di Sant’Arsenio. Ma si può, mi sono chiesto, discutere di questi importanti problemi in casa di un politico che, sebbene rappresenti il territorio in sede di consiglio regionale, non sembra avere alcuna peculiare carica in materia sanitaria? La risposta è decisamente negativa. Ma, a voler essere buonisti, posso solo sperare che la discussione abbia avuto risvolti positivi soprattutto in merito al contenimento della spesa pubblica. L’abbandono dei locali tenuti in fitto per un importo complessivo di oltre 120mila euro all’anno, tra Polla e Sala Consilina, potrebbe essere la prima mossa positiva in tal senso, anche perché su questa vicenda (non lo dimentichi il Commissario !!) c’è già un’inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza sotto la guida della Procura della Repubblica di Sala Consilina. Ma c’è di più. Ho la netta sensazione che il colonnello-commissario non conosca bene l’organizzazione territoriale della complessa macchina sanità che è stato chiamato a governare. Alla prossima.

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