il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

GIOVANNA I: la capillare ricerca storica di Chiara Ponte sulla regina di Napoli

Maddalena Mascolo

SALERNO – Il libro-ricerca di Chiara Ponte, Storia di una Regina – Giovanna I d’Angiò e la sua tragica fine nel castello di Muro Lucano (edito da Youcanprint) è stato presentato a Salerno nella sede dell’Associazione Lucana “G. Fortunato” (Via R. Di Palo – plesso ex scuola media A. Gatto) nei pressi del Centro Sociale venerdì 7 febbraio 2020.

L’avvenimento è stato condotto e coordinato con grande maestria dal noto giornalista televisivo Pietro Cusati (segretario dell’Associazione Giornalisti Amici del Vallo di Diano) che tra l’altro ha chiamato a leggere alcuni passaggi del libro le bravissime Alessia Rendina e Felicia Sarcinella in costume d’epoca.

Le relazioni sono state tenute da Luisa Rendina (storica) e da Aldo Bianchini (giornalista, direttore di questo giornale); ha chiuso la serata l’intervento dell’autrice del libro Chiara Ponte.

Il presidente dell’Associazione Lucana “G. Fortunato”, Rocco Risolia, ha introdotto i lavori con i saluti di rito ed è spesso intervenuto nel corso della cerimonia, soprattutto quando ha presentato all’attenta platea il presidente onorario dell’associazione avv. Paolo Carbone.

Sono intervenuti nella lunga ed appassionata discussione anche i docenti Agostino Verga e Giuseppe Preziosi; il primo ha incitato i giovani a fare di più per il mezzogiorno prendendo proprio spunto dalla figura di Giovanna, prima donna regina e innovatrice della vita nel Regno di Napoli; il secondo ricordando alcuni momento storici che caratterizzarono non solo il regno di Giovanna ma anche in buona parte la vita politica di tutta l’Europa del XIV secolo.

Poi c’è stato un vero e proprio show, storico-culturale, dell’avv. Emilio Sarli, scrittore ed autore di numerosi saggi, tra i quali “Voglio vederti danzare – Un viaggio estatico dal satiro di Mazara al satiro di Armento” (ed. Bonfirraro), che ha sciorinato una perfetta conoscenza storica non solo del periodo del regno di Giovanna ma anche tutti gli altri periodi ed eventi ad esso regno collegabili.

Subito dopo la bravissima storica dott.ssa Luisa Rendina ha trattato, con garbo e decisione, gli aspetti più femminili della vicenda inquietante ed appassionante della vita di Giovanna partendo dal presupposto inalienabile a sostegno del fatto che “le donne sanno farsi amare e sanno farsi ricordare, nonostante le difficoltà”; Giovanna sarebbe stata uccisa per soffocamento nel castello di Muro Lucano, un paese che (come sostiene la docente Enza Melucci, nativa di Muro Lucano) prima di allora non aveva mai visitato, almeno fino a quando non si ritrovò praticamente prigioniera nella fortezza murese che per la sua inattaccabilità fu scelta da Carlo III d’Angiò come prigione finale fino al giorno (12 maggio 1382) in cui morì all’età di 55-56 anni. Difatti l’ex sovrana arrivò a Muro all’incirca nel novembre del 1381 direttamente dalla precedente prigione nel Castello di Nocera da dove si temeva potesse evadere.

Al centro della foto (tratta da Lecronachelucane.it) la scrittrice Chiara Ponte

E’ stata proprio la ricostruzione storica suggerita dalla prof.ssa Enza Melucci che ha tenuto banco per buona parte della serata, nonostante l’assenza della docente.

L’ipotesi storico-ricostruttiva della Melucci è stata esposta con parole molto chiare dal direttore Bianchini che, oltre a riferire su alcune probabili incertezze contenute nel mio precedente articolo dedicato alla storia di Giovanna, ha tracciato un profilo assolutamente nuovo  che calza a pennello sulla prima donna regina basato sulla grande femminilità e decisionismo della stessa che per quell’epoca erano cose assolutamente da combattere e da massacrare.

Difatti furono montate sulla persona della regina storie e leggende circa la sua eccessiva trasgressività sessuale fino alla poco credibile leggenda dell’accoppiamento con un cavallo; storie e leggende che si sono fuse nell’immaginario collettivo al punto da creare intorno all’immagine della regina una mitologia tutta particolare ed eccessivamente denigratoria.

Leggende, soltanto leggende che alimentarono una furiosa campagna negativa che riuscì ad annullare gli effetti di una regina che seppe amministrare ottimamente il suo regno per ben 37 anni; effetti che fecero lievitare la figura di una regina perfida, perversa e divoratrice di uomini.

Insomma il primo caso di “sessismo” della storia in merito alla parità di genere; questa la condivisibile ipotesi della Melucci che avrebbe, però, bisogno di accurate ricerche che solo una giovane e brava scrittrice come Chiara Ponte potrebbe portare avanti anche sulla base molto solida delle sue conclamate conoscenze dei tanti momenti decisivi della storia murese e dei suoi personaggi ottimamente descritti nell’altra opera storico-letteraria, della stessa autrice, dal titolo “Muro Lucano – Storia, arte, culture, dalle origini al XXI secolo”(La lettera scarlatta edizioni).

 

La bella serata si è conclusa con la degustazione, a buffet, dei prodotti enogastronomici muresi appositamente preparati dallo staff della giovane Chiara Ponte.

Solo per la cronaca è opportuno ricordare ancora una volta chi è stata Giovanna I d’Angiò:

 

  • Nacque a Napoli nel 1326-27 (circa !!), primo matrimonio a 6 anni con il cugino Andrea d’Angiò che non conobbe mai, morì nel castello di Muro Lucano il 12 maggio 1382. Giovanna regnò ininterrottamente dal 28 agosto 1344 al 27 maggio 1357 per tredici anni da sola; continuò nel ruolo di regina insieme a Luigi I fino al 1381 per altri ventiquattro anni;      insomma da sola o in comproprietà dominò sul regno di Napoli  per ben 37 anni, tra congiure, dissoluzione, ricatti, assassinii e una moltitudine di amanti (come da leggenda) che di volta in volta le garantivano la sopravvivenza regale. Durante il suo lungo regno, Giovanna I fu anche contessa di Provenzadi Forcalquier, dal 1343principessa d’Acaia, dal 13731375, e regina titolare di Gerusalemmedi Sicilia.

 

1 Commento

  1. L’esauriente articolo della Sig/Mascolo rende speciale l’evento.La menzione di me sorprende poiché non ne riconosco il merito e del quale ringrazio. L’ indagine storica non sempre è facile né i risultati sono scontati pertanto sono possibili devianze e notizie pregiudizievoli. Lunga e ricca di esempi é la cronaca storica di donne al potete. Attacco alla femminilità?Anche ma soprattutto accaparramento del 50% del potere spettante alla ‘altra metà del cielo’ a vantaggio dell’assolutismo maschile. Rileggere la storia anche dal punto di vista femminile vuol dire fare chiarezza e restituire dignità alle donne. Grazie a Chiara ed al vostro giornale per aver contribuito egregiamente a questo compito.

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