il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Eugenio Luigi Iorio: un personaggio venuto da lontano

 

 

Aldo Bianchini

 

Il dr. prof. Eugenio Luigi Iorio dinanzi alla cattedra di Galileo Galilei

SALERNO – Purtroppo io non ho incontrato a Tokyo (Giappone) il dott. prof. Eugenio Luigi Iorio (meglio noto, per me, semplicemente come Eugenio) come è capitato all’ottima Carmen Rucci (art director, avvocato, scrittrice e critica televisiva per NHK world, nativa di Bitonto in Puglia; la stessa regione che ha dato i natali ad Eugenio, ma questo è soltanto un  caso) per la produzione di un ottimo articolo per il suo blog “Carmen Rucci – tutto può succedere in un attimo o niente per un’intera vita”.

Io molto più comunemente ho incontrato il bravissimo Eugenio per la prima volta, tanti anni fa, nella sede della televisione locale “Quarta Rete Tv” in Capezzano di Pellezzano (paesino a ridosso di Salerno).

Quel pomeriggio si presentò nel mio ufficio di direzione insieme ad un carissimo comune amico, il compianto dr. Domenico Focilli (detto Mimmo), al quale non potevo mai dire di no, e non ho mai detto no, per qualsiasi cosa venisse a propormi per una trasmissione televisiva o altro.

A distanza di tanti anni devo, però, confessare che lo accolsi un po’ distrattamente (era l’ora della preparazione del telegiornale della sera e le notizie erano tante !!) e fissai con il mio amico (più che con Eugenio) la sua partecipazione per il giorno successivo alla trasmissione-telegiornale delle ore 14.30 che ogni giorno conducevo sulle frequenze di quella televisione.

Il giorno successivo, puntuale come  un orologio svizzero (a me piace moltissimo la puntualità), l’ottimo Eugenio (sempre scortato dal mio amico) si presentò negli studi televisivi ed iniziò a montare sul tavolo del tg (sotto la guida paziente del regista Mario Lo Bianco) un’attrezzatura composta da vari alambicchi interconnessi con dei tubicini; guardando la scena da lontano mi raccomandai segretamente al “buon Signore” affinchè me la mandasse bene.

Alle 14.30 in punto partì la sigla di “Dentro la notizia” (la mia trasmissione-telegiornale), presentai l’ospite e alla prima domanda mi resi subito conto che a fianco a me avevo un vero “personaggio televisivo” che, ovviamente, necessitava di qualche piccolo ritocco per diventare velocemente un “leader mediatico” a livello nazionale ed internazionale.

Insomma quel giorno di tanti anni fa andò in scena, meglio sarebbe dire in onda, il primo esperimento televisivo sui “radicali liberi” mai tentato prima a livello mondiale assoluto; un bel record !!

Come per alcuni altri personaggi avevo visto giusto anche per Eugenio Luigi Iorio che presto, però, dovette abbandonarmi per approdare ad altri lidi televisivi che potevano far valere una maggiore diffusione in sede locale rispetto alla “mia piccola ma produttiva televisione”; ma ero abituato e non nascondo che la cosa mi faceva anche piacere perché vedevo crescere dei personaggi (giornalisti, intrattenitori, professionisti e scienziati) che io, nel mio piccolo, avevo contributo a lanciare in un mondo difficilissimo come quello mediatico della televisione e dell’informazione in genere.

Oggi, dopo aver letto e riletto l’articolo della brava Carmen Rucci, ho capito che in definitiva a me tanti anni fa era capitato, non di incontrare Eugenio a Tokyo, ma di mettere la classica ciliegina sulla torta gigantesca che era già tutta patrimonio dello stesso Eugenio che non si è mai fermato ai primi successi e che, dopo un lungo periodo in cui sembrava essersi fermato in sede locale, è riuscito prima ad immagazzinare una scorta incredibile di esperienza fatta di successi ed anche di delusioni, e poi a svettare incredibilmente a livello planetario (da Miami a Tokyo, da Brisbane a Città del Capo, da Mosca a Rio de Janeiro, ecc.) con interventi scientifici di altissimo livello per la riproposizione delle sue teorie, divenute ormai assoluti principi, nel cuore delle migliori Università del mondo.

