il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

NEL PRESTIGIOSO TEATRO VERDI DI SALERNO, DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI SALERNO, BISOGNA PAGARE PER ASCOLTARE IMPENSABILI E SCONCERTANTI BESTEMMIE

 

Alberto De Marco

 

Il teatro G. Verdi di Salerno

SALERNO – Avendo rinnovato l’abbonamento da alcuni anni nella platea al Teatro Verdi di Salerno, una location prestigiosa di proprietà del Comune di Salerno, con la consapevolezza di trascorrere una piacevole serata, domenica 12 novembre, “nel gustare” lo spettacolo di bravissimi e famosi artisti, come Toni Servillo, attore e regista teatrale italiano, vincitore anche di due European Film Award, quattro David di Donatello, quattro Nastri d’argento, due Globi d’oro etc… ; ed il fratello Giuseppe Servillo, detto Peppe, attore, nonché cantante, compositore e sceneggiatore italiano, unitamente alla loro compagnia di straordinari musicisti, diversamente ho riscontrato dopo un breve lasso di tempo dall’inizio dello spettacolo, una sconcertante e spiacevole sorpresa. Qualcosa che non mi è mai capitato nel corso della mia vita, dovere pagare per ascoltare il monologo di un grande artista, come Toni Servillo, di origine napoletana, nato ad Afragola, che ha creduto di dare una giusta rappresentazione ed il taglio corretto dei napoletani, propinando come “un fiume in piena” parole volgari, ma soprattutto quello che era più sconcio : le bestemmie a Gesù Cristo, alla Madonna, nonché ai Santi, ed avrebbe sicuramente fatto rivoltare nella tomba un grande comico, come Totò, “il Principe della risata”, che non aveva bisogno di utilizzare le parole volgari per fare ridere; ma anche molti napoletani, tra i quali i miei genitori. Non avrei mai concesso a nessuno soprattutto di bestemmiare alla mia presenza. Avrei dovuto interrompere lo spettacolo ma non ho avuto il coraggio di farlo, soprattutto ero sopraffatto dalla vergogna di non avvertire reazioni negative da parte del pubblico, ma bensì applausi di incoraggiamento allo spettacolo. Ho capito che purtroppo non esistono più i valori morali, che purtroppo il male ha raggiunto il maggiore dei risultati possibili. Credo anche che non dobbiamo più meravigliarci, che i politici e la gente corrotta che amministra gli uffici pubblici, nonché i politici che alimentano le forme più diversificate di razzismo, perché nostalgici delle forme dittatoriali del passato, continuano a crescere in modo esponenziale per il plauso della collettività, sempre più alimentata da animosità e dalla mancanza di rispetto per l’ambiente, nonché per la propria vita e per quella altrui. In questo contesto di valori morali della nostra società, diventa plausibile che in un luogo pubblico si possa altresì offendere la dignità di noi cittadini, che attribuiamo ancora un grande valore al nostro Padre e alla nostra Madre Celeste. Mi chiedo se quel pubblico che ha assistito a quell’aberrante spettacolo iniziale, intriso di volgarità e soprattutto di impensabili e sconcertanti bestemmie, avrebbe anche potuto “godere” se fosse vissuto in passato, anche degli spettacoli dell’antica Roma, a quelli in particolare di Nerone ed avrebbe applaudito domenica sera, Toni Servillo, anche se avesse bestemmiato, con quella sua voce “accattivante” i loro genitori defunti? Il linguaggio utilizzato da Toni Servillo può avere soltanto ai giorni d’oggi qualche proselito, ma soprattutto tra i delinquenti delle baby gang. Sicuramente Servillo è anche a conoscenza che seppure ha bestemmiato in un luogo pubblico non ha commesso alcun reato, precedentemente disciplinato dall’articolo 724 del Codice penale, ma dal 1999, “grazie” ai comunisti, con il Governo di Massimo D’Alema, la bestemmia viene depenalizzata e si trasforma in un illecito amministrativo. Sembrerà strano, ma lo stesso non vale per chi bestemmia la Madonna, i Santi o i profeti. In tal caso, infatti, non si realizza nemmeno l’illecito amministrativo, dunque non sono previste sanzioni. Chi offende ed oltraggia Dio, nella fattispecie che riguarda Toni Servillo, che bestemmiando Gesù, ha oltraggiato Dio, che rappresenta nella Sua unità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, rischia soltanto una multa da 51 Euro a 309.  E’ fortunato che non si trova in altre Nazioni, dove si attribuisce un maggiore valore alla religione. Certamente non possiamo auspicare la normativa, che disciplina la bestemmia troppo severamente, come nei Paesi musulmani, come l’Iran, l’Egitto, il Pakistan, dove nei casi più gravi è prevista la pena di morte; tantomeno quella dei Paesi ex comunisti, che sono completamente disinteressati. Ci sono Paesi altresì come l’Olanda, che hanno deciso di eliminare completamente il reato di blasfemia solo nel 2012, seguita poi dalla Danimarca, mentre l’Irlanda diversamente ha inasprito le pene nel 2010 per blasfemia. In riferimento al monologo di Toni Servillo, la domanda che mi sorge spontanea, conoscendo le regole che disciplinano le registrazioni dei testi degli spettacoli e dei dialoghi dei contenuti dei film, nonché il personale particolarmente qualificato, che registrano per la SIAE i diritti d’autore, ed      il dubbio che mi sorge, monologhi del genere, possono essere stati registrati?

 

 

 

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