il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

L’Avanti! La storica testata socialista, in occasione del primo maggio riprende le pubblicazioni, con la Direzione di Claudio Martelli.

Dr. PIETRO CUSATI

dr. Pietro Cusati (giurista - giornalista)

Un primo maggio segnato dal dramma del coronavirus in tutto il mondo. L’Avanti riprende  oggi con i preziosi contributo di alte personalità della tradizione del movimento socialista .Torna con un numero speciale il giornale socialista Avanti! per la festa dei lavoratori, riprende le pubblicazioni in occasione del primo maggio, data particolarmente simbolica per il movimento socialista mondiale. L’Avanti è diretto dall’ex ministro Claudio Martelli e conta sui contributi, tra gli altri, dei segretari nazionali di Uil e Cisl, Carmelo Barbagallo e Annamaria Furlan, degli ex ministri Francesco Forte, Carlo Calenda, Andrea Orlando, Valdo Spini, Claudio Signorile e CARMELO CONTE ,gia’ Ministro delle aree urbane,che ha scritto l’articolo : ‘’SOCIALISMO E MERIDIONALISMO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS’’,’nonché di varie firme storiche del quotidiano socialista come Stefano Carluccio, Ugo Finetti, Luigi Covatta, Antonio Matasso, Pietro Caruso e Carlo Tognoli,già Sindaco di Milano.L’Avanti! uno dei giornali più rilevanti della storia politica italiana, pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all’interno del dibattito politico e culturale dell’Italia, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaders politici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo. Innumerevoli sono state le battaglie condotte dalle pagine del giornale: dal sostegno al nascente movimento operaio alla lotta per il parlamentarismo, dalla rivendicazione per una legislazione sociale al contrasto al fascismo, dalla scelta repubblicana alla rottura con il partito comunista. Un ruolo da protagonista durato più di un secolo e che manterrà fino al 1993, anno in cui cesserà le pubblicazioni.

 

on. avv. Carmelo Conte - già ministro per le aree urbane

 

 

 

 

 

 

 

SOCIALISMO E MERIDIONALISMO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Articolo di Carmelo Conte ,già Ministro delle Aree urbane ,pubblicato dall’Avanti! del 1° maggio 2020.

“Non c’è un giorno, scrive Rosselli, per cui il socialismo potrà dirsi realizzato perché è un’idea di vita “immensa e sconfinata” che induce a superare di continuo la posizione acquisita.” È sempre lì ad indicare una via di uscita sociale alla vicenda umana. Una religione laica che non garantisce “pioggia e raccolto”, bensì la via da perseguire perché ciò avvenga. La ricomparsa in edicola dell’Avanti, memoria storica del socialismo, mi induce a scrivere di uno dei suoi “credo”, il meridionalismo, per ricordarne il carattere patriottico. L’Italia è sorta per unire Nord e Sud ed ha progredito quando si sono adottate politiche che contemplavano il Mezzogiorno, mentre quando non si è tenuto conto di tale specialità sono saltate tutte le sue Legature, territoriali, sociali ed economiche. Ciò risulta particolarmente evidente analizzando le tre emergenze nazionali più significative dell’era repubblicana, quella della ricostruzione post bellica e quelle degli anni ’70 e del 2008, anche per assumerle come paradigma di riferimento della recente pandemia. Per la ricostruzione post bellica, fu determinante il Piano Marshall che aiutò l’Italia e promozionò la Cassa per il Mezzogiorno con un finanziamento iniziale di mille miliardi, scelta per la quale fu decisivo il ruolo svolto dalla Svimez, presieduta da Rodolfo Morandi, intellettuale socialista. Tanto da far dire a Donato Menichella, Governatore della Banca d’Italia, che “era stato un settentrionale a indicare la strada da percorrere per arrivare alla soluzione della questione meridionale”. Negli anni settanta, per contrastare l’emergenza democratica ed economica determinata dagli attentati delle le Br e dalla crisi del sistema di Bretton Woods (svalutazione del lavoro) fu determinante l’ascesa alla guida del Paese di Craxi (1983) che diede al governo una politica economica e di bilancio ispirata alla teoria del deficit spending di Keynes. Nell’ambito della quale furono varati per il Mezzogiorno, un piano triennale per il completamento delle opere incompiute, che erano state motivo di scandalo negli anni ’70 (legge 651/83) e un intervento di più ampio respiro di circa 130mila miliardi in nove anni (legge 64/86). Una risposta alla crisi, quella di Craxi, ispirata ai valori delle tre R (Risorgimento, Repubblica, Resistenza), che partendo dal Sud portò a una crescita economica straordinaria: l’Italia conquistò, superando la Gran Bretagna, il quinto posto nella classifica tra le potenze economiche mondiali. La crisi esplosa nel 2008, invece, pur se scatenata dalla subprime crisis americana, non si è ancora chiusa e anzi si aggrava, perché ha trovato terreno fertile nel fatto che la globalizzazione è entrata in Italia, ma il Mezzogiorno non è entrato nella globalizzazione. Un’emarginazione di cui porta la principale responsabilità Berlusconi che, alle elezioni politiche del ’94, formalizzò la divisione politica dell’Italia: nel centro-sud strinse un’alleanza con Alleanza nazionale e al centro-nord presentò una coalizione con la Lega di Bossi, anti meridionale per principio. Svolta funzionale al liberismo, al quale nei fatti si è piegato anche il centro-sinistra guidato da Prodi, interprete del capitalismo di Stato, così come Berlusconi lo è stato per quello privato, senza tenere conto della “specialità” meridionale. Da allora, come è stato rilevato con ironia, la politica si è ridotta a scegliere “tra la Pepsi e la Coca Cola”, a occuparsi, cioè, di sfumature e aggiustamenti. In questo contesto si colloca, ora, l’emergenza del Coronavirus che va, perciò, affrontata con un piano ispirato non al modello economico in atto, ma a quello Nord/Sud delle due esperienze sopra descritte (il dopo guerra e gli anni ’80), caratterizzandolo con una missione specifica: l’Italia Mediterranea e un’altra Europa, due storiche battaglie dell’Avanti! CARMELO CONTE, GIA’MINISTRO DELLE AREE URBANE

 

 

 

 

 

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