il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CAVA de’ TIRRENI: “mi manda zi ‘ndantuccio” … un verminaio politico-giudiziario (2)

 

 

Aldo Bianchini

 

Dr. Enrico Polichetti - già vice sindaco del Comune di Cava de' Tirreni

CAVA de’ TIRRENI – Sono passati già 34 giorni ed Enrico Polichetti (ex vicesindaco della giunta Servalli a Cava) è tuttora detenuto presso il carcere di Poggioreale da dove, disgraziatamente, molto difficilmente potrà venire fuori nelle prossime settimane.

Questo il risultato più evidente di quel “fetido verminaio al Comune di Cava de’ Tirreni” denunciato inaspettatamente dal giornalista metelliano Pasquale Petrillo che di quel verminaio, molto probabilmente, ne conosce bene le origini.

Alla richiesta di arresti domiciliari avanzata dal collegio difensivo di Polichetti il Tribunale del Riesame ha risposto pochi giorni fa disponendo una visita medica accurata del detenuto per accertare se le sue condizioni psico-fisiche ne consentono ancora la detenzione in carcere; i tempi, quindi, si allungano e la situazione politico-amministrativo-giudiziaria di Cava de’ Tirreni si complica sempre di più.

E c’è già chi scommette che a Cava “non finisce qui” e che gli inquirenti si preparano ad altre azioni eclatanti nei confronti di molti degli amministratori (e non solo !!) che si sono succeduti al governo della città in questi ultimi 19 anni, cioè da quando l’avvocato Alfredo Messina fu eletto sindaco di Cava contro ogni più roseo pronostico.

Siamo giunti al capolinea” ho scritto nel precedente articolo; sembra proprio di si e non mancheranno nuove clamorose azioni prima delle elezioni amministrative della prossima primavera; l’ultima battaglia cavese è stata aperta guarda caso con “pizza expo” del settembre 2016 e si fonda essenzialmente su alcune incerte intercettazioni telefoniche e sulle dichiarazioni, sicuramente e strumentalmente pianificate, da alcuni collaboratori di giustizia alla caccia di tutti i misteri utili alla concessione dei numerosi benefici di legge. Un istituto giudiziario, questo, che basato sugli strumenti per combattere il terrorismo è stato calato totalmente all’interno della malavita organizzata con il risultato di avere numerose inchieste basate sul nulla; difatti come neve al sole tutte, o quasi, le dichiarazioni clamorose dei collaboratori vengono poi smentite in sede di un sano e non emozionale dibattimento pubblico.

Pensare e credere che Enrico Polichetti possa essere andato in giro nelle case del cavesi pronunciando quella che è stata definita “la parola d‘ordine –mi manda zi ‘ndantuccio”, mi sembra davvero una cosa difficile da digerire; ma la storia giudiziaria di questi ultimi anni ci dice che quando tre indizi convergono si può già parlare di “un fatto elevato alla dignità di prova”. Questo ovviamente è propugnato dalla pubblica accusa che va avanti spedita in presenza di indizi convergenti purchè portino all’accusa, mai e poi mai indizi convergenti daranno vita ad un passo indietro delle Procure che, comunque, continuano ad andare alla ricerca soltanto delle prove a carico e mai di quelle a discarico.

Fino a quando la politica resterà così vilmente servile nei confronti della magistratura non è dato sapere; fino a quando la politica avrà paura di rimodulare le regole del gioco e sostituire le norme antiterrorismo con nuove e più moderne impostazioni, non è dato sapere. Nelle more singoli politici stanno pagando un prezzo altissimo grazie anche alla complicità di una certa stampa asservita, anch’essa, alle esigenze di mercato che senza le veline sfilate dalle Procure e dagli inquirenti rimarrebbero sempre molto basse in materia di interessi economici.

Il precedente articolo, da me sottoscritto, dedicato a questa squallida vicenda ha messo in moto una certa agitazione nell’establishment metalliano; fino al punto che un personaggio molto importante di quella città mi ha scritto:

Caro Bianchini, è esattamente come dite Voi nel Vostro incisivo articolo in commento … e posso confermarVi che le Vostre considerazioni ed i Vostri dubbi sono più che fondati. Ed è pur vero quanto da Voi ritenuto circa l’inizio del verminaio al Comune di Cava de’ Tirreni dall’epoca della defenestrazione del sindaco Alfredo Messina da parte di personaggi che tuttora inquinano la vita politica della nostra città. E quel che è peggio, per il futuro non si prevede nulla bi buono …

E, infine, è emersa un’altra verità. Contrariamente a quanto eclatato dalla stampa locale che aveva attribuito al sindaco, dopo la deposizione del 19 dicembre 2019, la dichiarazione di essere stato tradito nella fiducia dal suo vicesindaco Polichetti, quest’ultimo non ha mai pronunciato una frase del genere come giustamente risulta dalla sbobinatura della sua lunga deposizione.

Per oggi mi fermo qui; nella prossima puntata cercherò di trattare; a) La sfortuna degli imputati-politici (Polichetti per tutti !!) di avere nel processo un pubblico ministero di Cava de’ Tirreni; b) Il verminaio esistente nella politica e nella pubblica amministrazione di Cava; c) La definizione del presunto reato di “scambio elettorale politico mafioso”.

Un’accusa, quest’ultima che sta lasciando sul terreno giudiziario numerose vittime innocenti.

 

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