il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Aborto e Confessione: SI o NO?

 

Da Michele Cavallo (scrittore)

ROMA – Il Papa aveva permesso durante l’anno santo sia alla donna, sia a chi ne aveva condiviso la decisione, sia al personale medico e paramedico che pratica l’intervento dell’aborto, di potersi confessare e chiedere perdono.

Con la chiusura della porta Santa, ha fatto sapere che questa decisione resterà definitiva per sempre. La sua motivazione è stata questa:

«Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote pertanto si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione».

Ovviamente da burbero laico quale sono non conosco né la parola peccato né tantomeno ritengo che l’aborto sia una grave colpa. Una sola cosa mi importa fondamentalmente di questa dichiarazione, fatta da una persona quanto più lontana da me possa essere: l’ammissione, sommessa, bisbigliata, mormorata, sussurrata ma pur sempre fortemente denunciata, che se concediamo,  anche ad un’unica persona, il sacrosanto diritto di scegliere per un verso, abbiamo il laico dovere di dare l’opportunità, anche ad un’unica persona, di scegliere per il verso contrario.

Detta così sembrerebbe una ingenua constatazione ma se scendiamo brevemente nello specifico, vi accorgerete che poi così scontata non lo è affatto.

Ci sono temi che secondo me vengono considerati erroneamente “etici” e che io invece riconosco solo come argomenti appannaggio esclusivamente del nostro tanto bistrattato “libero arbitrio” (ma non era Dio che ce l’aveva “donato” affinché potessimo decidere del nostro cammino e compiere i nostri errori?).

Partendo da questa considerazione, mi viene automatico pensare  che ognuno dovrebbe sceglie per proprio conto, ma subito dopo, che ad ognuno bisogna dare la possibilità ed i mezzi per poterlo fare. Questioni come l’eutanasia, il suicidio assistito, il testamento biologico, fecondazione eterologa, la criogenia, il matrimonio gay e l’adozione di essi di un bambino, la legalizzazione delle droghe leggere e tante, troppe altre questioni irrisolte.

Tabù per la chiesa e per il mondo cattolico, che restano invece inaccessibili a chi vorrebbe avere il diritto di dire SI, mentre, e qui sta la contraddizione direi oggettiva, che addirittura anche il Papa ha sottolineato (“Dio mio”, ma come si fa a non capirlo?), si riconosce ad una sola parte di “privilegiati” la possibilità di scegliere di dire NO. Un referendum impossibile!

Questa a casa mia si chiama “Discriminazione”.

Molti contestano che questi “temi etici”, qualora fossero consentiti, accessibili a tutti, normati, condizionerebbero non solo il singolo, ma la collettività intera.

Bene. Anzi male. Perché la cronaca ci insegna tutti i giorni che non c’è bisogno di abortire, interrompere l’alimentazione, amare una persona dello stesso  sesso o permettere ad essi di adottare un bambino, etc.. per vedere tutti i giorni neonati nei cassonetti, bambini per strada a fumare colla che avevano un padre ed una madre, vederne ammazzati a migliaia ad Aleppo e senza bisogno di dover togliere il sondino gastrico perché tanto loro non sapevano neanche cosa significasse “alimentarsi”.

Come è mio solito fare , vi faccio rispondere da chi prima di me ha interpretato con maestria questi temi:

“Onora il padre, onora la madre  e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore […]

Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l’ami così sarai uomo di fede: Poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore: ma non ho creato dolore […]

Il settimo dice non ammazzare se del cielo vuoi essere degno. Guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno: guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno […]

Oggi Lo Stato di Diritto non esiste. Uno Stato non è democratico, se la conoscenza e l’accesso o la negazione ad alcune pratiche è di uno, di pochi o magari di molti, ma non di tutti.

Il concetto di “etica” in fondo per molti è “avere la coscienza pulita, mai usata”, come diceva Lec.

2 Commenti

  1. Io non ho bisogno di nessun perdono, da parte poi di un dio (nessun dio) cui io non credo per avere una mia morale, in base alla quale rivendico il diritto all’autodeterminazione per tutto quello che riguarda il mio corpo e le scelte importanti a lui connesse come l’aborto, l’eutanasia, il suicidio assistito …

  2. Mi trovi d’accordo, direi completamente.

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