il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ALIBERTI: IL SINDACO SALVATI PRESENTA LA SUA GIUNTA … UN DISEGNO POLITICO CONTRO ALIBERTI?

Aldo Bianchini

 

Da sinistra: avv. Mario Santocchio e dr. Pasquale Aliberti

SCAFATI – Il mestiere del giornalista è nato per scoprire e pubblicare fatti & misfatti; oggi cerco di porre in luce e commentare una circostanza alquanto suggestiva che riguarda la composizione dell’attuale maggioranza politica dell’amministrazione scafatese.

Le ultime elezioni amministrative presso il Comune di Scafati hanno visto la vittoria della coalizione di Fratelli d’Italia, capeggiata dal Sindaco Cristoforo Salvati. In realtà, voci di corridoio e negli ambienti politici forniscono per assodato la circostanza che, sempre politicamente, Cristoforo Salvati fosse “guidato” dall’avv. Mario Santocchio, eletto consigliere comunale di maggioranza e aspirante alla presidenza del Consiglio Comunale. Mario Santocchio ha avuto un ruolo politico di rilievo anche durante l’amministrazione dell’ex Sindaco Pasquale Aliberti, defenestrato dalla scena politica scafatese (almeno per il momento) a seguito del “processo Sarastra” attualmente in corso davanti al Tribunale di Nocera Inferiore per scambio elettorale politico-mafioso, accuse mosse dall’Antimafia di Salerno da cui però l’Aliberti si dichiara assolutamente innocente e da cui si sta difendendo strenuamente nelle opportune sedi.

Per meglio far comprendere è necessario fare un passo indietro nella storia politica scafatese e ricordare il libro “Passione & Tradimenti”  scritto da Pasquale Aliberti e pubblicato nel 2014 quando era ancora sindaco di Scafati; e più precisamente accendere i fari sul capitolo intitolato “Giù le mani dalla città“. In questo capitolo, l’ex sindaco Aliberti racconta di essere stato ospite a Palinuro nel primo weekend dopo la sua elezioni a sindaco presso l’abitazione estiva di Santocchio, e racconta che stava nuotando nel mare di Palinuro in piena estate insieme al citato avvocato. Durante questa conversazione amichevole e conviviale, per la prima volta Mario Santocchio introdusse un discorso inerente quell’idea politica riguardante la riscrittura del PUC (Piano Urbanistico Comunale, ndr) per cui poi Aliberti l’avrebbe strenuamente combattuto negli anni seguenti, fino ad arrivare, oggi, ad essere acerrimi nemici umani e politici: la realizzazione del centro commerciale a Scafati. In quel frangente, Santocchio giustificò questa sua idea con la circostanza che, a suo parere, “la città fosse morta“. Per Aliberti, forse, questa idea sottintendeva un fine utilitaristico personale ed oltretutto avrebbe messo in ginocchio i piccoli imprenditori del commercio locale.

Si ribadisce, inoltre, che Santocchio si è, poi, dimostrato uno dei più acerrimi nemici nel proseguo della strada politica di Aliberti, arrivando finanche a rilasciare più volte dichiarazioni agli organi inquirenti contro Aliberti durante le indagini del procedimento “Sarastra“. Oggi, Santocchio ha di fatto guidato la campagna elettorale di “Fratelli d’Italia” insieme al “suo” candidato sindaco Cristoforo Salvati, che ha vinto con una maggioranza di voti che, è opportuno sottolinearlo, è risultata comunque alquanto risicata, giustificando il parere rilasciato dall’ex sindaco Aliberti sul suo profilo “Facebook” che fosse nient’altro che “un voto condominiale“. Ma non è affatto intenzione di questa testata operare una critica sul consenso popolare democratico: Salvati è legittimamente il sindaco di Scafati, e Santocchio, eletto consigliere comunale, aspira alla carica di Presidente del Consiglio Comunale.

La domanda all’avv. Santocchio è: “Finalmente, verrà realizzato a Scafati il tanto atteso, chiacchierato e combattuto centro commerciale … con buona pace delle attività dei piccoli imprenditori, già messi estremamente in crisi?

