il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Agroalimentare: una risorsa importante per il nostro paese


Filippo Ispirato
L’Italia, soprattutto in un periodo di forte crisi come quello che stiamo vivendo, ha un suo punto di forza inimitabile: il patrimonio agroalimentare, unico al mondo per qualità e varietà di prodotti offerti, che insieme al design, all’artigianato, al comparto moda e design, e all’arte e turismo costituisce il cosiddetto Made In Italy.
 

Il business dell’industria alimentare rimane strategico per il nostro Paese: l’anno scorso il fatturato è arrivato a 132 miliardi, di cui 27 all’export. Il peso delle esportazioni è aumentato di quasi il 50% negli ultimi, passando dal 14% del 2004 al 20,5% del 2014, segno evidente che soprattutto i nuovi ricchi, ovvero l’upper class cinese, indiana o indonesiana apprezza il made in Italy ed è disposta a spendere per gustare i nostri prodotti.
 

Un settore che resiste ai contraccolpi della crisi, basti pensare che tra il 2007 e il 2014 il settore agroalimentare ha perso soltanto 3 punti percentuali di produzione, contro i 24 punti del manifatturiero nel suo complesso. Analizzando la contrazione dei tre punti percentuali si può aggiungere che, se da una parte la domanda interna è diminuita a causa della perdita di potere di acquisto degli italiani e degli europei in generale, è aumentato sensibilmente l’export di ben 48 punti percentuali, contro i 9 punti dell’export totale.
 

E’ un patrimonio dunque quello del “cibo” italiano che, con l’Expo Milano alle porte, deve essere ulteriormente valorizzato.
 

La nostra regione in particolare ha delle tipicità che creano occupazione e contribuiscono a creare il brand Campania nel mondo: tra gli altri ricordiamo, per la provincia di Salerno, prodotti di alta qualità quali la Mozzarella e la carne di Bufala di Battipaglia e della Piana del Sele, il Pomodoro San Marzano Dop, il Carciofo Bianco di Paestum, i Fichi del Cilento, la Nocciola Tonda di Giffoni, il Fagiolo di Controne e l’Olio Colline Salernitane.
 

Le prospettive 2015 dell’export di settore sono migliori dei consuntivi 2014. E’ stimato un livello di crescita 2015 del +5,5%, quasi doppio di quello 2014, analogo a quelli segnati nel biennio 2012-13. Merito della migliore intonazione di molti mercati emergenti, dell’ottima dinamica della congiuntura Usa e della spinta di Expo 2015 che si terrà a Milano.
 

E’ un’ottima occasione, quindi, per l’Italia crescere in maniera sana, utilizzando il territorio, senza inquinarlo, e valorizzando il nostro patrimonio agroalimentare unico ed inimitabile; non solo ma sarà anche il punto di forza della nostra economia, che in futuro potrà sempre più trovare come mercato di sblocco i paesi emergenti e le nuove classi agiate asiatiche e latinoamericane, che contribuiranno a creare occupazione e ricchezza legata all’economia reale per il nostro paese.

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