il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Caimangate/81: il termovalorizzatore è il vero pericolo ?

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Nella precedente puntata ho parlato della famosa “alba del nuovo giorno” dopo il giorno dell’attacco “d-day” del 9 ottobre scorso per quanto attiene la “topografia giudiziaria” che vede coinvolto il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Riconfermo la mia ipotesi che dopo la giornata campale di giovedì tutti i venti sembrano soffiare in favore di De Luca, venti che hanno spazzato e rasserenato il cielo eccezion fatta che per una nuvola abbastanza scura che rischia di compromettere da sola il futuro politico immediato del sindaco. Questa nuvola si chiama “Termovalorizzatore” ed è pericolosa. Perché ?, perché è uno dei pochissimi casi in cui Vincenzo De Luca, dall’alto della sua posizione di “commissario di governo” (e non di sindaco !!, questa è una differenza fondamentale) per i rifiuti è stato costretto a firmare il provvedimento di nomina di “project manager” (alias capo-staff) del suo fidatissimo Alberto Di Lorenzo che andava ad affiancare il coordinatore del gruppo di lavoro ing. Domenico Barletta (responsabile unico del procedimento) il quale, a sua volta, era stato nominato al posto dell’ing. Lorenzo Criscuolo, stranamente e bruscamente sostituito dopo soli tre-quattro giorni dall’incarico. Le nomine di Criscuolo prima e di Barletta poi furono fatte sempre da De Luca in un “normale tourn-over” tra dirigenti nell’ambito specifico delle prerogative di sindaco; almeno questo sembra di capire. Ma fu “normale tourn-over” ?, beh, questo lo vedremo in seguito. Per ora mi interessa analizzare il quadro della situazione sul quale ha lavorato, non so se alacremente e non so se scandagliando tutti gli aspetti possibili, il pm Roberto Penna anche lui probabilmente vittima di quel “vizietto”, tipico dei pm, di voler entrare a tutti i costi nella pubblica amministrazione per fermarsi alla prima scoperta di presunti reati. Alla fine, soffermandosi forse sul primo ipotetico reato da poter contestare al sindaco, potrebbe aver compromesso il suo stesso lodevole lavoro di ricerca e di contestazione. Secondo il PM, difatti, il sindaco De Luca avrebbe conferito un incarico che non poteva conferire e così facendo avrebbe prodotto un danno erariale alla comunità in quanto a chi non poteva essere nominato (Alberto Di Lorenzo) era stato pagato un acconto di 20mila euro previo mandato sottoscritto, naturalmente, dall’ing. Barletta. Capirete tutti che, a questo punto, ci troviamo di fronte ad un dibattito processuale che si dipanerà tutto sul filo ed in punto di diritto. Difatti, per come la vedo io personalmente, tranne la firma di nomina il sindaco non è mai più intervenuto nella vicenda assumendo essenzialmente un ruolo prettamente politico e facendo ricadere la responsabilità esclusivamente sul “responsabile unico del progetto”  (ing. Domenico Barletta) che non solo ebbe cura di accettare la nomina del project-manager (Alberto Di Lorenzo) ma anche di autorizzare prontamente il pagamento dell’acconto, come è nelle competenze di un dirigente (l’ho spiegato diffusamente nel precedente articolo !!) che gioco forza deve accettare sulle proprie spalle molte responsabilità che nulla hanno a che fare (o forse hanno molto a che fare) con la politica. E dalla requisitoria del pm Roberto Penna mi sembra che sia emersa anche un’altra circostanza che va a tutto vantaggio del project-manager; difatti lo stesso pm ad un certo punto si contraddice dicendo che “il fedelissimo di De Luca non aveva i requisiti per coordinare il gruppo di progettazione, tanto che si limitava a dare i tempi e a chiedere a che punto si fosse”; bene !! e quale attività se non quella specificatamente di indirizzo e di scelta (politica !!) avrebbe messo in atto Di Lorenzo non  avendo i requisiti per fare il dirigente e