il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

LA SCERIFFATA

 

 di Andrea Zolferino.

Definire sceriffata l’intervento del sindaco-compagno, a mio parere, sminuirebbe il noto personaggio in questione, lo sceriffo.

Ricordo quando, in gioventù, andavo al cinema a vedere un film western, e lo sceriffo era sempre un tipo duro e puro, capace di difendere i suoi cittadini da eventuali incursioni di banditi o soprusi di prepotenti e malfattori. Non si può quindi far passare per sceriffata un’azione contro un povero cristo colpevole, in sostanza, di dare una mano agli anziani sperando di racimolare in cambio 20 centesimi, il massimo di guadagno per questo tipo di estorsione.

L’intervento fatto dall’Illustrissimo Cittadino lo definirei piuttosto, senza mezzi termini, pagliacciata! Del resto, di De Luca si possono ricordare anche altre di queste pagliacciate. Ad esempio, tempo fa si scagliò contro un venditore ambulante di ciondoli sul corso Vittorio Emanuele, nei pressi dell’incrocio di Via Velia. Il malcapitato, per il forte spavento, finì all’ospedale per un malore. E che dire poi dell’impresa in cui ammonì e minacciò di arresto una prostituta che si trovava nei pressi dello stadio Arechi? Stavolta, però, al Ruggi ci finì lo stesso sindaco perché la donna gli si scagliò contro a colpi di unghie. Si potrebbero citare varie altre pagliacciate del genere del primo cittadino…

Mi chiedo se è mai possibile che un sindaco, per mettersi in mostra, si metta a sostituire la ? Perché non ha escogitato un altro modo per ottenere fama e onore? Ad esempio, andando ad aggredire il presidente Caldoro a nome e per conto dei suoi cittadini, anzi, di tutti i campani, a fronte della sospensione, ancora una volta,dell’assistenza diretta sulle prestazioni sanitarie. Per i prossimi tre mesi, chi non ha argià, rinunci a curarsi!

Tutto questo non interessa al compagno-sindaco, l’importante è che ci siano le lucerne e qualche personaggio di spicco all’inaugurazione. L’anno scorso l’accensione delle luci fu presenziata da Sgarbi, che costò quel che costò. Quest’anno, Casillo, Tullio De Piscopo, la signora Esposito, la madre di Ciro, ragazzo ucciso negli scontri tra tifosi in occasione della partita Roma-Napoli. Chissà se mai sapremo i costi1

A dirla tutta, l’invito del sindaco alla signora Esposito è ancora tutto da capire. Forse a Salerno non c’è nessuna personaggio di particolari meriti artistici o culturali o altro il quale, piaccia o meno ai salernitani, possa affiancare, magari gratuitamente, il sindaco ad azionare le innumerevoli leve per l’accensione delle luci natalizie.

Il grande Totò avrebbe detto: “E io pago!”.

Buone e Sante Feste.

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