il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO COME PORRE RIMEDIO ALLE MACCHIE DELLA PELLE?

 

Dr. Alberto Di Muria

PADULA – Le iperpigmentazioni raggruppano diverse manifestazioni cutanee che possono essere conseguenti a difetti genetici, nel caso di efelidi, nevi, o causate da vari fattori che intervengono dopo la nascita, come per le macchie senili. Le cause che ne favoriscono l’insorgenza sono molteplici: eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, assunzione di farmaci ad attività ormonale, allergie. Le iperpigmentazioni appaiono come delle aree della pelle caratterizzate da un accumulo eccessivo di pigmenti. Le iperpigmentazioni possono essere diffuse su tutta la superficie corporea, oppure possono interessare aree più o meno piccole.

I prodotti dedicati al trattamento delle ipercromie agiscono attraverso diversi meccanismi, anche se le strategie depigmentanti possono essere raggruppate in tre tipologie principali: riduzione dell’imbrunimento della cute; inibizione della biosintesi della melanina; aumento del turnover epidermico. I moderni trattamenti depigmentanti tendono ad associare le diverse strategie depigmentanti.

Tra le sostanze che limitano l’imbrunimento della cute ricordiamo principalmente i filtri solari, che agiscono assorbendo buona parte delle radiazioni ultraviolette. Per quanto riguarda l’inibizione della biosintesi della melanina, gli ingredienti più utilizzati  agiscono diminuendo l’attività dell’enzima tirosinasi, responsabile della trasformazione della tirosina negli intermedi della melanina.

L’arbutina è un glucoside presente nelle foglie dell’uva ursina, in grado di inibire la tirosinasi competendo con il substrato nel sito attivo. L’acido ascorbico (vitamina C) e i suoi derivati manifestano un modesto effetto schiarente, in quanto, oltre ad agire da antiossidanti, inibiscono la melanogenesi. Un altro agente in grado di inibire l’azione della tirosinasi è l’acido azelaico, una sostanza prodotta in natura da un lievito normalmente diffuso sulla pelle. L’acido kojico agisce disattivando la tirosinasi attraverso chelazione dello ione rame presente nell’enzima.

I prodotti esfolianti aumentano il turnover cutaneo, schiarendo la cute ed aumentandone la luminosità.

Gli alfa-idrossiacidi (AHA) in natura sono presenti nella canna da zucchero (acido glicolico), negli agrumi (acido citrico), nelle mele (acido malico), ma anche nel latte (acido lattico). A basse concentrazioni gli alfa-idrossiacidi presentano proprietà idratanti, mentre a concentrazioni maggiori agiscono da esfolianti.

I poliidrossiacidi (gluconolattone) manifestano effetti cutanei simili agli alfa-idrossiacidi, ma risultano più delicati.

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