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Sassano. Cacciatore impallina una ragazza: chi dovrebbe controllare permette tutto ciò?

 

Antonio Citera

SASSANO – Una giovane donna di Sassano colpita da un colpo vagante sparato da un cacciatore di Sarno in trasferta nel Vallo di Diano. L’uomo probabilmente intento a colpire la sua preda ha mirato e ha fatto fuoco. Sulla traiettoria si trovava la giovane donna che è stata scaraventata a terra  colpita da alcuni pallini. Un incidente naturalmente che mette in risalto la pericolosità di uno sport quello della caccia che spesso miete vittime innocenti. Un hobby pericoloso amato e odiato, al centro di un dibattito infinito. Chi si ostina a difendere i valori del cacciatore spesso non tiene conto che oltre al danno etico del cacciare animali indifesi, si può compromettere come nel caso di Sassano, la vita delle persone. Chi ha in mano un fucile dovrebbe innanzitutto rispettare le regole basilari di sicurezza ma spesso, il senso di onnipotenza domina la scena e il colpo in canna è sempre pronto a sventolare la sua essenza assassina. Regole frivole, elementari come quella di non sparare a ridosso di strade, abitazioni o luoghi in cui la presenza umana e non è solita echeggiare. Invece no, si spara, lo si fa a prescindere senza razionalità e soprattutto senza la paura di essere controllati. I controlli si, quelli veri, non ci sono. I cacciatori sono liberi di sguazzare a destra e a manca, di sparare all’impazzata. Chi dovrebbe garantire la sicurezza non lo fa, spesso i controlli si concentrano su altri reati, importanti per carità di Dio. Eppure siamo succubi di agenti di pubblica sicurezza, dal Corpo Forestale dello Stato alla Polizia Provinciale, dalle Guardie Ambientali ai volontari. Nonostante questo però succede spesso che nelle battute di caccia l’indisciplina la fa da padrona. Due anni fa a Sanza, l’anno scorso a Torre Orsaia e quest’anno a Sassano, tre casi simili che dovrebbero far riflettere l’opinione pubblica e soprattutto coloro che in teoria dovrebbero tutelare la nostra incolumità. Per la cronaca, la giovane donna di Sassano dopo il botto che l’ha colpita è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Polla con prognosi di qualche decina di giorni. L’uomo invece è stato subito catturato dai carabinieri e denunciato a piede libero per lesioni e violazione della normativa che regolamenta la caccia, in poche parole, in quel punto non si poteva e non si doveva assolutamente premere il grilletto.

1 Commento

  1. Basta caccia. Basta con la morte legalizzata

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