il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

As-salamu ‘alaykum: la pace sia con te

 

 

 

 

 

 

 

Maddalena Mascolo

SIANO – “Ogni volta, prima di partire per uno dei miei viaggi nelle zone di guerra, mi chiudo nel mio studio e scrivo una lettera per mio figlio. Gli dichiaro il mio amore e gli dò tutte le istruzioni e le indicazioni pratiche nel caso non dovessi ritornare”; è visibilmente commosso Lorenzo Peluso, giornalista professionista e “giornalista embedded” (ovvero specializzato nel seguire i militari nelle loro missioni nei teatri operativi e nelle esercitazioni, anche all’estero) quando pronuncia queste parole per entrare non solo nell’immaginario ma soprattutto nel cuore dei numerosissimi studenti di scuola media che seguono, affascinati, il racconto del suo libro scritto per la pace.

            Non nascondo di essermi emozionata anche io alle parole del collega ed intimamente mi sono sentita rinvigorita come giornalista ma anche come donna e mamma; anche in provincia di Salerno abbiamo un giornalista che ha dedicato molto tempo della sua vita per tenere alta l’attenzione del Paese nei confronti degli uomini e delle donne che per scelta volontaria si sacrificano sui fronti di guerra lasciando sul terreno, a volte, la loro vita.

            Non avevo ancora mai assistito alla meticolosa attenzione con cui moltissimi studenti si sono dedicati allo studio del libro che sostanzialmente è un “diario di guerra” abbellito da decine di fotografie scattate direttamente dallo stesso autore del libro “As-salamu ‘alaykum” (Graus Editore) presentato venerdì mattina 27 aprile 2018 (ieri !!) presso l’auditorium della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo di Siano. Ma i giovani studenti non si sono limitati a seguire in doveroso silenzio gli interventi dei relatori ed a porre numerose domanda ma hanno prodotto un video molto bello che rappresenta al meglio il messaggio contenuto nel libro, che è un messaggio di pace.

            Sinceri complimenti all’istituto scolastico diretto in maniera eccellente dal prof. Rosario Pesce e, soprattutto, alla prof.ssa Paola De Luca che pazientemente ha spiegato il libro ai ragazzi ricavandone il meglio che un docente possa ricavare dalle sue scolaresche; questo si che è un esempio di “buona scuola”, altro che le chiacchiere che siamo costretti ad ascoltare sui grandi network nazionali.

            Hanno preso la parola il sindaco di Siano dr. Giorgio Marchese, il cappellano militare don Claudio Mancusi, il colonnello Andrea Mazzotta -comandante del 19° Reggimento Cavalleggeri Guide di Salerno-, l’on. Tommaso Aamabile (consigliere regionale campano) e l’on. Federico Conte (parlamentare nazionale) che alla pari dell’autore e di “don Claudio” è riuscito a toccare le corde giuste, partendo da un simulato colloquio con la figlia Giulia, dei giovani studenti.        

            Ma cosa rappresenta l’opera confezionata da Lorenzo Peluso ? Innanzitutto è una testimonianza viva e vissuta di come gli uomini e le donne delle Forze Armate italiane si muovono all’estero in quella che da tutti gli altri Paesi del mondo viene definita un’opera umanitaria insostituibile; ma è anche un diario di storie individuali e collettive, di emozioni – parole e immagini, di affetti lontani, il tutto visto nell’ottica di un mondo diverso e possibile. Un libro, ha detto l’autore, che vuole raccontare quei momenti emotivi intensi e quei pensieri che non ho potuto rappresentare nel contesto dei miei tantissimi reportages realizzati, in tanti anni di lavoro soprattutto, dai teatri di guerra dimenticati e abbandonati a se stessi.

            Questo, in estrema sintesi, è il messaggio che nell’auditorium  dell’Istituto Comprensivo di Siano è stato veicolato in favore delle decine e decine di studenti che hanno assistito all’evento; il tutto grazie ad un semplice giornalista volenteroso e volontario che, senza gli orpelli e i sontuosi e propagandistici mezzi ostentati nei tg e nei talk-show, ha rappresentato una realtà che ascoltiamo distrattamente soltanto dalla tv, riuscendola a portare in mezzo ai ragazzi che dovranno essere le classi dirigenti di domani.

 

 

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