il Quotidiano di Salerno

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FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO ATTENTI ALLE INTERAZIONI TRA ANTIBIOTICI ED ALTRI FARMACI

da Dr. Alberto Di Muria

Padula-Il problema dell’interazione fra farmaci assume sempre più rilevanza soprattutto per il paziente anziano, spesso sottoposto a politerapia, e costituisce un alto fattore di rischio per gli eventi avversi e per il rischio di interazioni. Il quadro tende inoltre a complicarsi non solo per il numero crescente di nuovi farmaci, ma anche perché cresce la disponibilità di farmaci che il paziente può procurarsi direttamente.

In generale, se le interazioni sono su base farmacodinamica, basate cioè sul meccanismo d’azione dei farmaci, è possibile estendere l’interazione osservata con un principio attivo a tutti i membri della classe farmacologica cui appartiene. Ad esempio, tutte le benzodiazepine potenziano gli effetti sedativi dell’alcol.

Se invece le interazioni avvengono in fase farmacocinetica, cioè nella fase del metabolismo dei farmaci, non è possibile estendere l’interazione osservata con un principio attivo a tutti i membri della stessa classe farmacologica. Ad esempio la cimetidina, un antiulcera, è un inibitore metabolico di alcuni enzimi microsomiali epatici, indicato con la sigla CYP3A4, che hanno la funzione di distruggere alcuni farmaci. Per questo la cimetidina potenzia l’effetto di alcune benzodiazepiene che vengono metabolizzate proprio da questo sistema microsomiale, ma non interagisce invece con altre benzodiazepine, come l’oxazepam o il lorazepam, che vengono metabilizzate da altri enzimi microsomiali.

Le possibili interazioni degli antibiotici sono varie. Una considerazione generale riguarda le possibili interazioni con altri farmaci dovute ad alterazione della flora batterica. Andando poi alle specifiche interazioni delle diverse classi di antibiotici, ricordiamo poi che i macrolidi inibiscono lo stesso sistema microsomiale della cimetidina; le cefalosporine possono dare danni al rene se associate ad altri farmaci nefrotossici, come gli aminoglicosidici o la furosemide; chinolonici e tetracicline possono formare complessi con ioni bivalenti, per cui il loro assorbimento è alterato da farmaci che li contengano; la rifampicina è un induttore metabolico di molti farmaci.

Tra gli antibiotici, i macrolidi sono una delle classi più usate. Il loro capostipite, l’eritromicina, presenta numerose interazioni: se usato con il triazolam può dare alterazioni psicomotorie e amnesia. Inoltre può potenziare l’azione anticoagulante di farmaci come il warfarin.

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