il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

ALDO MORO: IL MARTIRE LAICO DELLA LIBERTA’ E DELLA DEMOCRAZIA POTEVA ESSERE SALVATO?

PIETRO CUSATI

On. Prof. Aldo Moro, presidente Democrazia Cristiana, sequestrato dalle BR

SASSANO – Chi e perché ha ucciso Aldo Moro? La verità negata. Sui misteri del ‘’ CASO   MORO ‘’, L’On. Gero Grassi, giornalista , scrittore,   conoscente personale del Presidente ucciso quarantuno anni fa, terrà una  relazione-magistrale,  sabato 26 ottobre 2019,ore 10,00, a Sassano (SA), nell’aula Consiliare presso il Cine-Teatro ‘’TOTO’’, sull’evento terroristico più importante della storia d’Italia. Un convegno organizzato dall’Amministrazione Comunale di Sassano, retta dal Sindaco Tommaso Pellegrino.  L’on. Gero Grassi ritorna a distanza di quattro anni nel paese delle orchidee dopo l’inaugurazione a Palazzo Picinni, nel centro storico di Sassano (SA), della  sala conferenze  intitolata ad Aldo Moro, il 26 settembre 2015. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Tommaso Pellegrino, dell’Assessore alla Cultura Mario Trotta  e delle dirigenti scolastiche Patrizia Pagano e Liliana  Ferzola, sono previsti gli autorevoli  interventi dei Procuratori della Repubblica di Lagonegro (PZ) e Vallo della Lucania (SA), Dott. Gianfranco Donadio e Dott. Antonio Ricci.

L’On. Gero Grassi è stato deputato nella XV –XVI –XVII legislatura  ed  ha conosciuto per la prima volta Aldo Moro  nel suo paese natio Terlizzi, popoloso Comune della Provincia di Bari il 24 aprile 1963, durante una campagna elettorale. Ha scritto 53 libri, molti dei quali su Aldo Moro. Nel mese di aprile 2019 ha pubblicato la IV edizione riveduta ed integrata del volume ’’Aldo Moro: La verità negata’’, con scritti inediti di Giulio Andreotti, Alberto Franceschini, Leonardo Sciascia, Martin Schlz.

La persona prima di tutto soleva dire lo Statista di Maglie. I giovani sono entusiasti della intera vicenda Moro, scrive nella prefazione l’autore, non solo quella del rapimento e della morte. Sono desiderosi di conoscere. Aldo Moro è vivo per aver sempre anteposto la persona a tutto il resto; per l’idea di pace; per la concezione dinamica del ruolo dell’Europa dei popoli e del Mar mediterraneo; per i diritti riconosciuti ai cittadini; per aver immaginato, decenni prima di altri, la soluzione del conflitto Israele –Palestina; per la concezione della Scuola come elemento di crescita sociale e di pace; per l’idea di regionalismo nella unità dello Stato Italiano per aver considerato sempre Bari e la Puglia non collegio elettorale, ma luogo di crescita umana, sociale, culturale, economica; Aldo Moro non può essere rinchiuso nella Renault rossa, né può essere ridotto alla famosa foto in canottiera.

9 maggio 1978, il corpo di Aldo Moro nel bagagliaio della Renault/4 rossa. Al centro della foto, di spalle, l'allora ministro dell'interno on. Francesco Cossiga (poi Presidente della Repubblica) ed alla sua sinistra l'on. Nicola Lettieri di Rofrano (all'epoca sottosegrario del ministro dell'interno)

Il 9 maggio del 1978 è una data storica non solo per l’Italia. Moro, aveva 61 anni, era stato rapito il 16 marzo 1978. Durante i 55 giorni di prigionia viene sottoposto a lunghi interrogatori e per ogni argomento  scriveva di proprio pugno un ‘verbale’ sui fogli quadrettati riempiendo diversi blocchi. Questi documenti durante la prigionia costituirono il cosiddetto Memoriale Moro. E’ stato docente universitario di materie giuridiche, Segretario politico e Presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario (1959) e presidente (1976). Fu più volte ministro; cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, guidò governi di centro-sinistra (1963/68), promuovendo nel periodo 1974/76, quella che era la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista.

 

 

 

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