il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Refezione scolastica, lettera aperta al sindaco

Pagani lì 12/10/2016

Al Sindaco del Comune di Pagani

Sig. Salvatore BOTTONE

SEDE

 

E.p.C              - Alla Dirigente Servizi Sociali del Comune di Pagani

D.ssa Maria Devito

SEDE

Refezione scolastica, lettera aperta al sindaco

Erg. SINDACO,

preliminarmente, occorre precisare che l’unico nostro obbiettivo è quello di collaborare con codesta Amministrazione, al fine di rendere più equo e trasparente tutto il sistema della refezione scolastica per il bene dei piccoli allievi. Più volte Le ho esposto le proprie perplessità circa l’organizzazione della refezione scolastica, in particolar modo sollevando dubbi:

  1. L’eccessività del costo del singolo pasto:
  2. La ripartizione degli stessi costi in fasce di reddito;
  3. La non previsione di agevolazioni in caso di famiglie con più figli;
  4. L’attuazione della Commissione Mensa;

 

Con riferimento al punto 1, chiediamo di conoscere l’analisi specifica dei costi del pasto, atteso che in molti Comuni, limitrofi e non, i costi per la refezione scolastica sono di gran lunga inferiori.

Con riferimento ai punti 2 e 3, poi, i genitori evidenziano che non v’è dubbio che la refezione scolastica sia qualificabile come servizio pubblico. Essa infatti è assunta dall’Amministrazione con la finalità di favorire ed agevolare la frequenza delle scuole dell’infanzia ed elementari presenti nel proprio territorio. Ricorre quindi sia l’elemento soggettivo, ossia la riferibilità dell’attività di refezione scolastica ad un Ente Pubblico, sia l’elemento oggettivo e cioè la finalizzazione dell’attività medesima a scopi di generale interesse, consistenti nell’agevolazione della frequenza scolastica.

 Ritengo che sia illegittimo modulare le tariffe di tale servizio in relazione agli scaglioni di reddito così come risultanti dall’ISEE.

 Quest’ultimo, infatti, è uno strumento atto ad individuare la situazione economica di un soggetto con riferimento non solo al proprio patrimonio, ma anche a quello dell’intero nucleo familiare ed è disciplinato dal d.lgs. 109/1998. Questa normativa individua il proprio ambito di applicazione all’art. 1, comma 1, in riferimento a “coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche……… le disposizioni del presente decreto si applicano alle prestazioni o servizi sociali assistenziali” con esclusione delle prestazioni pensionistiche.

Il comma 2, poi, afferma che “ gli enti erogatori………… individuano…… le condizioni economiche richieste per l’accesso alle prestazioni agevolate, con possibilità di prevedere criteri differenziati in base alle condizioni economiche e alla composizione della famiglia……”. Ne risulta che la differenziazione nell’accesso ai servizi in base alle condizioni economiche risultanti dall’ISEE é legittimo in tanto in quanto sia prevista per l’accesso a prestazioni o servizi sociali assistenziali.

Ai sensi dell’art. 128, comma 2, d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, per “servizi sociali” devono intendersi le attività poste in essere da soggetti pubblici al fine di rimuovere e superare situazioni specifiche di bisogno o di difficoltà delle persone, con esclusione di quelle garantite dal sistema previdenziale e sanitario e di quelli assicurate dall’amministrazione e dalla giustizia. La refezione scolastica non rientra nell’ambito dei servizi sociali. Essa infatti non è finalizzata al superamento di specifiche situazioni di bisogno o di difficoltà delle persone, ma è rivolta alla generalità dei minori frequentanti le scuole dell’infanzia ed elementari nel territorio comunale. Risulterebbe, quindi, violato l’art. 1 del d.lgs. 109/1998, il quale limita l’utilizzo dei criteri unificati di valutazione della situazione economica ai richiedenti prestazioni o servizi sociali assistenziali che non siano destinati alla generalità dei soggetti.

Codesta Amministrazione, pertanto, per salvaguardare le fasce di utenza più deboli del servizio in discussione, avrebbe dovuto individuare modalità di tariffazione specifica a loro favore e derogatorie ai criteri generali.

Le CHIEDIAMO inoltre di conoscere il motivo che a tutt’oggi non viene ancora effettuato il servizio refezione, nonostante sia stata fatta regolare gara d’appalto, procurando disagio agli allievi e alle loro famiglie.

Confidando in una celere risposta, porgo cordiali saluti.

IL PRESIDENTE

Giuseppe BARONE

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