il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Caimangate: il “Re” nudo e solo … tra ominicchi e quaquaraquà !!

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Sul mio approfondimento tito9lato “Caimangate/113: De Luca l’azionista” dell’ 8 febbraio scorso  è arrivato il commento di “Mirella” che mi ha particolarmente colpito e mi dà lo spunto per questo nuovo approfondimento. Mirella scrive delle cose importanti che vale la pena riportare anche se a stralcio: “”Quando il ventennio fascista calò il sipario, in un modo così indegno, piazzale Loreto, se si girava per l’Italia che fino al giorno prima era stata tutta in camicia nera, non si trovava un fascista neanche se lo cercavi con il lanternino. Tutti avevano capito……..tutti avevano preso le distanze……….tutti avrebbero voluto parlare ma non potevano (neanche per le leggi razziali vergogna delle vergogne, per Fossoli, per la Risiera di San Saba)””. E Mirella, riportando il discorso ai giorni nostri, continua: “”Oggi, dopo i tracolli politici-giudiziari del Caimano, se si gira per Salerno, nessuno lo conosce,tutti sapevano ma sopportavano, tutti avrebbero voluto parlare,criticare ma preferivano evitare………dormire alla soave luce delle luci di artista. Quanta pochezza umana. Ma come l’avete osannato e servito per trent’anni e oggi non aspettate neanche che il gallo canti tre volte (i tre gradi di Giudizio) e già lo sconfessate? Questi Salernitani non sembrano figli dei Normanni ma figli di pinocchio””. Tralascio quello che Mirella scrive direttamente su di me (la ringrazio comunque per le sue parole !!) e passo alla chiusura del suo commento: “”Gli uomini resteranno uomini ( tra questi sicuramente si annovera il Direttore), gli altri , non si illudano per il dare addosso ad un uomo morto (politicamente) dell’ultima ora. Ominicchi e quaquaraquà erano, ominicchi e quaquaraquà resteranno””. Condivido in tutto e per tutto quanto Mirella ha scritto a commento del mio articolo. La situazione salernitana, e non solo, è proprio quella descritta; sta di fatto che già alla cena di martedì sera (10 febbraio 2015), organizzata da Vincenzo De Luca  per la sua maggioranza nel solito locale del centro storico, erano assenti alcuni consiglieri che avrebbero (si dice !!) preferito la prima serata del festival di Sanremo alle solite e apodittiche prolusioni del “kaimano”. Già una strategica e vile presa di distanza, chissà !!, lo sapremo nelle prossime settimane. Io ho sempre fatto opposizione giornalistico-politica verso il sindaco De Luca, fin dal 1993, e non mi smentisco se la continuo ancora oggi, anche se lentamente mi sto spostando su posizioni più tranquille nell’attesa di schierarmi decisamente in difesa del “kaimano” quando sarà preso dai fuochi accusatori di una Procura che, dopo aver sonnecchiato per oltre vent’anni, ora sembra essersi svegliata di colpo e di soprassalto. Questo cambiamento fa parte del mio stile di vita e di giornalismo; decisamente non amo il potere e spontaneamente corro in aiuto (si fa per dire !!) di tutti coloro i quali appaiono soccombenti e deboli. Per il momento Vincenzo De Luca è ancora in sella e gli auguro di rimanerci ancora a lungo ma deve sapere che in questa “città di ominicchi e quaquaraquà” presto rimarrà solo e soltanto allora (come gli ho tempo fa detto direttamente) cercherò di prendere le sue difese se l’attacco giudiziario mi apparirà come “accanimento” contro la sua persona, così come in passato mi sono apparsi gli attacchi contro Carmelo Conte e Paolo Del Mese ed oggi mi appaiono gli attacchi contro Alberico Gambino e Massimo D’Onofrio. Ma non si preoccupi De Luca, a me non  dovrà dare niente per due motivi: primo perché quando lo difenderò non potrà più dare niente e nessuno e secondo perché mi guarderò bene dal chiedergli le cose che in tantissimi gli hanno chiesto piegando la testa per la vergogna in tutti questi anni di suo incontrollabile potere. E’ vero che per alcuni ci sta pensando la Corte dei Conti a far restituire pari pari le prebende ottenute (per grazia ricevuta !!) in questi anni, ma è anche vero che moltissimi la faranno franca e saranno proprio questi ultimi a tradirlo ed a lasciarlo per primi. Questo lo dice la storia, in senso lato e in senso stretto; De Luca è capace di cambiare anche le leggi (come quella sulla sua possibile ricandidatura a sindaco !!) ma di certo non potrà cambiare la storia perché non è ancora nelle sue facoltà. Gli volteranno le spalle tutti e Lui a questo non è preparato, non ha avuto il tempo di pensarci, aveva tante altre cose più importanti da fare che perdersi in squallidi e inutili chiacchierifici. Non avrà più a sua disposizione il famoso “percorso dei fori imperiali” che parte da Largo Sinno e giunge dinanzi al Comune; un percorso che ogni mattina vede schierati almeno una ventina di vigili urbani intenti ed attenti a controllare il passaggio del “capo”. Tutto questo come d’incanto finirà e sarà un momento molto brutto. Certamente dovremo tutti rinunciare a qualche apparente ottima organizzazione, forse i dipendenti comunali si rilasseranno, probabilmente non avremo più le “luci d’artista”, sicuramente i suoi successori non sapranno fare ciò che di buono ha indubbiamente fatto Lui, ma la democrazia saprà difendersi e saprà riprendersi e rinnovarsi. Perché una cosa Vincenzo De Luca non ha capito o non ha voluto capire: la democrazia impone il cambiamento, un cambiamento che dopo oltre vent’anni Lui dovrebbe accettare e favorire. Ilucaniquesto lo capiscono e lo sanno accettare molto bene, è nel loro DNA; probabilmente De Luca ha tradito le sue origini, purtroppo.

