il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

DILEXI IUSTITIAM, ODIVI INIQUITATEM

 

                                                 Alfonso D’Alessio

“E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede?” Stupendo il legame che Cristo stabilisce tra Fede e Giustizia. Spesso è invalsa, e purtroppo propinata, l’idea che possa esistere una carità o una fede che prescinda dalla giustizia e peggio ancora dalla Verità. E’ lo stesso Benedetto XVI nell’Enciclica Caritas in Veritate che fuga ogni dubbio allorquando scrive che “ la giustizia è la prima via della carità”. Certo “la carità eccede la giustizia”, “la completa nella logica del dono e del perdono”, ma “non è mai senza la giustizia”. Ritenere che la carità possa prescindere dalla giustizia e dalla verità è come sostenere che si può fare oggetto di violenza fisica o morale una persona e nello stesso tempo illudersi di essere caritatevole con essa. Ecco il paradigma dell’uso distorto della carità forzando la qualificazione paolina secondo la quale tutto copre. Ma il Signore non farà attendere chi domanda giustizia! È questo atteggiamento di Dio che imitiamo quando a chi lecitamente domanda giustizia e attenzione rispondiamo, se rispondiamo, con tempi biblici? Uno dei comportamenti che rendono più complici dell’ingiustizia è il non fare giustizia. L’indifferenza verso le domande di giustizia e verità, fondamento della carità, sono quanto di più contrario alla carità. Non dobbiamo sentirci immuni da questi rischi. Potrebbe la carità eccedere autenticamente la giustizia se da questa  prescinde a priori? Certo che no! E’ vero anche che se il Signore giudicasse con i nostri parametri saremmo tutti destinati alla forca. Ma questo non vuol dire che sui fatti, e non sulle persone, non ci debba essere giudizio o riconoscimento di responsabilità da parte di chi liberamente e volutamente delinque. Vuol semplicemente dire che dobbiamo giudicare con il pensiero di Dio, il che è possibile. Carissimi amici, rimbocchiamoci le maniche, c’è molto da lavorare sui temi della giustizia e della carità. Dobbiamo prestare attenzione a debellare  atteggiamenti non evangelici che ostacolano. Essi si annidano nelle farisaiche risposte di non competenza da parte degli enti a cui ci si rivolge per la tutela della giustizia, si fanno scudo con l’omertà. Dio non ci farà attendere! Facciamo in modo che troverà sempre in noi la Fede. Del resto a Salerno riposano le spoglie mortali di San Gregorio VII, grande pontefice di cui dovremmo sempre ricordare il famoso inciso: Dilexi iustitiam, odivi iniquitatem, propterea morior in esilio.!

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