Ma chi è il dott. prof. Eugenio Luigi Iorio ? Lo descrive benissimo Carmen Rucci nel suo splendido articolo:

  • Il dott. Iorio, foggiano di nascita, ma salernitano d’adozione non è il solito ricercatore tutto laboratori e provette. La lode e la speciale menzione per la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli, nonché l’intensa attività didattica e di ricerca presso tante università, fra cui “La Sapienza” di Roma, per non parlare delle prestigiose collaborazioni con ben due Nobel per la Medicina Louis J. Ignarro e Luc Montagnier (colui che ha identificato il virus dell’AIDS per intenderci) farebbero pensare ad un serioso professore.  Mi accoglie invece con un bellissimo codino sale e pepe, una giacca con gilè damascato e un sorriso accattivante. Iorio è una persona brillante ed eclettica, dagli innumerevoli interessi, non solo scientifici. Amante della musica, in particolar modo musicista di clarinetto, è anche un sostenitore del buon cibo e ha collaborato con il pizzaiolo Mogavero alla creazione della prima patente al mondo della “verace pizza napoletana artigianale” oltre alla prima “pizza integrale antiossidante”. Ha pubblicato un fumetto per spiegare ai bambini cosa sono i radicali liberi e gli antiossidanti.

La qualità migliore di Eugenio è quella che ancora oggi, dopo i successi planetari travolgenti, è capace di fermarsi quando casualmente ci incontriamo e di consegnarmi, oltre ai ricordi, almeno qualche minuto del suo prezioso tempo scandito dal rombo dei motori degli areei dai quali sale e scende (come se entrasse e uscisse da un bar per il caffè) per spostarsi da un capo all’altro del mondo.

La vita è sempre una sorpresa, per tutto; ed io ho avuto la fortuna di incontrare tanti anni fa una persona, Eugenio, che stimo tantissimo ed apprezzo altrettanto; non ce lo siamo mai detto ma credo fermamente che anche lui in fondo mi stima ed apprezza la mia amicizia, e che soprattutto non ha mai dimenticato quel pomeriggio di tanti anni fa in cui ci siamo incontrati per la prima volta.

 

1 Commento

  1. Caro Aldo Bianchini, desidero ringraziarti per l’articolo che oggi fa bella mostra sulla prima pagina del tuo quotidiano. Mi hai commosso. Per me sei e resti un amico speciale, prima che un grande comunicatore. E’ per me un piacere ricordare che grazie a te ho scoperto un aspetto della mia personalità – quello mediatico – che non avrei mai immaginato potesse un giorno portarmi così lontano. Solo alcuni miei concittadini, dotati di memoria lunga, infatti, possono ricordare che il mio primo intervento televisivo in assoluto risale a un periodo databile tra la fine del II e l’inizio del III Millennio, nel contesto di una trasmissione molto seguita (OMNIBUS), allestita in uno studio televisivo all’avanguardia (QUARTA RETE), ai confini dell’area metropolitana di Salerno, nel quale non mancava nulla, persino periodici segnali emessi da “presenze aliene” (da te attribuiti a un “munaciello”, peraltro mai identificato). Non avevo mai visto uno studio televisivo e la cosa m’intrigò subito. Da lì partì, grazie a te, quell’avventura mediatica che mi ha portato a calcare le scene di importanti TV nazionali ed estere, sebbene in modo episodico. Resta il fatto che, grazie anche alle tue domande, sempre “dalla parte del cittadino”, pian piano ho scoperto l’importanza della comunicazione in Medicina, perché fare corretta informazione è già prevenzione. Spero di averti presto a cena, caro Aldo, insieme alla comune amica Giovanna Castadiva, che ha ampiamente partecipato a scrivere questa emozionante storia, che sono sicuro non si fermerà qui. A tal riguardo ti lancio la sfida di nominarmi tuo inviato speciale, per continuare a parlare di prevenzione in medicina, attraverso il racconto dei miei viaggi: sarà come tornare nei tuoi studi televisivi, dopo averne “biancheggiato” (!) le pareti con un tocco di multimedialità.

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