 

2 Commenti

  1. Non sono un salernitano “cittadino”, sono solo un salernitano “provinciale”. Credo di non essere per nulla un omminicchio né un quacquaracquà.
    Odio il fascismo, non mi piace la dittatura, amo la democrazia e rispetto le decisioni prese dal “demos”. Di conseguenza, accetto e rispetto quei cittadini che sono correttamente votati dagli elettori. Comunque essi amministrino; purché, è ovvio, non commettano azioni da codice penale, aggiungerei pure un “abbastanza gravi”, per quanto mi riguarda.
    Non ho mai avuto a che fare con Vincenzo De Luca, non l’ho mai incontrato; conosco il lavoro che fa, che deve fare. Anche se non in un comune così grande, anch’io ho ricoperto, per un periodo più o meno uguale, la medesima carica. So, perciò, che bolle nell’animo e nella mente di chi incontra mille difficoltà e un milione di burocrati cretini, che intralciano il suo progetto. Quel progetto per la cui realizzazione il popolo l’ha votato.
    Non sono un iscritto al PD e non sono nemmeno un fan di partiti troppo sinistrorsi. Se, però, stessi a Salerno, voterei senza alcun rimorso, né tentennamento, De Luca Sindaco.
    Mi auguro che sia candidato alla presidenza della Regione, e che vinca le elezioni; cambierebbe il volto della Campania, come ha cambiato quello di Salerno.

    • Il massimo rispetto per le opinioni e sentirsi De Luchiano non è un peccato originale.
      Credo che le espressioni colorite “omminicchio e quacquaracquà” fossero mandate solo all’indirizzo di chi
      come i “topi”, appena la barca da segni di cedimento ,sono i primi ad abbandonarla.
      La Regione Campania non è Salerno e veramente non so se i “metodi” De Luchiani potrebbero cambiarla.
      La lascio al suo ottimismo e mi creda a volte si muovono solo delle critiche nei riguardi “del modo di intedere la democrazia”……….non crediamo nella filosofia “dell’uomo solo al comando”…….nulla di pregiudiziale contro De Luca.

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