il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

LAVELLO : L’ ITT AGRARIO “G. SOLIMENE” PRESENTA IL CAMPO PARCELLARE SPERIMENTALE DELL’ANNATA 2019/2020 E I PRIMI DATI DELL’ESPERIENZA DIDATTICA SPERIMENTALE SUI 40 TIPI DI FRUMENTO A PAGLIA

LAVELLO – Anche quest’anno è stata realizzata la sperimentazione (per quinto anno consecutivo) sulle varietà di grano duro e tenero presso l’azienda dell’Istituto in c/da Isca San Mauro.

Il campo parcellare e le attività di sperimentazione e ricerca si basavano su 40 diverse varietà di cereali da paglia, realizzate nell’ambito delle attività didattiche e di alternanza scuola-lavoro che si sono svolte nell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario, in località Isca – San Mauro nel comune di Cerignola. La consueta visita al campo degli operatori del settore non e’ stata possibile per ragioni legate all’emergenza Covid-19 che stiamo vivendo, ma il prof. Luigi Caprioli, referente del progetto, ha sintetizzato con un video, i dati più significativi e le indicazioni più utili risultate dalla ricerca. Le Classi coinvolte nel certosino lavoro di sperimentazione sono state la IV A e IV C dell’Istituto Tecnico Tecnologico – Agrario diretto dal prof. Donato Mancone.                                                                                                                                Il Lavoro di analisi e d’indagine, che costituisce, la prima parte di una raccolta di indicazioni per la coltivazione di 40 tipi di grano duro e tenero, con la finalità didattica e pratica, di avere, in maniera economicamente vantaggioso, una varietà di frumento più adatto e rispettoso dell’ambiente, ma che sia conveniente e redditizio per gli agricoltori. Altri obiettivi dell’attività sperimentale svolta, comprende l’Individuazione delle varietà che meglio si adattano all’area Volture – Melfese, adottando tecniche colturali sostenibili nel tempo. A tal fine sono stati presi in considerazione, come parametri principale, il comportamento agronomico (in particolare la sensibilità ai patogeni), Stabilità delle produzioni, Tolleranza alle basse temperature, Resistenza alla stretta, Resistenza all’allettamento e alla siccità.                                                                           Le varietà su cui stata basata la sperimentazione, quest’anno sono state 34 di frumento duro e 6 di frumento tenero, con particelle di saggio di 1 ara cioè di 100 mq. Delle 34 varietà di grano duro, 26 sono italiane (Carosella, S. Cappelli, Saragolla, Svevo, ecc..) e 8 varietà francesi (Anvengur, Anabis, Rangodur, Antalis, Athoris, Kanakis, Marakas, Martinur), varietà di grani antichi ma anche varietà derivanti da incroci di più frumenti/ ibridi e due varietà ancora non registrate, indentificate come Linea A e Linea B. Inoltre il campo sperimentale comprende anche un’area destinata ai grani antichi (Carosella, Majonica, Senatore Cappelli, Saragolla Lucana).                                                               Come ha detto il promotore e referente del progetto, il docente di Agronomia Prof. Luigi Caprioli, “… questa è solo una parte della sperimentazione, la ricerca continua con i parametri di Qualità per ciascuna varietà, che sono: per la granella, produzione (t/ha), peso ettolitrico (kg/hL), contenuto proteico (% s.s.) per lo sfarinato integrale, Index (o Indice di Glutine), colore, l’umidità standard. Un continuo lavoro, che dura mesi, dalla preparazione del letto di semina alla raccolta e terminato in laboratorio con le analisi organolettiche dei grani. Naturalmente, questi risultati saranno resi noti ad ottobre con un altro evento di presentazione nell’ambito del progetto regionale “Le vie del grano”. La novità di quest’anno, per la prima volta, in azienda si è sperimentato la coltivazione del grano su sodo, cioè una tecnica agronomica innovativa prevede la semina del frumento su terreni non lavorati in maniera alcuna, senza bisogno, quindi, ne di costose arature né di eventuali ripassi per l’affinamento del terreno; per fare ciò bisogna effettuare un diserbo specifico in presemina ed utilizzare idonee seminatrici da sodo.

MICHELE D’ALESSIO

4 Commenti

  1. Si può fare anche da noi questa sperimentazione….sarebbe interessante sapere i vari tipi di grano….

  2. La Comunità Montana Vallo di Diano, adottando una formula assolutamente innovativa si è costituito il partenariato per dare il via alla Fase A del progetto di recupero, valorizzazione e commercializzazione dei grani antichi del Vallo di Diano che vede il comprensorio assoluto protagonista e soprattutto unito in un progetto che potrebbe portare importanti somme da investire nello sviluppo del settore…..QUALCOSA E’ POSSIBILE…..

  3. La sperimentazione dei grani antichi all’Istituto agrario di Lavello, giunta al quinto anno, ha visto altre 150 varietà diverse coltivate, i dati raccolti sono a disposizione di tutti pubblico e privato…se la Comunità Montana Vallo di Diano, ha bisogno di consulenze o aiuto c’e massima disponibilità da parte del Istituto, di queste sperimentazioni se ne avvale anche l’università, le società
    Sementi e la agenzia di sviluppo in agricoltura della Basilicata….

  4. L’importanza del recupero dei grani antichi…SONO UNA RISORSA PER IL FUTURO….
    In Italia, il sistema di monitoraggio Okkio alla salute del Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie (Ccm), che fa capo al ministero della Salute, riporta che oltre il 40 per cento degli italiani soffre di patologie dovute a un regime alimentare sbagliato. Mentre per il Centro di ricerca sui consumi di suolo, 5 milioni di ettari di terreno agricolo non sono più fertili, motivo per cui la resa delle colture è sempre più bassa. Le cause di questi fenomeni vanno ricercate in un’educazione alimentare inappropriata e nella scelta di diversificare le colture cerealicole con grani mutati geneticamente.

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