il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il regalo di Natale: Piero De Luca !!

 

 

 

 

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Ognuno aspetta il Natale, tutti gli anni, per ricevere il famoso “regalo di Natale”. Il più delle volte il regalo consiste in un semplice attestato di presenza affettiva, familiare o amicale. Qualche volta il regalo assume una consistenza più corposa e va su cifre economiche non troppo sostenibili per tutti; ma c’è anche il regalo che supera ogni più rosea aspettative e si attesta su valori assoluti che svettano verso migliaia e migliaia di euro in un colpo solo. Ma questa tipologia di regalo è davvero riservato a pochissimi eletti e unti dal Signore.

            Il cittadino medio salernitano quest’anno non dovrà aspettare molto per il suo regalo di Natale, un regalo per tutti, un regalo politico-popolare: Piero De Luca, deputato PD. E’ proprio lui il regalo simbolo per almeno il 70% dei salernitani (soprattutto quelli del ceto social-popolare) con radici profondamente locali.

            Il regalo per i salernitani si è materializzato ieri mattina, giovedì 6 dicembre 2018, sulle reti Mediaset. Mancavano pochi minuti alle 9.00 del mattino quando il giornalista Francesco Vecchi (co-conduttore di Mattino Cinque insieme a Federica Panicucci) ha aperto un salotto molto interessante per parlare della “manovra” che il governo giallo-verde non riesce a partorire.

            In collegamento con il salotto c’erano l’on. Piero De Luca (PD) e l’eurodeputato Angelo Ciocca (Lega), in studio Gianluca Massini Rosati (imprenditore, editore di “soluzione tasse”).

            La discussione tra i quattro si è fatta subito animata con prese di posizioni molto nette e diversificate, tanto che il conduttore faceva fatica a mantenere l’interlocuzione nei binari della corrette e indipendente informazione.           

            In tutta verità, ho pensato subito che Piero De Luca dovesse soccombere da un momento all’altro perché, rispetto agli altri, meno abituato alla “comunicazione televisiva”; se al posto suo ci fosse stato il padre Vincenzo non avrei avuto alcun dubbio, se li sarebbe mangiati in un sol boccone. Ma per Piero l’impresa era piuttosto ardua.

            Invece mi sono dovuto subito ricredere ed ho assistito ad una vera e propria performance del giovane deputato PD che c’è mancato poco che prendesse a sportellate i suoi avversari televisivi. Per quanto mi riguarda Piero De Luca ha fatto un figurone ed ha ribattuto colpo su colpo i tentativi degli avversari di metterlo a disagio e in minoranza. Sicuramente agevolato dal fatto che si parlava di Europa (l’esperienza europea gli ha fatto bene !!), ma una cosa è conoscere il problema di cui si parla e ben altra cosa è saperlo esprimere con parole tecniche giuste e molto comprensibili. E lo ha fatto sempre con la giusta apertura facciale (nessun ghigno paterno) ed anche mentale.

            Ho pensato che il PD, almeno quello nuovo di cui tanto si parla, deve rapidamente trovare il coraggio di lanciare sulla platea mediatica i giovani talenti che non mancano nel partito; a cominciare proprio dall’on. Piero De Luca che ha dimostrato di saperci fare e di risultare anche abbastanza simpatico nella esternazione del suo pensiero su una materia difficile come l’economia.

            Invece il Partito Democratico, almeno la parte che fa ancora capo a Matteo Renzi, insiste con le ospitate televisive di Debora Serracchiani e di Paola De Micheli che ad ogni apparizione, secondo me, producono soltanto devastanti danni all’immagine del partito nel suo complesso.

            E mentre andava in onda la trasmissione ho anche pensato al compianto Luigi Del Pizzo (noto telegiornalista di Telecolore) che qualche anno fa, prima di morire nel gennaio 2015, aveva profetizzato una lunga esistenza della “dinastia deluchiana”, almeno fino al 2293 (cioè per i prossimi quattrocento anni), alla pari delle dinastie imperiali dei faraoni d’Egitto.

            Luigi Del Pizzo così scriveva nel lontano  4 ottobre del 2006:  “Salerno, 21 settembre 2393. Ricorre oggi la festività di San Matteo, patrono della città. Secondo una tradizione millenaria, alle ore 18, partirà dal Duomo la processione che avrà il seguente percorso: a sinistra per Via Mercanti, Piazza Alfonso Gatto, Corso Aldo Moro, Via Adolfo Cilento, Corso Garibaldi, Via Roma, Piazza Matteo Luciani, Largo Giuseppe Ragno, Via Luigi Pirandello (la ex Via Antonio Bottiglieri, che fu presidente della commissione toponomastica dal 5 novembre 2001 al 30 maggio 2007), Largo Campo, Via Da Procida, di nuovo in Via Mercanti per far ritorno in Cattedrale. La novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che la processione si aprirà con la statua di San Gerardo Pierro che fu arcivescovo di Salerno dal 1992 al 2046, un prelato buono e mite, di grande valore e di grande fede che portò la Chiesa salernitana al più alto grado di splendore. Come al solito, il folto gruppo delle autorità cittadine immediatamente le statue. In prima fila il sindaco Cosimo De Luca discendente della dinastia De Luca che, con il capostipite Vincenzo, conquistò Salerno il 5 dicembre 1993 dopo una dura battaglia con la famiglia Acocella che pure vantava docenti universitari prestigiosi ed ecclesiastici di rango”.

            La storia raccontata da Del Pizzo, ovviamente, continua e non mancherà occasione per riproporla integralmente a Voi lettori; per oggi accontentiamoci tutti del bel regalo di Natale che i salernitani troveranno sotto l’albero: Piero De Luca.

1 Commento

  1. Bah, articolo piacevole da leggere, che, però, non mi entusiasma.

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