il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Caimangate: Vincenzo è caduto di nuovo … un verdetto record ?

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Vincenzo De Luca è (de)caduto di nuovo, ancora, forse per l’ultima volta ? E’ questa la domanda che in tanti si pongono in giro per la città, quella città che Lui ha amministrato, sottomesso e soggiogato dall’alto della sua grandissima capacità di affabulatore mediatico. Difatti ha avuto la capacità, perché di capacità si tratta, di creare e gestire da oltre vent’anni una sua personale “finestra televisiva” dalle frequenze di Lira/Tv, una finestra che non ha mai interrotto, anche quando non era sindaco ma deputato al parlamento. Ha cambiato la sigla della sua trasmissione a seconda delle necessità del momento sfoggiando quell’ultimo titolo di “sindaco emerito” per quell’unico venerdì della sua prima decadenza. Ora il discorso è diverso; non so se avrà la capacità di uscirne vincitore; potrà senza dubbio continuare a fare la sua trasmissione inventandosi un altro titolo ma gli sarà molto difficile recuperare la poltrona più amata, quella di sindaco. Anche il partito gli è palesemente contro, ma dopo aver sbeffeggiato sia Bersani che Renzi e dopo essersi inimicato anche D’Alema non gli resta che aggrapparsi al suo santo protettore, quel San Matteo dalle due facce. Qualche giorno fa scrivevo, e lo confermo, che la battaglia per abbattere definitivamente De Luca è ancora molto lunga, ma la strada ormai è pesantemente tracciata. La cosa che mi meraviglia è che quelli che gli stanno intorno si meraviglino di questa improvvisa “tempestività giudiziaria” che ha circondato il “kaimano”, tempesta che improvvisa non è e che, purtroppo per lui, si è concentrata in poche settimane dopo anni di rinvii e di incertezze che la magistratura salernitana ha evidenziato in un discorso di pulizia che contro altri (mi riferisco al centro destra) ha funzionato velocemente e quasi alla perfezione. Ora l’accanimento giudiziario sta travolgendo anche Lui. La meraviglia del vicesindaco Enzo Napoli sinceramente mi meraviglia; la magistratura salernitana (e lui lo sa benissimo) ha avuto altre velocità ed altre tempestività (segnatamente va ricordata l’epoca di tangentopoli), ma venire oggi a dire che un processo di decadenza tra primo grado e appello è veloce perché dura soltanto due anni mi sembra una favola che sia Enzo Napoli che l’avvocato Caramanno potevano risparmiarci. Il problema è dovuto al fatto che le varie vicende giudiziarie (molte delle quali hanno portato le manette in casa del centro destra di oggi e nel centro sinistra di venti anni fa) per De Luca si sono trasformate quasi tutte in semplici avvisi di garanzia o di rinvii a giudizio, anche quelle inchieste condotte da Filippo Spiezia prima e da Gabriella Nuzzi poi. C’è stata una sfortuna oggettiva per De Luca, bisogna riconoscerlo, in quanto molte inchieste (a furia di inveterati rinvii) si sono accavallate l’una sull’altra e si sono concentrate in poche settimane. Che questo sia accaduto dopo il “buco nello scudo” prodotto dall’inchiesta condotta da Roberto Penna è soltanto una casualità e sicuramente non un fatto dovuto aduno studio strategico di attacco della magistratura che, in altri casi, ha invece programmato e studiato. Poi Vincenzo De Luca ci ha messo del suo attaccando, senza se e senza ma, contro la magistratura salernitana facendo, nell’ultimo caso, il distinguo tra “giudici che conoscono lo stato di diritto” e quelli che non lo conoscono ed arrivando a definire “squinternato” il pm Penna che lo aveva accusato per la faccenda del termovalorizzatore. Queste cose, l’ho già scritto, si pagano ed anche pesantemente perché (questo nessuno ha il coraggio a Salerno di scriverlo) la magistratura è una casta in perenne guerra intestina, ma se tocchi anche il peggiore di loro reagisce in maniera spesso anche violenta. Mi meraviglio, inoltre, che Enzo Napoli faccia riferimento agli incarichi ricevuti da De Luca dal ministro Lupi dichiarando che “gli avevano dato un po’ di frattaglie mentre avrebbe dovuto avere la responsabilità piena di un dipartimento”; Napoli sa bene  che a nessuno dei viceministri viene mai data la responsabilità piena di un dipartimento e che a De Luca, comunque, erano stati dati incarichi molto precisi ed anche di grande responsabilità. Nella prossima puntata cercherò di illustrare con certezza cosa De Luca ricevette e cosa rifiutò; ho le copie della corrispondenza con Lupi. Ma, ovviamente, Enzo Napoli non è un pivellino qualsiasi; è un uomo stagionato e temprato dalle lunghe battaglie anche di natura giudiziaria ed un professionista serio e coscienzioso fin dai tempi in cui da architetto mise in piedi, sotto il sindacato Giordano, una conferenza di servizi (l’unica della storia !!) per illustrare ai cittadini il futuro sviluppo della città che Egli con elevato spirito di servizio ha sempre amato e servito. E proprio perché non è un pivellino mi chiedo perché immolarsi così tanto  per un uomo che, seppure sindaco a vita, non ha mai restituito a nessuno, in termini di pubblica riconoscenza, ciò che comunque ha ricevuto. Alla prossima.

1 Commento

  1. Restando in tema: una persona che riveste una carica pubblica, deve prima di tutto rispettare le leggi.
    Questo il sindaco decaduto, e successivamente disarcionato nuovamente dalla Corte di Appelo, dove magistrati integgerimi, professionalmente seri e preparati, non hanno fatto altre che applicare la legge.
    Il sidaco decaduto, in dispregio, a seguito della prima sentezza si è anche permesso di fare distinzioni tra magistrati intelligenti e non.
    Mi domando a me stesso, quando il sindaco decaduto ebbe l’incarico di realizzazre il termovalorizatore in località area “Siglia” tutto andava bene, tanto che una volta realizzato, doveva essere utilizzato anche per le visite scolastiche alle giovani generazioni.
    Ci siamo dimenticati, oppure mettiano la testa sotto la cenere!.
    Dopo la revoca dell’icarico a realizzare il termovalorizzatore al sindaco decaduto, lui stesso ebbe a dichiarare da TeleDelucaTV ,che l’amministrazione comunale da lui presieduta, deliberava e deliberò il combio di destinazione d’uso dei luoghi. Il tutto dopo aver preso ed elargito ingenti somme di denaro pubblico. Tanto non pagava il sindaco decaduto, ma bensì i cittadini onesti e laboriosi.
    Per quanto riguarda l’ultima sentenza sulla seconda decadenza, il sindaco decaduto era a conoscenza che una volta accettato l’incarico nel governo LETTA si doveva dimettere dalla carica di Sindaco, senza se e senza ma.
    Questo il sindaco decaduto, propagandando da TeleDelucaTV e sbandierando vantando il doppio incarico, non ha fatto altro di sbeffeggiare la citta di SALERNO e l’Italia intera, i quali hanno riso a ben ragione a denti stretti.
    Ben ti sta.
    Non pensare che tu sei il migliore. Una volta che tu non ci sei più, Salerno ed i salernitani non diventeranno di ghiaccio. Ma la vita continua.
    Un vecchio detto molto popolare dice: Mort nu’ pap, se ne fa un altro.
    Antony

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