il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Storia di vita quotidiana di un avvocato del sud. Una giornata “pesante”: ma ormai sono quasi tutte così.

 

Giuseppe Amorelli

(avvocato – scrittore)

 

Ore 8,00, preparazione e invio telematico di 7 Note per la  trattazione scritta ex art.83,  co. 7, lett.h) del D.L.13 marzo 2020 n°18, a vari tribunali: Benevento, Lagonegro, Vallo della Lucania, ultimazione invio ore 14,30. Pausa colazione. Ore 15,30, lettura messaggi whatsApp. Il primo, di minuti 5,20 inviatomi da una “sig.ra” , mia controparte in una separazione  in corso, con il quale mi descrive “le gesta” amorose del suo ex, con un altra donna, pregandomi di intercedere e far cessare    la relazione. Se avessi certe capacità non farei l’avvocato. Secondo messaggio whatsApp minuti 3,50 è lui che ha scoperto lei  con un altro, ed è disperato vuole che io la chiami per farla “desistere”. Mi impegno gli ho risposto. Ore 16,00 piombano allo studio tre soggetti, senza alcun appuntamento, mi sembrano i fratelli “Capone”. Dopo circa 30 minuti non sono riuscito a comprendere  il loro problema. Il più “diligente”.:Avvocà , in altre parole, vi spiego io meglio, i miei fratelli sono un po “arretrati”. I ns. nipoti ci hanno fottuto tutti i soldi sui conti correnti bancari, in quanto noi siamo umili “faticatori” della terra e tutti i risparmi ottenuti, quando lavoravamo in Germania, li abbiamo messi su conti correnti bancari e postali e dato che siamo ignoranti in materia lì abbiamo  cointestati ai nipoti per fiducia. Circa €.250,000,00. Stamattina ci siamo recati in banca e abbiamo trovato la sorpresa sul conto solo €.100,00. Solo alle ore 18,00 riusciamo a ricostruire la vicenda scabrosa. Lasciano lo studio alle ore 18,30 con un intento: Avvocà, se voi ci dite che non c’è niente da fare , provvediamo noi a toglierli dalla terra definitivamente.” No la soluzione c’è, di recente la Suprema Corte di Cassazione ha deciso un caso analogo al Vs. . Ora predispongo gli atti e per la settimana prossima ci rivedremo allo studio per introitare il giudizio. Subito dopo  mi giunge una Pec. La apro e scopro che priviene dalla Corte di Appello di Salerno. Nel leggere il numero di R. G. mi rallegro, e penso finalmente una sentenza e proprio in questa  questa causa che ebbe inizio, in primo grado, nell’anno 1999. Nelle cose di giustizia non c’e niente da rallegrarsi anche quando si ottiene una sentenza positiva, perché ci sarà sempre qualcuno che subisce una pena. Mi ero illuso. Mi viene comunicato che la causa è stata rimessa sul ruolo, dopo circa un anno e più che era stata introitata a sentenza, e sentite il perche:”l’istruttore, un giudice aggregato ovvero non togato, non era competente a giudicare, trattandosi nel caso di specie, di un giudizio avente ad oggetto responsabilità professionale (medica). La giustizia è il luogo delle assurfita’ Ma quando il giudizio fu assegnato al giudice aggregato, il presidente che provvide all’assegnazione diligentemente non verifico’ la natura della vertenza? Perché nel mondo della giustizia, ormai burocratizzata al massimo. conta  solo ed esclusivamente IL FREDDO  numero di R. G., il freddo fascicolo e non la vicenda umana sottostante..La legge Pinto ho pensato solo la Legge Pinto potrebbe alleviare le pene se nel frattempo on verrà soppressa. Erano ormai le  20.00 Dulcis in fundo, giunge allo studio, “Francescone”, personaggio burlesco e divertente. Se non fosse stato lui  avrei cacciato via anche mio fratello., a quell’ora e dopo quella giornata, dallo studio. Avevo solo bisogno di fuggire via e chiudermi dietro ‘la giornata”Ma meno male che è arrivato Francesco ne. Il subito esordisce: .”Avvocatone , stasera ti vedo messo molto male, e’ ‘ la prima volta che sei “abbacchiato”.Però io ti voglio bene. Ricordo qualche anno fa che, tu nel vedermi accasciato e affranto, mi declamasti una frase. In quella occasione ti chiesi di scrivermela e tu lo facesti. La porto sempre con me . Stasera te la debbo leggere è’ di Omero :”Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,  e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.”

Avvocatone ho ancora una bottiglia di rosso di Montalcino che mi regalasti una decina di anni fa, andiamo a sorseggiarla. Francescone bello quello sarà diventato Brunello. Avvocatone fosse diventato pure” petrolio”noi ce la tracanniamo.”

Ma si, hai ragione  come diceva Pindaro, Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo.

Azz. Avvocà le sai tutte tu. E per finire caro Francesco  mio sappi che Aristofane soleva  dire:”.Quando gli uomini bevono, allora sono ricchi e fortunati e vincono le cause in tribunale e sono felici e aiutano gli amici..” Avvocatone, non è che vorrei l’ultima parola, però si vede che Aristofane deve essere un vostro amico nel senso che non fottono gli amici come tanti vostri pseudo-colleghi.”.

 

1 Commento

  1. Come sempre la tua bella parola ha fatto centro. Ho letto tutto d’un fiato. Viva la tua professionalità ed il tuo buon cuore.

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