il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

MIGRANTI: dall’arcivescovo, ai vescovi, ai politici … solo chiacchiere !!

Aldo Bianchini

SALERNO – “Salerno ha la dignità di una città europea, Salerno sa accogliere e accoglie, Salerno ha dato prova di grande organizzazione, bla, bla bla !!>>. Sono stati più o meno questi i toni trionfalistici utilizzati dal sindaco di Salerno all’indomani della prima ondata di migranti giunti nel porto agli inizi del mese di luglio. Non c’erano precedenti, non era mai accaduto e, forse, il sindaco sperava che non accadesse più. Invece la storia di queste ultime settimane ci ha insegnato che più uno è bravo e più viene premiato, nella fattispecie con l’arrivo di altre migliaia di migranti che questo Paese non sa più dove collocare. E allora perché non spedirli a Salerno, molto organizzata, come prima tappa per poi dislocarli nei vari punti di accoglienza esistenti. Ben fatto, piglia, pesa incarta e porta a casa, avrebbe detto qualcuno sarcasticamente. Ma ovviamente non è solo colpa delle apodittiche affermazioni di De Luca se i migranti arrivano o meglio transitano per Salerno, anzi probabilmente non è affatto colpa di De Luca che, comunque, avrebbe fatto meglio a stare zitto a luglio e farebbe bene a stare zitto adesso che il problema è scoppiato e che, per motivi meramente elettorali, qualcuno cerca di scaricare sulla regione. E la Chiesa ? E la Caritas ? Dopo i primi cauti tentativi il loro slancio umanitario sembra essersi dissolto nel nulla. La responsabilità, ovviamente, è dei Vescovi che potrebbero fare e non fanno, assetati come sono di dare lezioni ai vecchi politici che non vengono mai cambiati o scalzati dai loro scranni del potere sui quali restano incollati per decenni e decenni (il riferimento è all’omelia del vescovo di Teggiano don Antonio De Luca). L’ho già scritto e lo ripeto, questa è la grande occasione per i Vescovi per dare sfogo alla loro voglia matta di fare politica o almeno di entrare nella politica. In questi ultimi due mesi il dibattito sui migranti ha preso tutte le prime pagine dei giornali, sono scesi in campo i sindaci con le loro problematiche, e con la scusa della mancanza di risorse stanno rapidamente facendo marcia indietro rispetto al problema dell’accoglienza che invece viene stimolato, soltanto a chiacchiere, sia dall’arcivescovo di Salerno che da alcuni (non tutti !!) Vescovi della provincia. Quale migliore occasione di questa per poter entrare decisamente nella politica costruttiva, quale migliore occasione di questa per ribaltare ed anche innovare la nomenclatura politica vecchia e  inadempiente (il sogno di mons. A. De Luca !!), quale migliore occasione di questa per fare davvero accoglienza umanitaria verso fratelli più bisognosi. Al posto dell’arcivescovo di Salerno, mons. Luigi Moretti, che è sotto certi aspetti la guida illuminante anche dei vari vescovi del territorio, riunirei intorno ad un tavolo tutti i miei vescovi ed impartirei loro (semmai concertandole !!) le regole fondamentali per correggere l’atteggiamento dei politici vecchi ed inadempienti nei confronti di un problema serissimo come quello dei migranti. Suggerirei ai singoli Vescovi di convocare tutti i sindaci delle loro curie per costringerli a smascherarsi in modo da sapere chi scherza e chi fa sul serio. In pratica se tutti i sindaci dei comuni della provincia raggiungessero degli accordi strategici di massima sarebbe facilitata la risoluzione del problema e dopo veramente Salerno e la sua provincia si porrebbero all’attenzione generale del Paese e dell’Europa per efficienza organizzativa e per spiccato senso umanitario. Ma fino a quando i Vescovi si diletteranno a farneticare con le loro omelie domenicali o festive e festose senza entrare veramente nel merito delle problematiche per indicare delle soluzioni, tutto questo rimarrà un sogno lontanissimo dal realizzarsi. Forse non c’è più tempo, ma uno sforzo comune e costante potrebbe davvero avviare a soluzione, anche se parziale, il problema. Questo, a mio avviso, è quello che si aspetta il popolo dei fedeli dalla Chiesa e non le incursioni politiche domenicali; questo è quello che deve fare la Chiesa per sua missione storica ed anche attuale.

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