il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SANITA’: Squillante e il dovere di fare pulizia !!

Aldo Bianchini

SALERNO – L’ho già scritto diverse volte in un recente passato. Nel pubblico impiego, soprattutto nel mondo della sanità, c’è bisogno di chiarezza e di fermezza da parte di chi dirige e organizza per uscire dagli schemi squallidi e spocchiosi che hanno contraddistinto da sempre questo mondo, fino al punto da essere descritto e maltrattato da Pietro Ichino nel suo “I nullafacenti” (ed. Mondadori). Secondo Ichino il settore pubblico è un luogo “dove lavorare è facoltativo”. Per quel poco che posso direttamente capirne, dopo trentasette anni di lavoro nel pubblico impiego, l’affermazione del giuslavorista è certamente significativa ma non può e non deve essere assimilata alla verità assoluta. Come accade in tutte le categorie anche in quella del pubblico impiego c’è una macchia vergognosa che infanga purtroppo tutta  la categoria e spesso gli esponenti di questa macchia sono anche rappresentanti sindacali; come dire che la ciliegina sulla torta non manca mai. Il caso del dipendente della ASL (Via Nizza) di Salerno che spocchiosamente approfitta della confusione creata dalla protesta degli addetti ai lavori di pulizia e con fare furtivo scappa via dagli uffici per andare a fare i fattacci suoi, salvo poi ritornare poco prima dell’orario per passare il suo badge nella macchinetta marcatempo. Episodi del genere, vergognosi e squallidi, nel corso della mia lunga vita di dipendente pubblico ne ho visti e contestati tantissimi; non c’è niente di più schifoso che approfittare della confusione (peraltro dovuta a problemi di lavoro !!) per mettere in atto atteggiamenti veramente riprovevoli. E non parlo dei cosiddetti “krumiri” che hanno sempre tratteggiato in peggio la vita sindacale e politica del pubblico impiego. Questi individui, però, sono riusciti sempre a sopravvivere alle loro schifezze e, soprattutto, sono stati sempre capaci di ritornare a casa come se niente fosse ed a guardare in faccia i propri figli raccontando, forse, anche cose diverse e devianti. L’episodio accertato dalla Digos fuori e dentro il palazzo della ASL è stato frutto di un piccolo capolavoro con monitoraggio del “meschino reo” seguendolo anche fuori dagli uffici ed incastrandolo al suo ritorno nel palazzo: che vergogna. Immediatamente il direttore generale della ASL, Antonio Squillante, è intervenuto sulla vicenda annunciando un “probabile” (ma forse improponibile, aggiungo io) licenziamento del vile traditore dei principi di lealtà e di trasparenza che dovrebbero regnare, con i tempi che corrono, nel pubblico impiego. La stessa cosa non mi sembra sia venuta dai sindacati di categoria più attenti a mettere, semmai, in evidenza qualche errore di passaggio di Squillante che a schierarsi con lui per punire esemplarmente un piccolo verme che potrebbe infettare tutto il resto dell’ambiente. Dai commenti dei sindacalisti intervenuti sulla vicenda, Margaret Cittadino – Pietro Antonacchio e Matteo Buono, non mi è parso di scorgere una linea dura ed univoca contro questi cattivi esempi, piuttosto la ricerca affannosa di un qualche non meglio identificabile appiglio per attutire la possibile azione disciplinare e ribaltare le evidenti colpe sulla figura del direttore generale. Hanno dimenticato i sindacalisti che appena qualche mese fa il direttore Squillante aveva annunciato una “azione moralizzatrice” della sua ASL partendo dalla testa, cioè dai medici dirigenti e dal famigerato “trattamento ALPI” dispensato a piene mani verso tutti fino a provocare casi in cui un solo medico in un anno riesce a guadagnare 700mila euro senza dover dar conto del suo ruolo professionale e dirigenziale. Il pozzo nero del pubblico impiego si annida proprio in questo cattivo esercizio dell’azione di controllo di chi è chiamato a controllare. Non posso credere, e non ci crederò, mai che l’impiegato infedele si sia macchiato di questo vergognoso atteggiamento per la prima volta; le poche indiscrezioni che fuoriescono dalle strette maglie della Digos evidenziano un’abitudine di quel dipendente a simili atteggiamenti che da tempo erano sotto monitoraggio. La scelta di intervenire proprio nel momento in cui altri lavoratori manifestavano per il mantenimento del proprio posto è stata, forse, studiata a tavolino per dare maggiore clamore all’azione stessa. Ma c’è di più; il dipendente beccato con le mani nella marmellata sarebbe addirittura un funzionario dell’ufficio relazioni con il pubblico (URP) addetto alla comunicazione istituzionale dell’Ente di Via Nizza. Peggio di così !!

2 Commenti

  1. In un paese dove la gente cerca il lavoro come il “pane” è chiaro che certe vicene, se fossero vere si commentano da sole : INDECOROSE.
    Chi ritiene che il posto “pubblico” sia da intendersi ancora come il “posto al sole” va perseguito con tutti i sistemi che la Legge mette a disposizione, senza se e senza ma.
    Chi disprezza ll lavoro che ha, in modo così evidente (se fosse vero), è un insulto a chi cerca di sbarcare il lunario quoitidianamente.
    Diversamente per il D.G. (nulla contro l’uomo e le sue indubbie capacità professionali), ma ha un neo, è stato troppo supino alle scellerate scelte organizzative Regionali…….assecondandole senza battere ciglio.Da semplice esecutore di ordini superiori….insindacabili……indiscutibili.
    Ci sono due tipi di “pulizia”.
    Quella che riguarda i lavoratori “furbi e disonesti” che è sacrosanto che faccia.
    Quella forse meno comprensibile è quella già attuata e giustificata dal fatto che la Regione aveva già stabilito così……..la pulizia dell’ospedale di Scafati e quella di Agropoli (rimodulati…..con l’assegnazine di nuove prerogative) ma di fatto azzerati come ospedali multidisciplinari e P.S.-
    E’ vero che non si può pretendere di avere tutti i servizi sotto casa…….è vero che la coperta è corta e non la si può tirare da ogni parte se no si rompe, ma è anche vero che uno non debba morire per traffico caotico ( Agro-Nocerino) o perchè il primo P.S. disponibile è collocato a una distanza che non da scampo (Agropoli).
    Il P.S. di Nocera Inf. è scoppiato………..i tempi di attesa per un codice giallo vanno da due ore in su Minimo per difetto), le aggressioni dettate dala preoccupazione deiparenti dei pazienti al personale sanitario, che fa i salti mortali senza rete, ormai sono pane quotidiano.
    Ad Agropoli si devono affidare alla Madonna del Granato.
    Non ci resta che piangere. Con tutto il rispetto per il D.G. che fa il suo dovere, ma a volte potrebbe pure alzare la voce……….ad oggi non si è sentita…..forse è afono?

  2. Brava Serena, sono perfettamente d’accordo con te. Naturalmente il lestofante che sguscia via mentre altri lottano per il lavoro va punito severamente.

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