Consorzio di Bonifica: il golpe politico e l’assunzione sospetta !!

Aldo Bianchini

 

VALLO di DIANO – Nella precedente puntata di questa inchiesta giornalistica ho cercato di riassumere le ultime vicende che hanno ridisegnato la mappa di potere ai vertici di uno degli Enti territoriali più importanti. Eravamo rimasti alle elezioni del dicembre 2016 che avevano dato una maggioranza assoluta, quasi bulgara, al Partito Democratico; una maggioranza che si è presto sfaldata sotto i colpi lucidamente micidiali del massimo esponente, in terra valdianese, di quell’ UdC che con una svolta a 360° aveva anche condizionato l’esito delle elezioni regionali del 2015 in favore di Vincenzo De Luca. Tutto lasciava pensare ad un’agevole risoluzione verso la composizione di una giunta valida e solida che potesse dare al Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano un’esistenza pacifica e prolifica.

            Di fronte ad un PD locale assolutamente immobile ed incapace di contenere le meschine fughe in avanti di personaggi (che delle sigle partitiche non conoscono neppure gli elementi più ovvi di appartenenza) le irruzioni e le tracimazioni “da e per” sono all’ordine del giorno; la copertura del partito richiesta da moltissimi sindaci del Vallo serve soltanto a dare sfogo alle ambizioni personali ed a cercare di abbattere le aspirazioni degli altri. Questo l’antico problema che attanaglia la politica valdianese.

            Per non farla lunga va detto che in un anno sono state partorite due giunte; la prima a presidenza Fornino, la seconda a presidenza sempre di Fornino; entrambe provvisorie in attesa di nuovi stravolgimenti e con una differenza sostanziale tra la prima e la seconda. Difatti la prima giunta sembrava più partecipativa mentre la seconda, rasentando un vero e proprio golpe, è stata costruita più a dimensione personale piuttosto che di maggioranza; anche se si è trattato di un “golpe dolce” perché nel giro di un anno molti consiglieri eletti hanno spostato le loro attenzioni verso l’ UdC ( scherzosamente rinominata Unione di Corrado) portando fino ad 8 (otto) i consiglieri che si ispirano alla nuova, e per certi versi sorprendente, strategia politica di Corrado Matera che potrebbe lasciare spazio a nuove sorprese ed a nuovi stravolgimenti, tanto da  far ipotizzare una radicale svolta politica dell’ UdC di Cobellis e Matera (ma di questo ne parlerò nella prossima puntata) anche in sede regionale.

            Adesso, come già anticipato, voglio mettere l’accento su un problema apparentemente di piccola importanza che potrebbe, però, rivelarsi molto pericoloso per tutti.

         Le acque sono già agitate al Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, non solo per gli eventi atmosferici che hanno colpito nelle ultime settimane il Vallo, ma anche per la polemica insorta in seguito all’assunzione di una nuova dipendente, con contratto triennale, deliberata dalla vecchia giunta guidata dal Presidente p.t. Giuseppe Fornino, che ha creato diffusi dissensi e malcontenti.

            Il fatto è stato censurato anche dall’ex Presidente dell’Ente Alliegro che, con una lettera aperta, ha esposto il suo disappunto. Invero, prima ancora dell’intervento dell’ex Presidente, il neo Consigliere Avv. Paolo Carrano, primo eletto nel dicembre 2016, al Consiglio del Consorzio tenutosi il 23.11.2017 -consiglio nel corso del quale veniva votata la elezione della nuova Deputazione- esprimeva la sua disapprovazione nei confronti dell’atto deliberativo di assunzione, sottolineando che il Consorzio non fosse nelle condizioni economiche idonee per sostenere spese destinate solo alla funzione amministrativa e non anche in servizi per i consorziati.

            Il Consigliere Carrano, pertanto, al fine di ottenere chiarimenti sulla scelta operata dal Presidente Fornino e dalla sua ex deputazione, trasfusa nella delibera n. 100 del 07.11.2017, faceva istanza al Presidente Fornino, alla nuova Deputazione ed ai Dirigenti amministrativi di chiarire se la delibera adottata dalla vecchia Deputazione, relativa all’assunzione della nuova dipendente a tempo determinato fosse stata operata secondo i criteri di legge, se essa assunzione poteva essere ritenuta una priorità dell’Ente alla luce della situazione economico-finanziaria del Consorzio e se vi fosse la relativa copertura finanziaria.

            Stante i fatti innanzi descritti viene spontaneo chiedersi: il Presidente Fornino offrirà mai le sue giustificazioni per l’assunzione deliberata? Esiste copertura finanziaria per il triennio di assunzione? E se l’Ente non avrà disponibilità finanziaria, per reperirla, ricorrerà all’aumento delle tariffe dei consorziati? Considerato lo spauracchio del mutamento climatico, perchè l’Ente non ha pensato di aumentare i servizi a tutela del territorio anziché assumere personale amministrativo? la nuova Deputazione amministrativa prenderà posizione sulla nuova assunzione e le sue relative spese? La nuova Deputazione si porrà i nostri quesiti?

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