il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Baldi connection/27: chi è l’accusatore, tribuno, autista trombato, giuda, verme o un servo sciocco ?

Aldo Bianchini

SALERNO – Dopo la cancellazione, da parte del gup Elisabetta Boccassini, di quasi tutti i capi d’imputazione a carico di quella che era stata definita “B&B, la banda bassotti” (perché costruita, secondo la Procura, dai due noti professionisti di Cava de’ Tirreni, Giovanni e Germano Baldi) sono arrivati sul web, ma anche direttamente su questo giornale, i commenti più forti e decisamente intrisi di una certa rivendicazione contro tutto e tutti. Soprattutto contro quel soggetto che è passato alla storia dell’inchiesta giudiziaria con il nomignolo di “gola profonda”; contro di lui si è scatenata una vera e propria battaglia con frasi di tutti i generi: “”partita dalle delazioni interessate, molto interessate, di un “autista “che doveva vendicarsi del suo povero pigmalione – Un distillato rancoroso di puttanate gratuite sotto dettatura … nu quaraquà da trenta denari … come Giuda Iscariota che diversamente da questo personaggiucolo, assurto agli onori della gloria per aver fatto togliere, con le sue gratuite porcherie, uno sfizio al P.M. nei riguardi del mite G.Baldi -  Ma almeno Giuda era convito di essere stato tradito politicamente da chi mandò da innocente alla morte di croce … questo verme non sa ancora quello che ha fatto … anzi è convinto di aver fatto bene … un inguaribile coglione – L’autista … oggi non scrive su face book ? … non rivendica la sua onestà “pulita” ? … si, certamente … come la pece? Un lurido … lercio … ribadisco “verme” ( e anche con questo paragone chiedo scusa ai vermi, quelli veri, che non sono capaci di azioni simili a quelle fatte “scientemente” dal lurido) … dovrebbe vergognarsi … scomparire … chiedere pubblicamente scusa delle sue nefandezze … ma sarebbe troppo chieder questo a una persona senza dignità … senza pincipi … ne arte ne parte … uno zio del padre di Amleto … un “Gianni il bello … locale” … peccato che sia un misero e miserabile “… il brutto e cattivo”. Le frasi, alcune anche ingiuriose che per opportunità non riportiamo, sarebbero tantissime, ci siamo limitati a quelle più “pulite” anche se, io personalmente, sono rimasto colpito da una considerazione scrittami direttamente da uno dei rinviati a giudizio: “”… Lei mi può capire, nove agenti con pettorina DIA alle 5 del mattino in casa, calibro nove spianate, gli occhi di mia moglie, il pianto dei miei figli, il rito delle foto e delle impronte, le porcate scritte dai giornali e tutto per quel giuda-autista che presto guarderò diritto negli occhi in tribunale e quei due infami mentitori “omissis”, so io cosa ho passato. Ma come può esistere un personaggio tipo …., non si chiude nel segreto di un cesso e tira la catena … e così M…, mia moglie, F… e AM, i miei figli, grazie di esistere …””. Una considerazione intensa anche dal punto di vista psicologico ed emozionale, un uomo che è un eccellente professionista si vede aggredito una tragica mattina da nove agenti pronti sicuramente a bloccarlo fisicamente e non solo alle sue ipotetiche responsabilità. Questo mi fa riflettere, ed anche molto, su come si fa a credere in un disegno criminoso costruito a tavolino, durante alcune cene, e soprattutto su come si fa a riportarlo pari pari ad un maresciallo dei Carabinieri che, per atto dovuto, lo trasferisce prima ai suoi superiori e poi ai competenti organi della Procura della Repubblica. Ecco perché è difficile rispondere alla domanda contenuta nel titolo di questo articolo: “Chi è l’accusatore ?”, un tribuno del popolo, un Giuda Iscariota, un megalomane, un verme o un servo sciocco. Davvero difficile rispondere, tenuto conto che l’accusatore ha un nome e cognome; la risposta più semplice sarebbe quella di indicare nella figura della gola profonda un personaggio probabilmente un po’ megalomane ma sicuramente un ingenuo caduto nella mani di gente molto più esperte e spregiudicate rispetto al suo modo di essere. Nel corso di questa inchiesta giornalistica ho parlato, tempo fa, di una congiura ordita da due personaggi politici cavesi che, probabilmente, avevano trascinato a cena (più volte) il malcapitato accusatore per fargòli una specie di lavaggio di cervello facendogli credere nell’esistenza di un “sistema di potere perverso e malavitoso” che opprimeva tutta la Città di Cava, e non solo, attraverso la pratica di una istigazione al voto di scambio politico-mafioso. E lo avevano anche indotto a prendere la decisione di andare dai Carabinieri che già lo aspettavano per vomitare tutto sul tavolo del maresciallo; a quel punto il gioco era fatto. Ma chi sono o chi potrebbero essere questi due personaggi cavesi ? Per il momento è meglio tacere e tenerli ancora nell’anonimato, con l’inizio del processo fissato per il 31 marzo 2017 sarà più facile svelare le loro generalità anche alla luce della chiarezza definitiva che il processo dovrebbe portare con se.

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