il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CHIESA: quella che vorrei … non è quella del Vallo !!

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Da tempo ho iniziato e pubblicato, a puntate, un lungo viaggio all’interno della Chiesa cattolica e dei suoi misteri. Ho cominciato nel 2018 con i titoli “La Chiesa che vorrei” per sfociare nel 2019 all’inchiesta denominata “Don Nunzio” (quella riferita al Monsignore della Curia romana travolto da una indagine delle Procure di Roma e Salerno) per cercare di entrare nei misteri giudiziari che spesso investono ma mai travolgono il mondo della Chiesa e della fede in genere.

L’anno scorso ho dedicato alcune puntate alla “Chiesa del Vallo di Diano” che negli ultimi anni, piaccia o no, è stata sconvolta da alcuni “fenomeni” che l’hanno fatta vacillare fin dalle sue fondamenta; addirittura qualche anno fa con la rivista quindicinale “Città Vallo” (edita sempre da questa testata giornalista come appendice) mi interessai molto dei fenomeni di “strani svenimenti” che si verificavano nella Chiesa della SS. Trinità di Sala Consilina in coincidenza con gli ultimi venerdì dei mesi dell’anno. Fenomeni paranormali che forse grazie ai miei articoli (firmati anche dal collega Antonio Citera) scomparvero quasi subito dalla scena dopo un interessamento finanche dell’Arma dei Carabinieri.

Ora la storia si ripete ed anzi si allarga a macchia d’olio; allora non fu preso alcun provvedimento disciplinare interno (al di là orse di qualche reprimenda verbale !!) ed oggi ci ritroviamo con una “lettera anonima” che dal mese di maggio circola negli ambienti bene della Curia e delle istituzioni locali.

E la storia oggi, non solo si ripete (ritorna in discussione la Chiesa della SS. Trinità) ma si allarga anche ad altre parrocchie fino al coinvolgimento, almeno nell’anonima segnalazione, di altri cinque sacerdoti con il risultato di una Curia (di Teggiano-Policastro) letteralmente allo sbando fino al punto che (come segnalato dalla testata giornalistica Italia2.it) lo stesso Vescovo Mons. Antonio Maria De Luca sembra abbia richiesto l’intervento dei Carabinieri per scoprire gli estensori manuali dell’anonima e sibillina missiva.

La lettera va studiata attentamente; difatti è venuto fuori che il vescovo ha due nomi di battesimo, mentre tutti ignoravano completamente il secondo “Maria” che si aggiunge ad “Antonio”. A dimostrazione, probabilmente, che chi ha scritto la lettera conosce bene i fatti interni della curia teggianese.

La cosa che convince di meno è la probabile richiesta del vescovo di una indagine sulla lettera; un fatto questo assolutamente fuori norma in quanto in presenza della lettera anonima che di per se evidenzia eventuali esistenze di “ipotesi di reato” anche gravi (omosessualità e pedofilia !!) l’Arma dei Carabinieri sarebbe tenuta a muoversi autonomamente e non sotto l’imput seppure rispettabile del vescovo.

Ma nella sostanza cosa dice la lettera anonima; la lettera denuncia l’esistenza di alcuni “festini gay” all’interno di luoghi sacri ben identificati, festini che sarebbero addirittura stati ripresi con un telefonino iphone e mostrati ad una moltitudine di persone diverse ed incapaci di tenere custodito il segreto.

I ricorrenti, sempre anonimi ovviamente, chiedono anche la sospensione “a divinis” di tutti i sacerdoti citati nella lettera; alcuni dei quali, è bene ricordarlo, erano già entrati a far parte di un libro-scandalo, un vero best-seller, di Francesco Mangiacapra (il più noto escort d’Italia) che con  il suo “Sotto la toga niente” non solo ha mandato in tilt la Chiesa a partire dalla Curia romana, ma ha anche elencato i nominativi di molto sacerdoti (alcuni dei quali del Vallo di Diano) protagonisti non solo di orge e balletti verdi ma anche di azioni terribili nei confronti dei minori.

Sull’attendibilità di Mangiacapra io personalmente esprimo ogni riserva; sta di fatto, però, che il suo best seller ha provocato la sospensione di alcuni alti prelati e il rinvio a giudizio almeno di uno di loro; bisognerà comunque aspettare la conclusione dei probabili dibattimenti processuali pubblici.

E intanto la Chiesa del Vallo di Diano cosa fa: niente, dall’inchiesta della rivista Città Vallo, dal libro di Mangiacapra, dalle varie denunce intermedie e fino alla lettera anonima del maggio scorso (sono passati almeno sei anni) non si è mosso assolutamente niente e tutti sono rimasti ai loro posti, come se nulla fosse successo.

Per la Chiesa del Vallo di Diano e per quella nazionale spero che sia proprio così, cioè che tutte le supposizioni malevoli siano infondate se non proprio inventate di sana pianta. Per dirimere ogni dubbio ci vorrebbe, però, un intervento deciso e perentorio del Vescovo della diocesi di Teggiano-Policasto S.E. Mons. Antonio Maria De Luca.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.