Ma non è solo la figura di Mario Santocchio ad essere, a parere di questa testata, equivoca; altri personaggi hanno gravitato e gravitano intorno alla politica scafatese.

È il caso di Raffaele Sicignano, assessore e teste dopo la prima sentenza della Suprema Corte di Cassazione sulla vicenda cautelare di Aliberti in cui affermò la presunta influenza di Aliberti sull’attività politica di sua moglie ed attuale consigliere regionale per la Campania Monica Paolino.

Stesse dichiarazioni spontanee ed alquanto risibili rilasciate insieme a sua sorella Patrizia Sicignano, coordinatrice della lista “Insieme per Scafati” a sostegno del candidato Sindaco Salvati e a Daniela Ugliano, consigliere comunale della stessa lista. I tre personaggi citati avevano, durante gli anni, inasprito i rapporti con l’ex sindaco Aliberti perchè aveva delegato la revoca all’assessore Sicignano e perchè aveva revocato la delega di responsabile dell’ufficio legale all’avv. Romano, per il quale Daniela Ugliano esercita la sua attività di Consulente Tecnico di Parte presso il suo ufficio legale.

Tutto perfettamente lecito e legale, ovviamente, anche se alcuni riferimenti fanno pensare ad un cambi amento di rotta (intesa politica !!) tra lo stesso Pasquale Aliberti e tutti i personaggi sopra citati.

da sinistra: dr. Pasquale Aliberti - dr. Pasquale CoppolaC’è poi la figura di Pasquale Coppola, ex presidente del consiglio comunale, su cui si è già scritto molto ma mai abbastanza, stante la forte equivocità del rapporto con Aliberti.

Pasquale Coppola fu coordinatore della lista “Insieme perchè forti“. A questa ultima tornata elettorale non ha presentato la sua candidatura, ma ha approntato un forte attivismo ed ha indicato come nomina ad assessore allo sport una donna, Anna De Cola, residente però nel Comune di Angri. L’influenza di Coppola nella nomina di Anna De Cola, il fatto che la De Cola sia “espressione politica di Pasquale Coppola” e le motivazioni della sua indicazione sono indicate con precisione in un esposto/denuncia che Pasquale Aliberti si appresterebbe a depositare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, su cui probabilmente questa testata scriverà. Per ora, si ribadisce che Pasquale Coppola, secondo il Tribunale di Salerno sez. Riesame, risultò dirimente insieme alle sue dichiarazioni quale persona informata sui fatti rilasciate al PM Montemurro nel 2016 per giustificare la custodia cautelare in carcere ad Aliberti. In gergo giornalistico e qualunquista, è corretto dire che in sostanza Coppola, i Sicignano e la Ugliano “abbiano mandato in galera Aliberti”? Non è facile rispondere in senso lato, c’è solo la risposta di Aliberti che recita in questa direzione. Pasquale Coppola, poi, ha sostanzialmente ritrattato le sue pesanti dichiarazioni accusatorie dell’agosto 2016 sia nel 2018, in sede di “interrogatorio in qualità di indagato in procedimento connesso” davanti sempre al PM Montemurro, e poi anche in sede di testimonianza davanti ai giudici del processo “Sarastra” il 20 marzo 2019. Pasquale Coppola è stato, infatti, anch’esso indagato per scambio elettorale politico-mafioso dall’Antimafia di Salerno in seguito alle dichiarazioni del pentito Dario Spinelli, che lo ha accusato che in occasione delle regionali del 2015, in cui Coppola concorreva come consigliere regionale, gli aveva offerto la somma di 500 euro in cambio del sostegno elettorale. Questo procedimento è ancora aperto e si trova ancora in sede di indagini preliminari. Coppola, come era suo diritto, è stato libero di svolgere da mero attivista la campagna elettorale e, probabilmente, di indicare un soggetto al Sindaco per la nomina all’assessorato allo sport.

