il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Padula: la battaglia dei SAUT , il Diano spaccato in due, Squillante sceglie il Sud.

Antonio Citera

PADULA – Dopo la visita del direttore sanitario dell’ASL Antonio Squillante al Saut di Padula in occasione della consegna di un defibrillatore, donato dall’Associazione “La Ferrovia” di Montesano , si delinea sempre più la possibilità che l’ex clinica Fischietti  possa essere trasformata in PSAUT, ossia una struttura che potrà offrire soccorso 24 ore su 24 alla popolazione sud del Vallo di Diano. La Presenza del neo direttore generale  dell’Asl Salerno Antonio Squillante  domenica scorsa  presso la ex clinica Fischietti di Padula  per la consegna di un defibrillatore donato alla stessa dall’associazione “La Ferrovia”, è la chiara conferma della notizia divulgata qualche giorno fa dal sindaco di Montesano Donato Fiore Volentini  di potenziare il SAUT di Padula trasformandolo in PSAUT , ossia una struttura di primo soccorso territoriale attiva giorno e notte. Una volontà ferma quella di Squillante che ha accolto le richieste di una parte del Diano chiaramente disagiata dalla lontananza con il presidio ospedaliero di Polla. Un disegno che dovrà essere approvato dalla Regione Campania, che sembra quasi una rivalsa da parte dei comuni a sud del Diano . Questa probabile decisione, ha creato un effetto domino, scatenando l’ira dei comuni che fanno capo al SAUT di Teggiano che con ogni probabilità vedranno ridimensionarsi il presidio proprio in virtù del potenziamento dell’ex Clinica Fischietti.  Una guerra per niente, a dimostrazione della disunità del Territorio sempre più preda di politici e politiche insensate. La ex clinica Fischietti, ha radici storiche, e sicuramente un’utilità territoriale per i cittadini disagiati dalla distanza con l’ospedale di Polla. l’idea di un polo sanitario nella zona sud del Vallo di Diano,è nata nel lontano ma sempre attuale passato per impegno concreto  di Enrico Quaranta, che viste le condizioni di disagio dovute soprattutto alla lontananza  dell’area sud del Vallo di Diano con il presidio ospedaliero di Polla, pensò bene di individuare un’area ad hoc per sopperire al disagio  che gli abitanti di Montesano S/M , con le sue 5 aree abitate di Magorno, Tardiano, Prato Comune, Arena Bianca, e Montesano Scalo, ancora gli abitanti di Casalbuono, di Buonabitacolo, Sanza, Padula, Sassano, e Monte San Giacomo, per un bacino di utenza che supera abbondantemente i 35 mila residenti, avevano da sempre manifestato. Il presidente Quaranta,si impegnò in prima persona  a far allestire una struttura sanitaria che in un certo senso  doveva essere un vero e proprio polo sanitario proprio nella parte sud del  Diano. Un toccasana per quei cittadini costretti a fare anche 70 km per raggiungere Polla. Il progetto però si inabissò in parte dopo la morte di Enrico Quaranta. Un presidio importantissimo dunque ubicato in posizione strategica a 500 metri dallo svincolo dell’A3, e a circa un Km dalla entrata sulla SS. Bussentina.  Un aggregatore per un territorio che in virtù di scelte politiche “ strane” o per meglio dire non oculate, si sta sgretolando  perdendo sempre più il comune denominatore Vallo di Diano. Il saut di Teggiano, altrettanto importante , ricopre un bacino di utenza che per motivi di vicinanza al presidio sanitario Pollese, è sicuramente meno disagiato. Nulla toglie però che un’unione d’intenti, e non sicuramente una guerra mediatica amplificata dai botta e risposta dei primi cittadini di Sassano, Teggiano, Montesano S/M e chi più ne ha ne metta, potrebbe convincere il Direttore Squillante a tenere in vita entrambi i presidi, ma si sa di questi tempi nel Vallo di Diano l’umiltà e il bene comune sono un optional che va pagato a caro prezzo. Per tenere unito un Comprensorio, bisogna razionalizzare anche e soprattutto sulle scelte . Negli ultimi tempi, la storia ci dimostra che la politica del Vallo di Diano, ha fallito completamente il suo essere.  Un depauperamento continuo , uno sfilacciamento di idee, ci sta traghettando verso la deriva. Non si può parlare di “Città Vallo di Diano” senza la giusta dose di umiltà e senza il minimo rispetto per la collettività. Stiamo soccombendo sotto i colpi invisibili di politici biricchini, che per la cura del proprio orticello, barattano anche la dignità dei cittadini.

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