il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ITALO: un tuffo verso il futuro … forse !!

 

 Aldo Bianchini

SALERNO – Viaggiavo in treno giá quando, soprattutto in quelli locali, esisteva anche la  ”terza classe” e la stragande maggioranza dei vagoni (anche sulle linee di lunga percorrenza) esibivano spinosi sedili-panche di legno. Mio padre era ferroviere e, quindi, nel mio dna deve pur esserci un pó di “senso di appartenenza”, non fosse altro che per l’esperienza vissuta in quegli anni abbastanza lontani. Nei miei ricordi avevo incasellato un certo tipo di ferrovia e, soprattutto, una certa tipologia di personale dinterra, di macchina e  viaggiante che aveva cristallizzato nell’immaginario collettivo una certa dimensione non tanto positiva del “viaggiare in treno”.  Pulizia, ritardi clamorosi, inefficienza del personale, attese interminabili alle biglietterie, rumorositá delle carrozze ai limiti dell’ipoacusia e tante altre carenze inspiegabili che avevano portato le mitiche FF.SS. verso il totale ed irreversibile fallimento. Perfino i famosi “Freccia del Sud” o “Treno del Sole” che coprivano la tratta Palermo-Torino erano carrozzoni pieno di tutto: bagagli dovunque, bagni fuori uso, corridoi con passeggeri che dormivano per terra, valige di cartone legate con lo spago, contraddizioni e tensioni sociali; su quei treni viaggiava tutto e il contrario di tutto. Ció indusse anche me ad allontanarmi con una certa tristezza dal “mondo delle ferrovie” (grazie al quale ero cresciuto ed avevo studiato) per proiettarmi verso il trasporto aereo e quelle delle quattro ruote, anche per gli spostamenti nazionali di media e lunga percorrenza. Qualche giorno fa ho scoperto, per caso, Italo e le sue enormi potenzialitá viaggiando da Salerno fino a Venezia e ritorno ed ho toccato con mano l’enorme balzo di qualitá che le Ferrovie, con la collaborazione delle compagnie private, hanno messo a segno nel giro di pochissimi anni. Carrozze confortevoli, silenziositá, posti riservati, silenzio assordante dei passeggeri, inappuntabilitá del personale di bordo sono le caratteristiche principali dell’innegabile successo. Sembra quasi di viaggiare in un aereo-terrestre che sui vari led luminosi lascia scorrere spesso la scritta “questo treno viaggia in orario”, quasi per smantellare un antico e giusto luogo comune che connotava, anche all’estero, il degrado delle nostre ferrovie. E in orario viaggia davvero il veloce Italo che andando, in molti tratto, anche a 300 all’ora é costretto spesso a rallentare per non arrivare addirittura in anticipo rispetto all’orario previsto. Ormai il percorso Salerno-Milano che una volta era consigliabile effettuare in aereo è, oggi, sicuramente da fare in treno per i tempi effettivamente inferiori al trasporto aereo. Ovviamente c’é sempre qualcosa da migliorare soprattutto nella mentalitá di approccio verso la clientela. In pratica a Venezia quando ancora stai sul marciapiedi nell’attesa del treno vieni avvicinato dal personale di bordo, o da quello di terra, con divisa elegante e riconoscibile che ti consiglia  finanche la posizione di attesa sulla base della carrozza in cui hai prenotato il posto. Eccellenti finezze che fanno immagine e che, peró, scemano mano a mano che dal nord si scende verso il sud. Un vero peccato !! Probabilmente si é trattato soltanto di una mia soggettiva e prevenuta impressione, ma il dubbio alla fine del viaggio (comunque delizioso e confortevole) rimane. Un’ultima cosa. Il viaggio di ritorno, domenica 28 aprile 2013, è stato come quello di andata molto rilassante tranne che per un piccolo inconveniente finale. Poco prima di arrivare a Napoli i led luminosi di Italo hanno segnalato un ritardo di 10 minuti recuperabili. Difatti siamo arrivati all’imbocco della galleria Santa Luca, tra Nocera Inf. E Salerno con 10 minuti di anticipo, ma all’improvviso l’inghippo. Sotto la galleria il treno si è fermato, i minuti passavano e nessuno dava spiegazioni. Qualcuno ha incominciato a protestare e dopo oltre dieci minuti di attesa ecco la voce femminile del capo-treno: “Per ragioni di traffico la stazione d’arrivo non dà l’autorizzazione all’ingresso”, stop. E noi fermi sotto la galleria per un tempo che è apparso interminabile.  Italo doveva arrivare alle 14.04, è entrato in stazione a Salerno alle 14.16 con una perdita secca (tra anticipo e sosta forzata) di ben 22 minuti. Un passeggero sarcasticamente ha commentato: “Siamo finalmente arrivati al Sud”. Alla prossima.

2 Commenti

  1. Caro Aldo, io viaggio spesso sul Freccia Rossa di Trenitalia e devo dire che anche lí si viaggia bene. Parlando delle FF.SS…

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