Da sinistra: dott.ssa Immacolata Di Saia (già segretaria del Comune di Scafati) - dr. Pasquale Aliberti (già sindaco di Scafati)

Tornando a Mario Santocchio, egli è stato autore di una serie di denunce nei confronti di Aliberti relative, in particolare, alla realizzazione del polo scolastico e al conseguente appalto, motivo per il quale in data 18/09/2015 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, sez. DDA, dispose la perquisizione presso l’abitazione di Aliberti, di suo fratello Nello Maurizio, dello staffista Giovanni Cozzolino, della segretaria comunale Immacolata Di Saia.

Venendo allo stesso Sindaco, Cristoforo Salvati, egli è stato uno dei consiglieri comunali ai tempi dell’amministrazione Aliberti, che insieme a Mario Santocchio scrisse continuamente al Prefetto di Salerno incredibili lettere in cui parlava di un presunto timore, paura, di recarsi alle sedute del consiglio comunale per la presunta presenza di persona che li minacciavano, circostanza per Aliberti mai accaduta.

Riguardo all’assessore Antonella Sicignano, quest’ultima risulta essere la moglie di Corrado Scarlato, imprenditore coinvolto nella vicenda giudiziaria della Scafatese Calcio, oltre ad essere indagato dall’Antimafia di Salerno a seguito delle dichiarazioni del pentito Dario Spinelli.

Veniamo adesso a Raffaele Lupo. Egli è stato uno dei più grandi sostenitori di Salvati, pur non entrando in Giunta e pur non candidandosi in quanto ha sostenuto la candidatura di Alfonso Di Massa, risultato il più votato della coalizione di Salvati. Il Di Massa faceva parte del consiglio comunale sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nel 1992, ed era anche nell’amministrazione Aliberti come amministratore delegato della società Scafati Sviluppo, società partecipata del Comune poi attinta da fallimento. La Scafati Sviluppo gestiva l’area ex Coopmes, proprio quella di cui parla il collaboratore di giustizia Alfonso Loreto relativamente alla famosa promessa del “grande appalto” che avrebbe veicolato Aliberti al clan secondo l’accusa, comprendente anche una presunta piscina, del tutto inesistente anche nel progetto di riqualificazione dell’area.

Nella maggioranza di Salvati c’è, poi, il consigliere comunale Pasquale Vitiello, che faceva parte della maggioranza alibertiana del 2013. Poi, Alfonso Fantasia che faceva parte dell’amministrazione Aliberti del 2008. Anche l’avvocato Luca Maranca, che fu candidato nel 2013 nelle liste di Aliberti, quella in cui fu candidato Roberto Barchiesi (imputato insieme ad Aliberti nel processo “Sarastra” perchè presunto testa di legno in luogo di Andrea Ridosso, secondo l’accusa l’intermidiario tra il clan Ridosso/Loreto e lo stesso Aliberti).

Il sindaco di Scafati dr. Cristoforo Salvati

Gli stessi Salvati e Santocchio sono stati durante il primo mandato di Aliberti nel 2008 e poi nel 2013 amministratori delegati di Agroinvest, la società che si occupava di piani di insediamento produttivo, nella quale anche il Comune di Scafati aveva una quota di partecipazione del 14% insieme ad altri Comuni dell’Agro, società che è stata citata dalla Commissione Straordinaria insediatasi presso il Comune di Scafati in seguito allo scioglimento della compagine amministrativa perchè avrebbe determinato un danno erariale al Comune pari a 23 milioni di euro. Visto l’atto di citazione della Commissione Straordinaria, si pone il problema che gli amministratori delegati Salvati e Santocchio in questo momento risultano ricoprire il ruolo di difensori di loro stessi quali amministratori della società nell’ambito della causa incardinata presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore.

Nel presente articolo è stata fornita al lettore una disamina delle personalità politiche gravitanti intorno alla maggioranza salvatiana. Come si può ben notare, molte personalità sono state tratte dalle passate amministrazioni guidate da Aliberti, qualcuno finanche indagato. Perchè, allora, l’unico “espulso” dalla vita politica risulta essere lo stesso Aliberti?

È stato, per caso, un tragico complotto politico ai danni di Pasquale Aliberti?

 

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