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Certosa di Padula: “accoglienza” resta solo una parola aggiunta nell’accordo di valorizzazione tra Comune e Polo … e l’Alfinito ?

Aldo Bianchini e Ennio Sica
PADULA – Vi ricorderete di certo della parola “accoglienza” palesemente aggiunta durante la sottoscrizione dell’accordo di valorizzazione tra il comune di Padula ed il Polo Museale della Campania, accordo che dopo tre mesi da quella che doveva essere la data ufficiale, il 1 luglio 2017, non è decollato e forse non decollerà mai – come sussurrato da una signora presente nei corridoi certosini lo stesso giorno della firma con l’espressione “amma fatt u buch inda l’acqua”. Ma oltre alla parola aggiunta passiamo ai fatti con l’accoglienza vera, quella fatta oggi ai visitatori. Una volta arrivati nella corte esterna la prima accoglienza viene affidata a quattro cani randagi, forse per dimostrare l’affettuosità degli amici a quattro zampe che a pancia piena lasciano anche dei souvenir sulla pavimentazione a coronamento del luogo. Ricordando che la miglior voce da ascoltare è quella dei visitatori non locali che si accingono a scoprire la Certosa di San Lorenzo, scopriamo che il passaggio successivo è attraverso il “furbetto in nero che si spaccia per cicerone informato” come scritto da un visitatore pubblicamente sul famoso portale di recensioni on line TripAdvisor. Invece sulla pagina FB della Certosa di Padula nelle recensioni troviamo quella del 28 agosto del visitatore Italo Biancamano che commenta così : “Bellissimo posto, molto incantevole, peccato per l’ufficio informazione, si potrebbe definire : ufficio disinformazione”. Su TripAdvisor tanti i commenti negativi sull’incuria interna…un’altra utente si chiede “Ma il buon senso dov’è finito?” riferendosi alla presenza delle transenne stradali che impediscono l’accesso al chiostro grande. Un altro utente lamenta le chiusure degli ambienti, che cambiano a seconda se si visita di mattina o di pomeriggio, “bagni chiusi, cimitero e biblioteca non visitabili, chiostro non fruibile”. Per chiudere lasciamo il commento più emblematico – “Prato secco e abbandonato, non ci tornerei”. Al fine di evitare tutti questi commenti negativi, il nostro quesito è rivolto al Sindaco Paolo Imparato che dovrebbe anche sollecitare con maggiore forza e insistenza la direttrice Alfinito, ma prima di tutti alla stessa direttrice Emilia Alfinito che sembra disinteressarsi, ogni giorno di più, del destino della Certosa pur avendo a sua disposizione una trentina di risorse umane da poter disciplinare e meglio organizzare affinchè non accadano fatti come quello di sabato mattina (ieri, ndr !!) quando per mancanza di qualcuno sembrava che la Certosa non dovesse proprio aprire.
E’ vero che forse a luglio 2018 la Alfinito dovrà andare in pensione ma sarebbe anche giusto ascoltare, valutare e decidere per non leggere i soliti commenti: “perché non si ascoltano le esigenze e le valutazioni dei visitatori al fine di creare un’accoglienza che non disattenda le loro aspettative usando professionisti del settore?”. Se tutto questo non accade e tenuto conto che non si può aspettare un altro anno per riorganizzare lo storico monumento perché non destinare ad altro incarico la Alfinito ed inviare al suo posto un funzionario più giovane ed anche più motivato. Se Vincenzo De Luca per un parcheggiatore abusivo chiede la testa di Prefetto e Questore (ed a mio modo di vedere fa benissimo !!) perché il sindaco di un paese in cui il principale attrattore è trascurato non può fare altrettanto? Domanda che probabilmente non riceverà mai una risposta. Alla prossima!

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