il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il Grande Vittorio , 20 anni senza il MATTATORE, nell’ epitaffio: ’’Fu attore, non fu mai impallato.’’

 

Dr. Pietro Cusati

Roma ,28 giugno 2020 .Vittorio Gassman, nato a Genova  il 1° settembre 1922,morì 20 anni fa a Roma, è stato un  attore ,regista  e sceneggiatore attivo in  campo teatrale ,cinematografico e televisivo soprannominato “il Mattatore“, è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, ricordato per l’assoluta professionalità, per la versatilità e il magnetismo.  Figlio di un ingegnere tedesco, passato per una breve stagione a Palmi, cresciuto a Roma e rivelatosi a Milano; non era romano, ma sapeva esserlo più di tanti suoi concittadini, capace però di mimetizzarsi in ogni regione per la sua  precisione nel ripetere tutte le inflessioni dialettali e regionali. Ma alla fine è stato tanto romano da meritarsi ,come solo Anna Magnani e Marcello Mastroianni, una doppia targa stradale nelle vie della sua città adottiva.Vittorio Gassman  sprizzava giovialità, fisicità, intelligenza e per questo fu sempre compagno e complice dei migliori registi, mai semplice esecutore. Aveva fin da giovane la presenza scenica del prim’attore, ereditava il piglio roboante della generazione di Renzo Ricci (padre della prima moglie di Vittorio, usava il corpo come strumento della sua arte. Artista con profonde radici nel mondo del teatro più “impegnato”, fu fondatore e direttore del Teatro d’arte Italiano. La lunga carriera in Italia e all’estero comprende produzioni importanti. Il suo debutto teatrale avvenne a Milano nel 1943, con Alda Borelli , nella Nemica di Dario Niccodemi.

Il suo debutto cinematografico è del 1945, in Incontro con Laura, di Carlo Alberto Felice  : la pellicola è andata perduta, e il suo primo film superstite è Preludio d’amore (1946), di Giovanni Paolucci.Gli anni sessanta si rivelarono molto gratificanti per la carriera cinematografica di Vittorio Gassman, sulla scia del grande successo ottenuto nel 1958. Con i soliti ignoti di Mario Monicelli .Nonostante i suoi successi cinematografici Gassman non abbandonò mai il teatro. Nell’ultima parte della sua carriera aggiunse la poesia al suo repertorio, aiutando a far conoscere in Italia alcune opere straniere. Gassman fu uomo di intense emozioni e di grande onestà intellettuale, la sua autoironia e il suo notevole senso dell’umorismo lo portarono negli anni novanta   a prendere parte a un programma televisivo Tunnel  nel quale, in maniera molto formale e seria, recitava documenti come la bolletta del gas, il menù del ristorante o gli annunci economici; “letture” che, con autoironia, venivano eseguite con la stessa abilità professionale e il tono elevato che lo rese famoso recitando la Divina Commedia di  Dante. E’ stato un gigante solo e forse proprio questo enorme vuoto che lasciava ogni volta che usciva di scena lo rapiva e terrorizzava insieme. Di certo è il sentimento che lascia nel cinema e nel teatro italiano anche oggi.Gassman morì a 77 anni, il 28 giugno 2000 nella sua casa di Roma per un improvviso attacco cardiaco nel sonno. Cremato  le sue ceneri vennero tumulate nella tomba della famiglia D’Andrea ,la famiglia della moglie, nel Cimitero del Verano, all’esterno del lato destro del Quadriportico. La sua presenza è indicata da una piccola lastra di pietra a forma di libro aperto riportante il seguente epitaffio, voluto da lui stesso: ‘’Qui giace Vittorio Gassman, fu attore, non fu mai impallato”.

 

 

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