responsabile unico del gruppo di lavoro ? E su questo sottilissimo filo conduttore che, secondo me, si dipanerà l’intera manovra difensiva sia per De Luca che per Di Lorenzo. Essi avrebbero svolto soltanto un ruolo politico di indirizzo e di scelta, ad altri sarebbe toccata la responsabilità di  “avallare, bocciare e/o rivedere” le indicazioni e le scelte politiche. Potremmo, quindi, arrivare alla conclusione davvero inquietante per l’interessato che l’unico responsabile di tutto potrebbe risultare essere il responsabile unico del progetto, cioè l’ing. Domenico Barletta. Se questa sarà la tesi difensiva (e credo che gli autorevoli difensori di De Luca, gli avv.ti Paolo Carbone e Antonio Brancaccio, non tralasceranno alcuna pista possibile) il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca potrà dormire sonni tranquilli ed attendere una sentenza di assoluzione piena insieme al suo fedelissimo Alberto Di Lorenzo. Detto questo, detto tutto questo non rimane che analizzare l’inchiesta fin qui condotta dal pm Roberto Penna che prima aveva annunciato eclatanti verità (fonte Cronache del Salernitano del 4.10.14) e che in sede di requisitoria ha “semplicemente” chiesto la condanna a “tre anni di reclusione” per tutti e tre gli imputati per il delitto di peculato. Credo di avere da giornalista il sacrosanto diritto di esprimere il mio pensiero in merito ad una inchiesta che mi è apparsa da sempre lacunosa in diversi punti: 1) Perché il pm non ha scandagliato meglio la sequenza delle nomine di capo-staff con la sostituzione di Criscuolo con Barletta; 2) Perché la sostituzione avvenne nel giro di appena quattro giorni dalla nomina iniziale di Criscuolo; 3) Perché non è stata analizzata a fondo la rottura eclatante tra De Luca e Criscuolo; 4) Perché poco tempo dopo Criscuolo lasciò il Comune per trasferirsi armi e bagagli in Provincia;  ed ancora: 5) Sono state esaminate tutte le pratiche di esproprio per i suoli sui quali doveva sorgere il termovalorizzatore; 6) Sono state analizzate, una per una, tutte le situazioni dei proprietari dei suoli e se questi ultimi avevano ceduto ed a chi i loro diritti; ed infine: 7) Chi e quanti risultano di fatto beneficiari dei pagamenti di danaro pubblico in funzione degli espropri. Il PM in udienza non  ha fatto minimamente cenno a queste situazioni che esigerebbero delle risposte ma ha incentrato la sua requisitoria sulla sussistenza del peculato per poter chiedere le pene detentive che poi ha richiesto. Ci avviamo, a mio giudizio, verso una sentenza di cancellazione di ogni responsabilità, almeno per quanto riguarda il sindaco e il suo fedelissimo Di Lorenzo. E Vincenzo De Luca potrà così aspettare tranquillamente blindato com’è “nel senso delle istituzioni e nel grande rispetto per la magistratura”. Alla prossima.

1 Commento

  1. Direttore, sempre molto interessanti le sue riflessioni.
    A questo punto non ci resta che attendere l’esito del giudizio. Ma, dando per buone le sue considerazioni, mi domando: i Pubblici Ministeri, prima di iniziare l’azione penale, si preoccupano di raccogliere elementi sufficienti a sostenere la loro accusa in giudizio? In mancanza sarebbe buona regola giuridica (oltre che economica e morale) chiedere l’archiviazione per l’indagato.
    Di pochi giorni fa è la notizia della richiesta di archiviazione per il “re delle mozzarelle” Mandara, per molto tempo infangato con l’accusa di avere rapporti con il clan dei Casalesi. Il PM, dopo tanto clamore iniziale condito (se non erro) anche dalla custodia cautelare per il Mandara, si è reso conto di non avere in mano prove sufficienti e ha deciso di chiedere l’archiviazione.
    Allora, mi viene un’altra domanda: dato il ruolo delicatissimo quale quello del PM, i magistrati preposti a questo ufficio sono dotati della cultura giuridica necessaria per adempiere ai loro alti compiti? Mah!

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